La Bce conferma gli stimoli e avvia la revisione strategica
La Lagarde si dice preoccupata per i tassi bassi, che saranno tra i temi della revisione strategica. “Ma serve ancora politica accomodante”. Critiche dai banchieri
1,30 min
Un anno ricco il 2019 per la Bce. L’istituto centrale ha infatti riportato un utile netto di 2,36 miliardi di euro, in crescita di 790 milioni rispetto all’anno precedente. Principali fonti di profitto per Francoforte è stato l’incremento dei redditi del portafoglio in dollari statunitensi e del portafoglio del programma di acquisto di attività.
Secondo quanto comunicato dall’Eurotower, nel 2019 gli interessi attivi netti si sono attestati a 2.686 milioni di euro, dai 2.277 dell’anno precedente. In aumento anche gli interessi attivi netti sulle riserve ufficiali, a 1.052 milioni dai 862 del 2018, grazie ai più elevati interessi attivi derivanti dal portafoglio in dollari statunitensi. Quelli generati dal Paa sono aumentati invece di 316 milioni di euro, raggiungendo quota 1.136 milioni, soprattutto a seguito dell’incremento delle consistenze medie e del rendimento medio del Programma di acquisto per il settore pubblico (public sector purchase programme).
Per contro, in seguito ai rimborsi, gli interessi attivi netti maturati sul Programma per il mercato dei titoli finanziari (Securities Markets Programme) si sono ridotti a 291 milioni di euro dai 384 del 2018.
Positivi i profitti realizzati su operazioni finanziarie, pari a 197 milioni di euro dopo il rosso di 77 milioni dell’anno precedente, per effetto degli utili da prezzo realizzati sui titoli obbligazionari denominati in dollari statunitensi, il cui valore di mercato ha beneficiato della diminuzione dei rispettivi rendimenti durante l’anno.
Le svalutazioni, pari a 20 milioni di euro (erano 69 milioni nel 2018), sono invece prevalentemente riconducibili alle perdite da prezzo non realizzate su alcuni titoli detenuti nel portafoglio costituito a fronte dei fondi propri e nel portafoglio in dollari statunitensi.
