Secondo Giovanni Brambilla, responsabile investimenti di AcomeA, non bisogna cadere nella tentazione di rimodulare il portafoglio sulla base di potenziali scenari che potrebbero anche non verificarsi, quanto piuttosto muoversi in base ai movimenti del mercato
Le elezioni politiche di domenica 25 settembre sono ormai alle porte e il timore tra gli investitori è di doversi ritrovare a gestire nuove turbolenze nella fase post-voto. Ma si tratta di un rischio concreto? E come difendersi?
Giovanni Brambilla, responsabile investimenti di AcomeA
Secondo Giovanni Brambilla, responsabile investimenti di AcomeA, “al momento i mercati non hanno mostrato particolari scossoni legati al tema elettorale, né come spread, rimasto tutto sommato stabile, né come azionario che ha performato in linea con gli indici europei”. Questo perché, secondo l’esperto, la campagna elettorale ha messo da parte sortite populiste e anti-europeiste per lasciare spazio a proclami molto più centristi. “Detto questo, quello che i mercati temono è l’incertezza di un risultato che, da una parte o dall’altra, possa configurare un nuovo governo senza la forza politica e numerica per affrontare i grossi temi dei prossimi mesi. Questo scenario, insieme a un rallentamento importante della crescita economica, soprattutto in un contesto di inflazione ancora elevata, potrebbe rappresentare un’ulteriore fonte di volatilità e di correzione dei mercati”.
Gli asset più interessanti
In questo contesto, osserva Brambilla, “è preferibile non rimodulare il portafoglio sulla base di attese o scenari che possono manifestarsi o meno, quanto piuttosto apportare eventuali modifiche al proprio portafoglio reagendo ai movimenti del mercato”. In che modo? “Incrementando la componente di rischio nel caso di correzione dei mercati, sia obbligazionari che azionari, o, viceversa, riducendo la parte rischiosa se i mercati dovessero invece reagire positivamente. Sembra banale comprare quando i prezzi scendono e vendere quando invece salgono, ma spesso in finanza avviene il contrario”, spiega l’esperto. Nonostante le incertezze legate al tema elettorale, secondo Brambilla, l’Italia continua a offrire opportunità interessanti. “La risalita dei tassi ha riportato maggiore interesse nei confronti dell’investimento obbligazionario, che oggi ha raggiunto rendimenti decisamente più elevati rispetto a un anno fa”. L’esperto cita in particolare i titoli di Stato che offrono rendimenti nominali che vanno dal 2,70% per le scadenze a due anni al 4,10% per quelle a dieci anni. “Così come molto interessanti risultano i bond legati all’inflazione (il titolo a dieci anni rende 1,75% in termini reali)”. Per chi è disposto ad alzare l’asticella del rischio per Brambilla offrono buone opportunità anche i titoli subordinati bancari che “remunerano l’investimento con tassi tra l’8% e il 10% in un contesto in cui, fatta salva l’ipotesi di una recessione severa, il margine di interesse per le banche è in costante crescita”. Infine, in ambito azionario, conclude Brambilla, “oltre al settore bancario, il comparto delle Pmi italiane presenta maggiori prospettive di crescita con valutazioni decisamente più contenute rispetto alle larghe o medie capitalizzazioni”.
Per Paolo Zanghieri, senior economist di Generali Investment Partners, Giorgia Meloni seguirà le orme di Mario Draghi, almeno in materia di disciplina fiscale e relazioni con l’Europa. E Mauro Valle, head of Fixed Income della società, raccomanda: essere leggermente costruttivi nella strategia di investimento in ottica delle prime decisioni dell’Esecutivo
Secondo gli esperti, se verranno attuate leggi che porteranno ad alzare maggiormente la spesa pubblica o se verranno rimessi in discussione i progetti del Pnrr potrebbe aprirsi un periodo di forte turbolenza per la Penisola
“La forte incertezza politica è destinata a perdurare nei prossimi mesi” chiosa Paolo Zanghieri, senior economist di Generali Insurance Asset Management. “Un aumento di volatilità dopo il voto è possibile”, aggiunge Mauro Valle, head of Fixed Income di Generali Investments Partners
Secondo gli esperti, gli spread sovrani sono destinati ad aumentare. Pesano il rischio politico legato alle elezioni e il contesto economico in deterioramento.
Se la situazione di incertezza dovesse prolungarsi anche dopo l’esito elettorale a essere favorite saranno le aziende con forte impronta internazionale
Il Btp offre ormai un rendimento vicino al 4% e, tra problema energetico e inflazione alle stelle, si avvicina la data delle politiche. Per gli investitori la carta tricolore resta appetibile
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