Tra Usa e Cina è tregua commerciale, ma solo per 90 giorni
La strada per un accordo duraturo è ancora lunga, ma nel frattempo, secondo i gestori, ne giovano l’economia del Celeste Impero e le Borse emergenti
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“Nonostante il contesto attualmente impegnativo dovuto ai fattori macroeconomici e alle turbolenze politiche, le prospettive di lungo termine per i Paesi emergenti sono positive”. Lo afferma David Semple, portfolio manager di VanEck per il comparto azionario dei Paesi emergenti, che per il futuro a lungo termine pevede “una crescita eccezionale”.
Nonostante le correzioni dell’ultimo trimestre, si reputa soddisfatto della capacità di resistenza dei risultati relativi ai paesi emergenti. Semple ritiene “che in futuro questo periodo potrà considerarsi in assoluto una delle migliori opportunità d’investimento per i temi strutturali, fortemente ridotti”.
Per questo “gli investitori non devono lasciarsi disorientare e chiedersi perché stiano investendo proprio nei Paesi emergenti. Per queste aree si persegue l’obiettivo di investire in trend strutturali di crescita dei mercati emergenti, a prezzi convenienti. Si prevede pertanto che nei prossimi anni la crescita nei paesi emergenti aumenti, in particolare rispetto ai paesi industrializzati”.
“Negli scorsi 15 anni – sottolinea l’esperto – abbiamo osservato che i mercati tendono a capovolgersi e raggiungere nuovi apici. Secondo i dati del Fmi, si prevede per esempio che l’India cresca del 7-8% e la Cina di circa il 6%. Una crescita sostenuta principalmente dalla domanda interna. In base ai dati di McKinsey, entro il 2025 i consumi dei Paesi emergenti dovrebbero salire nel complesso a 30 miliardi di dollari. A titolo di paragone, nel 2010 tale cifra era di 12 miliardi di dollari”.
Semple spiega che negli emergenti “molti settori sono ancora in fase iniziale, ad esempio l’e-commerce, le operazioni di pagamento, i social media, l’intrattenimento e le energie rinnovabili. Negli scorsi 25 anni è uscito dalla povertà oltre un miliardo di persone, prevalentemente nell’Asia meridionale e in quella orientale”.
