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Lo scandalo dei profili rubati mette in primo piano i rischi, non solo di reputazione, delle aziende che prendono con leggerezza la protezione dei dati dei clienti.
Nordea, la più grande banca dei Paesi nordici, ha annunciato nei giorni scorsi che non metterà più Facebook nei portafogli dei suoi fondi socialmente responsabili, dopo lo scandalo dei circa 50 milioni di profili rubati. E’ probabilmente la più grande controversia in tema di sicurezza e protezione dei dati della storia, che non sta avendo solo un impatto sociale, ma anche finanziario, dal momento che il titolo ha accusato forti perdite.
Per gli investitori attenti alla sostenibilità del portafoglio, la vicenda rientra nella casistica degli “incidenti con i clienti” per i quali i rischi dal punto di vista reputazionale, regolamentare e operativo sono altissimi. Ad essere messa in pericolo è la “s” dell’acronimo ESG (Environmental, social e governance), che fa riferimento, oltre alla privacy, alla qualità e sicurezza dei prodotti e servizi, alle pratiche di marketing, all’etica dei media, alle relazioni con le comunità locali e ad altre tematiche simili.
Troppe controversie sociali
Gli incidenti nella sfera sociale dell’ESG, spesso, fanno poco rumore, ma sono assai più frequenti di quanto non si possa pensare. Secondo uno studio di Sustainalytics, società di ricerca e rating ESG che fa parte del gruppo Morningstar, le controversie “sociali” rappresentano il 59% del totale degli oltre 29 mila casi registrati nelle aziende di tutto il mondo dal 2014 al 2016. Seguono quelle legate alla governance societaria (31%) e quindi all’ambiente (10%).
Gli incidenti suddivisi per fattori ESG

Prodotti e servizi difettosi
Gli incidenti più frequenti riguardano la qualità e la sicurezza dei prodotti: sono circa il 17% del totale. Si tratta, ad esempio, del richiamo di beni difettosi ad altri problemi legati ad essi. Secondo i dati di Sustainalytics, l’industria dell’auto sarebbe la più rischiosa da questo punto di vista, ma anche il settore bancario incorre in modo significativo in tali controversie, che rappresentano il 20% del totale. In entrambi i casi, i tipi di prodotti offerti, i mercati di riferimento e il modello di business utilizzato ne sono le principali cause, perché i segmenti a cui appartengono sono molto regolamentati, quindi più soggetti a richieste di risarcimento, procedure di infrazione e problemi legati alle pratiche di marketing.
I tipi di incidenti più comuni nel mondo

Lo scandalo Facebook
Per quanto riguarda Facebook, non è la prima volta che il social network è accusato di fatti di questo tipo, tanto che Sustainalytics valuta il rischio di “incidenti con i clienti” significativo (livello 3 su 5) dal punto di vista regolamentare, operativo e della reputazione. Ma i risvolti sono pesanti anche a livello finanziario, come provano i forti cali del titolo in Borsa. Il timore degli investitori è un ulteriore irrigidimento delle normative sulla privacy, che potrebbe ridurre la quantità di dati raccolti, con riflessi negativi sui ricavi pubblicitari. Un chiaro esempio di come un cattivo comportamento può avere conseguenze economiche gravi per tutti, clienti in primis ma anche azionisti e aziende.