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L’elevato costo dei dati influisce negativamente sulla performance netta dei fondi di investimento e, di conseguenza, sul rendimento per gli investitori
Dati di mercato più accessibili. È quanto chiede l’associazione degli asset manager europei (Efama) in un rapporto scritto di concerto con l’International Council of Securities Associations (Icsa) e la Managed Funds Association (Mfa).
I dati di mercato come commodity
I motivi? L’approvvigionamento dei dati di mercato è diventata una fonte di costo sempre più rilevante per i gestori – fra l’8 e il 20% per una Sgr se consideriamo l’ammontare complessivo dei costi sostenuti per acquistare servizi informativi e informatici (un approfondimento sul tema a pagina 20-21 di FR Magazine di gennaio-febbraio 2020).
“L’aumento del costo dei dati sta costringendo molti gestori patrimoniali a ridurre significativamente gli acquisti di dati. Questo porta a mercati meno informati e a una diminuzione della concorrenza. L’elevato costo dei dati influisce anche negativamente sulla performance netta dei fondi di investimento e, di conseguenza, sul rendimento per gli investitori”, spiega Tanguy van de Werve, direttore generale dell’Efama.
In particolare, le associazioni chiedono l’attuazione di principi riconosciuti a livello internazionale per affrontare il problema delle commissioni di mercato eccessivamente elevate. “I principi raccomandati contribuiscono a porre rimedio a questa situazione e ad affrontare tali preoccupazioni”, sostiene il numero uno dell’associazione europea degli asset manager.
Il documento fa notare che le sedi di negoziazione (borse e altri sistemi multilaterali di negoziazione) hanno una posizione dominante sui dati di mercato generati dall’attività di negoziazione sulle loro piattaforme e, a causa dei requisiti normativi, non esistono sostituti per i loro prodotti di dati di mercato. “In queste condizioni non competitive, molte sedi di negoziazione hanno aumentato drasticamente i prezzi dei dati, il che, evidenzia il rapporto, ha avuto diverse implicazioni negative per gli investitori, i mercati dei capitali e l’economia”, si legge nel rapporto.
“È evidente che l’aumento del costo dei dati di mercato è una questione di notevole preoccupazione in molte giurisdizioni”, aggiunge il presidente di Icsa David Lynch. “L’efficienza dei mercati dei capitali nel soddisfare le esigenze dei suoi operatori, così come dell’economia in generale, dipende dal costo e dalla qualità delle informazioni a loro disposizione. I principi raccomandati riconoscono questo e promuovono risultati equi per tutti gli interessati”.
“Le eccessive commissioni sui dati di mercato danneggiano gli investitori e i loro beneficiari, compresi i fondi pensione che richiedono rendimenti per finanziare il pensionamento dei lavoratori”, gli fa eco Bryan Corbett, presidente e ceo della Managed Funds Association. “Un miglior accesso ai dati di mercato consente agli investitori di partecipare ai mercati dei capitali, aumenta la liquidità e serve meglio tutti i partecipanti al mercato. Le commissioni sui dati di mercato devono essere strettamente correlate ai costi di produzione dei dati negli Stati Uniti e nel mondo”.