Scienza dei dati e gestioni attiva: due ingredienti della stessa strategia (vincente)
Per Desai di Franklin Templeton, gli algoritmi sono preziosi ma non sufficienti senza il supporto del pensiero e dell’esperienza dell’uomo
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Il 16 aprile scorso il fondo Eurizon – Equity Italy Smart Volatility è stato premiato come miglior fondo nella categoria Equity Italy a 5 anni ai Lipper Fund Awards di Refinitiv.
Il comparto, parte del fondo lussemburghese Eurizon Fund istituito da Eurizon Capital SA, è gestito attraverso un algoritmo quantitativo, che ha come obiettivo quello di offrire un investimento azionario capace di esibire sia caratteristiche difensive (minore volatilità dell’investimento) che cicliche, attraverso la selezione di titoli aventi un maggiore dividendo.

“La strategia di gestione del portafoglio è stata in grado negli anni di conseguire ottimi risultati relativi, soprattutto nelle fasi di mercato caratterizzate da alta volatilità, durante le quali i nostri investitori hanno potuto beneficiare del carattere maggiormente difensivo del comparto, confermato anche da un minor drawdown e da una migliore risk-adjusted performance rispetto ai tradizionali indici di mercato”, spiega Roberto Berzero, head of smart beta team.
Nell’intervista rilasciata a FocusRisparmio, l’asset manager illustra i dettagli e le principali caratteristiche della strategia: “l’attività di screening ha un ruolo fondamentale nel successo della strategia, in quanto utilizza differenti filtri valutativi volti a individuare le società che offrono dividendi con una crescita stabile e sostenibile nel medio periodo, grazie a una politica di distribuzione coerente con l’andamento dell’attività caratteristica”. Ecco l’intervista integrale.
L’investimento fattoriale rappresenta un approccio gestionale innovativo, che può offrire attraverso l’esposizione ad alcuni fattori di mercato, ritenuti rilevanti, rendimenti maggiori rispetto agli indici di mercato. Inoltre, rispetto ad un approccio gestionale discrezionale, fornisce un grado di trasparenza elevato permettendo di quantificare l’esposizione a ciascun fattore attraverso un modello di rischio multifattoriale dedicato. Il successo di questo stile gestionale, in concomitanza con la crescita esponenziale di strumenti passivi ha portato alla nascita di Etf fattoriali. Tuttavia, pur riconoscendo l’innovazione finanziaria apportata da tali veicoli per la replica di indici di mercato a costi contenuti non riteniamo che tale paradigma di efficienza possa essere traslato sui prodotti fattoriali in generale, dove considerazioni relative alla liquidità e al turnover della strategia giocano un ruolo fondamentale nella gestione dell’asset class.
La strategia gestionale, grazie all’utilizzo di un approccio ottimizzato e alla combinazione di differenti filtri valutativi permette di selezionare società in grado di offrire un dividendo elevato e sostenibile nel tempo. Il modello seleziona dall’universo di partenza quelle società che presentano un maggiore ritorno derivante da una maggiore distribuzione degli utili societari ai propri investitori sia sottoforma di dividendi che attraverso l’acquisto di azioni proprie. Il secondo step considera tre criteri per validare il ranking stilato: il primo criterio analizza i flussi di cassa per valutare la sostenibilità del dividendo, in relazione alla ciclicità del settore. Aziende con flussi di cassa inadeguati o con un payout ratio eccessivo rispetto al dividendo annunciato vengono penalizzate dal modello. Il secondo criterio valuta ciascuna società selezionata in base al cover ratio al fine di garantire che tali società siano in grado di far fronte ai propri impegni di natura finanziaria adeguatamente, soprattutto durante i periodi di distress finanziari come quello che oggi stiamo purtroppo affrontando. In ultimo, consideriamo un criterio di liquidità che mette in relazione la posizione desiderata del titolo all’interno del portafoglio con i suoi volumi medi scambiati, al fine di preservare la pronta liquidabilità della strategia.
Sicuramente in fasi di mercato come quella che stiamo attraversando, la probabilità di vedere ridimensionato, sospeso o addirittura cancellato un dividendo è più elevata rispetto a quella che avremmo in una situazione di normalità. Questo fattore di rischio viene mitigato dal fatto che la nostra strategia non solo seleziona società con dividendo elevato ma allo stesso tempo sovrappesa le società aventi una minore volatilità, riducendo così la componente ciclica legata al dividendo.
La struttura finanziaria viene considerata con grande attenzione privilegiando strutture societarie caratterizzate da livelli d’indebitamento minori rispetto a quello della media di mercato e di settore, tutto questo in un contesto dove la capacità di far fronte agli oneri finanziari in relazione all’attività caratteristica è di primaria importanza.
Il nostro modello gestionale si basa su un’esposizione combinata del fattore bassa volatilità e dividendo con una predominanza del primo rispetto al secondo, questa preferenza ha come obbiettivo quello di minimizzare il drawdown di mercato durante le fasi discendenti. Implicitamente tale approccio tende a sovrappesare società appartenenti a settori difensivi come il settore delle utilities sottopesando allo stesso tempo il settore finanziario più vulnerabile durante shock di natura ciclica.
L’esperienza gestionale degli ultimi anni, ci ha permesso di osservare la risposta della strategia in relazione ai differenti regimi di volatilità, confermando e integrando i dati raccolti nei backtests condotti prima che venisse implementata. La strategia ha mostrato, durante il periodo di analisi, una buona persistenza a generare ritorni aggiustati per il rischio superiori a quello del benchmark durante le differenti fasi dei cicli economici. Inoltre, considerando la natura difensiva della strategia, si è potuto apprezzare la sua capacità nel fornire rendimenti vicini a quelli dell’indice di riferimento anche durante le fasi più speculative di mercato. Infine, è importante evidenziare la forte correlazione della strategia con i tassi d’interesse, questa ha permesso di generare ritorni superiori a quelli di mercato soprattutto durante le fasi di discesa dei tassi d’interesse, come quelle che abbiamo vissuto negli ultimi anni.
La strategia mira ad ottenere indicatori di performance aggiustati per il rischio migliori rispetto a quello del benchmark di riferimento (FTSE Italia All-Shares Capped Index) come lo Sharpe Ratio o M-squared, tali indicatori permettono di valutare quanto la strategia sia stata in grado di offrire rendimenti migliori per unità di rischio. Ulteriori indicatori utili nella valutazione della strategia sono il Max Drawdown e il Time to recovery che possono fornire all’investitore, la massima perdita sostenuta durante un periodo temporale e il tempo necessario alla strategia per riassorbire tale perdita. A tale riguardo l’obiettivo primario della strategia è quello di offrire minori perdite durante le fasi discendenti di mercato e minimizzare il tempo necessario per il recupero di tali perdite rispetto al benchmark.
