I gestori chiedono costi più bassi per i dati di mercato
L'elevato costo dei dati influisce negativamente sulla performance netta dei fondi di investimento e, di conseguenza, sul rendimento per gli investitori
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Efama, l’associazione dei gestori di fondi europei, chiede una proroga dei termini di applicazione ai fondi Ucits delle norme previste dal regolamento per i Priips, i prodotti di investimento e assicurativi preassemblati destinati agli investitori al dettaglio, nonché una revisione “urgente” delle disposizioni di primo livello del regolamento.
I gestori di fondi Ucits sono esentati dall’applicazione del regolamento Priips fino al 31 dicembre 2021. In una nota alla stampa, Efama comunica di aver scritto alla Commissione europea con la richiesta che l’entrata in vigore delle norme Priips per i fondi Ucits venga “ulteriormente posticipata”, così da consentire a regolatori, policymaker e operatori “di avere il tempo necessario per una revisione completa e approfondita delle regole”.
A partire dal 1 gennaio 2022 i fondi Ucits sono tenuti a sostituire il Kid Ucits con il Kid Priips. “Il Kid Ucits – che oggi funziona benissimo – non deve essere sostituito con un Kid Priips prima che siano corretti i difetti di quest’ultimo”, afferma Efama.
Nella lettera, l’associazione di categoria spiega che sono necessarie modifiche al regime Priips – e in particolare ai documenti-chiave Kid (Key investor document) pensati per consentire all’investitore al dettaglio di assumere decisioni di investimento consapevoli e informate – al fine di “preservare la reputazione e il funzionamento dei fondi Ucits” ed evitare “ulteriore confusione tra gli investitori”.
Dubbi permangono presso i gestori soprattutto per quanto concerne la percezione di affidabilità degli scenari di performance future richiesti dai Kid, con particolare riferimento alle difficoltà inerenti al calcolo di cifre accurate.
Va precisato che la revisione del regolamento Priips è un progetto che vede già impegnati regulator e rappresentanti dell’asset management europeo.
Riavvolgiamo il nastro: come testimonia una recente comunicazione alla Direzione di stabilità finanziaria e dei mercati dei capitali (Dg Fisma) firmata dalle tre Esa – le autorità Ue di supervisione bancaria (Eba), delle assicurazioni e pensioni (Eiopa) e dei mercati (Esma) – non è stata raggiunta la maggioranza qualificata per l’approvazione della bozza di revisione dei Regulatory Technical Standards (RTS) che “affrontava i difetti esistenti nel Kid Priips”, secondo quanto scrive Efama.
Nella lettera alla Commissione, l’associazione infatti “riconosce gli sforzi compiuti dalle autorità europee di vigilanza” negli ultimi 18 mesi, nel tentativo di trovare “una soluzione praticabile per correggere i difetti del Kid Priip” pur rimanendo in linea con le intenzioni della Commissione.
La conseguenza, come spiega il direttore generale di Efama, Tanguy van de Werve, è che “il regime è attualmente in un limbo”.
La mancata approvazione della bozza, prosegue van de Werve, “sta collocando sia le istituzioni europee sia i partecipanti al mercato in un territorio inesplorato in termini di processo legislativo”, configurando una situazione potenzialmente “dannosa per gli investitori al dettaglio a causa di informazioni non ottimali, se non proprio fuorvianti, ai sensi dell’attuale regolamento Priips”.
Ragion per cui la confindustria dei fondi europei, assieme a “un numero crescente” di autorità nazionali competenti, all’High-Level Forum sulla Capital Markets Union e a Better Finance (la Federazione europea degli investitori e dei clienti dei servizi finanziari), chiede nella lettera alla Commissione “una revisione tecnica non solo di secondo ma anche di primo livello”, con l’obiettivo di “prevenire ulteriori danni agli interessi degli investitori al dettaglio”.
Quel che è peggio, insiste van de Werve, “è che mancano solo 17 mesi alla scadenza dell’esenzione per i fondi Ucits sull’uso obbligatorio del Kid Priips”.
Un limite temporale che, sottolinea Efama, “non può più essere ragionevolmente confermato, dal momento che bisogna garantire all’industria un tempo sufficiente per adeguarsi” in termini di compliance.
Pertanto, Efama chiede che l’esenzione per i fondi che devono produrre i Kid Ucits sia prorogata “fino al completamento di una revisione completa di livello 1 e 2 del regolamento Priips, a cui va aggiunto anche un periodo di attuazione di 12 mesi”.
E non è tutto. Come riporta IgnitesEurope, nella lettera alla Commissione Ue il senior regulatory policy adviser di Efama, Andreas Stepnitzka, mette in guardia dalla possibile perdita di competitività degli operatori continentali rispetto al Regno Unito, che ha già annunciato l’intenzione di divergere dal quadro Priips per i fondi domiciliati in UK post-Brexit – una possibilità che secondo Efama conferirebbe a Londra un vantaggio competitivo.
Come riportato dal Financial Times, il governo britannico consentirà ai fondi domiciliati in UK di divergere dalle regole Priips per un massimo di cinque anni, durante i quali il Ministero del Tesoro di Sua Maestà revisionerà gli obblighi di informativa previsti per i prodotti di investimento “made in UK”.
