Nel 2021 gli istituzionali giocheranno in difesa
Per 4 su 5 i mercati sottovalutano l’impatto del Covid. Preferite le allocazioni che favoriscono la diversificazione azionaria, il value e le strategie alternative. L’indagine Natixis
4 min
Nonostante il mondo sia ancora convalescente, è possibile individuare con chiarezza quali saranno i trend di investimento che guideranno il 2021. Tra tutti, emergeranno con grande forza la sostenibilità e il climate change, che riceveranno una grande spinta dalla nuova presidenza Usa e che vedranno un settore brillare in maniera particolare, le infrastrutture. Ne sono convinti gli esperti di M&G, che nel loro outlook per il prossimo anno fanno il punto sulle diverse asset class.
Inevitabile, dopo il cambio di leadership, partire dagli Usa. La domanda che molti investitori si stanno facendo in questo momento è infatti se il nuovo presidente, Joe Biden, riuscirà a promulgare nuove leggi nonostante un Parlamento diviso. Secondo Jim Leaviss, cio del Public Fixed Income Team di M&G Investments, non sarà facile. “Ma Biden, che ha alle spalle 47 anni di esperienza in politica, la maggior parte dei quali trascorsi al Senato degli Stati Uniti, vanta un importante track record di accordi bipartisan e provvedimenti legislativi”, assicura.
Malgrado quindi la strada sembri più in salita di quanto previsto prima delle elezioni, la nuova amministrazione è stata molto chiara nelle proprie intenzioni di promuovere un cambiamento di rotta per il Paese sul tema del climate change e si sta già muovendo in questo senso. “Questa attenzione deriva dal fatto che la crisi ha messo in luce alcune delle principali sfide che la società statunitense si trova ad affrontare; non solo una popolazione in crescita e sempre più anziana, ma anche sfide ambientali e sociali – spiega Maria Municchi, manager del fondo M&G (Lux) Sustainable Allocation -. Anche se l’ammontare della spesa fiscale da destinare a queste aree è ancora da definire, si tratta nei piani di un programma di azioni molto valido che copre svariati aspetti relativi al clima e alla giustizia sociale in campo ambientale. Non si tratta quindi solo di favorire tali cambiamenti, ma anche di fare in modo che la società nel suo insieme ne tragga beneficio”.
E Biden non è solo in questa impresa. L’Europa ha già stabilito una serie di impegni e piani significativi in materia ambientale, fa notare la Municchi, e anche la Cina ha dato segnali incoraggianti in questo senso, con interessanti effetti lato investimenti, come sostiene Randeep Somel, gestore del fondo M&G (Lux) Climate Solutions. “Pechino dovrà aumentare i propri investimenti in fonti di energia rinnovabile e trovare una buona soluzione per la produzione di energia su base rinnovabile in sostituzione al carbone – osserva Somel -. Si prevede un aumento degli investimenti nello stoccaggio dell’energia, come la tecnologia delle batterie, ma anche il passaggio a combustibili rinnovabili facilmente trasportabili e immagazzinabili, come l’idrogeno verde”.
In questa attenzione globale al climate change, un tema d’investimento sembra uscire vincitore: le infrastrutture. Su questo, Alex Araujo, gestore del fondo M&G (Lux) Global Listed Infrastructure, ha pochi dubbi: “Le infrastrutture sono certamente al centro della ripresa. Sugli Stati Uniti sono piuttosto ottimista, perché l’amministrazione sarà molto propensa a spendere in infrastrutture. In realtà è un argomento, e probabilmente l’unico, su cui i Democratici e i Repubblicani riescono in genere ad essere d’accordo. Qui in Europa, come sappiamo, siamo decisamente all’avanguardia nel sostenere una ripresa green che si sviluppi intorno alle infrastrutture in generale. L’asset class ha il potenziale per offrire rendimenti in qualsiasi scenario economico, compreso un ambiente di tassi d’interesse reali allo 0% o negativi; questo fattore income è in realtà un elemento difensivo di base”.
Sul fronte obbligazionario, Leaviss non concorda con la tesi di molte banche d’investimento secondo cui il 2021 vedrà una marcia inarrestabile verso l’aumento dei rendimenti dei Treasury. “Penso che ci siano alcuni rischi, senza dimenticare che l’inflazione è incredibilmente bassa – avverte -. La deflazione nell’Eurozona e l’enorme percentuale di disoccupazione a seguito della pandemia fanno sì che l’inflazione salariale sia piuttosto improbabile nel prossimo futuro. Nel complesso, escluderei che si verifichi una vera svolta nei rendimenti dei Treasury, cosa che spero costituisca una buona notizia per le valutazioni degli asset in altri segmenti”.
Infine, l’azionario. “Se si guarda agli Stati Uniti – chiarisce Somel -, in effetti le azioni sembrano molto più costose che altrove a livello globale, ma ciò è dovuto in particolare al settore tech, che è in grado di continuare a crescere, con o senza la crisi”. Passando all’Europa, il gestore ritorna sul tema principe del 2021: “Per noi i titoli su cui puntare sono quelli con una forte storia di sostenibilità, perché si tratta di un tema che sta venendo sempre più alla ribalta”, conclude.
.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.
