Raccolta 2019, il risparmio gestito ha trovato il suo «new normal»?
Con la mappa di dicembre passiamo ai raggi X il 2019 dei fondi comuni. E individuiamo i trend che cambieranno il volto dell’industria nei prossimi anni
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Inizio di anno con il freno a mano tirato per la raccolta dell’industria italiana del risparmio gestito, che archivia gennaio 2020 con una raccolta in flessione per 4,67 miliardi di euro (+10,25 miliardi a dicembre e +3,6 miliardi a novembre 2019).
Gran parte dei deflussi, però, è generato dal trasferimento da parte del gruppo Credem di un mandato di gestione infragruppo delle polizze assicurative Unit Linked da Euromobiliare AM Sgr a Credemvita. L’operazione comporta l’uscita dal perimetro della rilevazione Assogestioni di circa 3 miliardi di euro, registrati in diminuzione del patrimonio gestito e come raccolta netta negativa. Il fenomeno non è collegato a disinvestimenti della clientela: le succitate masse restano all’interno del gruppo Credem, precisa Assogestioni in una nota.
Il dato di raccolta è bilanciato dal dato positivo del patrimonio record che – anche grazie all’effetto mercati – sale fino a raggiungere i 2.320,9 miliardi di euro e mette a segno un nuovo massimo storico (da 2.305,9 miliardi di dicembre 2019).
Circa 1.186 miliardi, pari al 51% delle masse, sono investiti nelle gestioni di portafoglio; 1.134,5 miliardi, che corrispondono al 49% degli asset, sono impiegati nelle gestioni collettive.
Tornando ai flussi, secondo la mappa mensile Assogestioni il sistema registra flussi netti in uscita sia dalle gestioni collettive (-2,1 miliardi) che dalle gestioni di portafoglio (-2,5 miliardi). Tra i fondi aperti (-2,3 miliardi a gennaio 2020), le sottoscrizioni si sono indirizzate verso i prodotti bilanciati (+649 miliardi) e in misura minore verso gli obbligazionari (0,8 miliardi). Negativi i flussi verso le altre categorie di prodotto: i flessibili registrano deflussi netti per 2 miliardi, gli azionari per 116 milioni.
I dati messi in luce dal mercato italiano contrastano con il dato europeo misurato da Refinitiv/Lipper: secondo il data provider a gennaio 2020 il mercato europeo dei prodotti d’investimento ha registrato flussi netti positivi per 106 miliardi di euro, di cui 62 miliardi relativi ai fondi di lungo termine; di questi, circa 31,6 miliardi sono entrati in fondi obbligazionari – la miglior categoria del mese – seguiti dai fondi azionari (+ 14,8 miliardi), fondi multi-asset (+ 14,1 miliardi) e fondi immobiliari (+ 1,4 miliardi). Per contro, hanno perso terreno i fondi Ucits alternativi (-1,1 miliardi di euro). Gli Etf hanno contribuito agli afflussi sul mercato europeo con 12,5 miliardi.
“Nonostante questi dati, vi sono preoccupazioni per la crescita economica globale che sono state innescate dallo scoppio del coronavirus, i cui effetti sulle catene di approvvigionamento e sui profitti delle società non sono ancora noti”, commenta Detlef Glow, Lipper head of Emea research per Refinitiv, in una nota.
Quanto ai principali protagonisti di gennaio 2020, in Italia guadagna la palma di miglior gruppo per raccolta netta mensile Ubs Asset Management (+761 milioni). Seguono Axa Im con 646,1 milioni e Pramerica con una raccolta mensile netta di 451,6 milioni. In rosso invece il bilancio di Credito Emiliano (-2,939 miliardi), del gruppo Generali (-1,056,9 miliardi) e di Poste Italiane (-798 milioni).
A livello aggregato si conferma la leadership del gruppo Generali, con patrimonio gestito passato da 517 miliardi a 527 miliardi, grazie principalmente all’effetto mercati che Assogestioni quantifica in un 2,2%. Seguono il gruppo Intesa Sanpaolo con 429 miliardi di asset da 427 miliardi del mese precedente (-104 milioni la raccolta di gennaio e 0,5% il contributo derivante dalla performance positiva dei mercati) e Amundi, con una raccolta mensile netta di +37 milioni e un patrimonio che passa da 196 a 197,57 miliardi.
