Per gli stock picker, il Vecchio Continente è un terreno ancora molto fertile. Tanti i campioni nella tecnologia
Tra la Brexit non ancora realizzata e la “pressione” dei partiti populisti, che nelle ultime elezioni europee hanno strappato un ampio consenso a discapito dei tradizionali partiti centristi, in tutta Europa si percepisce un maggiore rischio politico. Così, si è assistito a imponenti flussi in uscita dai fondi azionari europei. I numeri di Epfr, società che analizza i dati sui flussi di investimento, parlano di oltre 80 miliardi di dollari ritirati dalle Borse europee nel 2018 da parte degli investitori globali. Ma il Vecchio Continente è davvero così a rischio? Angus Tester, investment manager european equities di Aberdeen Standard Investments, non ne è affatto convinto. Anzi. A suo dire, il mercato europeo è ancora molto attraente, soprattutto per i fund manager attivi
Lo scenario
“Nonostante la retorica politica, non si sono ancora viste azioni concrete che possano alterare l’attrattività del mercato europeo agli occhi degli stock picker – spiega Tester – In particolare, guardando oltre gli utili primari, si nota come le società di alta qualità che stanno aumentando i propri guadagni e flussi di cassa stiano sovraperformando, in contrasto con l’underperformance di società a basso valore assoluto, per esempio nelle azioni value”. Insomma, l’Europa è un terreno di caccia perfetto per i gestori attivi. Un territorio di grandi dimensioni e liquidità, contraddistinto dalla complessità di diversi Paesi, culture e ordinamenti giuridici. “Per gli investitori più attivi, questo significa opportunità interessanti, spesso oggetto di valutazioni economiche errate, in settori che potrebbero sfuggire all’attenzione – argomenta ancora l’esperto di Aberdeen Standard Investments – La futura crescita delle aziende di alta qualità è sostenuta anche da importanti fattori strutturali, come i cambiamenti demografici, la digitalizzazione delle imprese e l’inscalfibile valore dei premium brand. Riteniamo che questi business continueranno a prosperare, anche in tempi interessanti come quelli che stiamo vivendo”.
Occhio alla tecnologia
Alessandro Aspesi, country head Italia di Columbia Threadneedle Investments
Tra i settori da tenere sotto controllo in Europa c’è sicuramente la tecnologia. Parola di Alessandro Aspesi, country head Italia di Columbia Threadneedle Investments: “La frammentazione europea ha impedito la nascita di un colosso del mercato di massa in grado di sfidare gli operatori statunitensi e cinesi – spiega – ma le aziende tecnologiche europee competono con successo sui mercati globali grazie alle loro caratteristiche distintive”. A detta di Aspesi, un’area chiave di forza è costituita dai segmenti “business-to-business”: la tedesca Sap rappresenta un esempio di leader globale nel software per aziende, con ricavi annui di circa 25 miliardi di euro e una capitalizzazione di mercato di quasi 140 miliardi
“I mercati B2B tendono a essere di nicchia, non settori di grandi dimensioni come i social media, ma sono spesso globali e possono offrire un enorme potenziale di crescita e di rendimenti – puntualizza il country head di Aberdeen – La francese Dassault Systèmes è il fornitore leader globale di software per il design e la produzione, e dal 2010 ha più che raddoppiato i ricavi, portandoli a 3,5 miliardi; eppure pochi utenti di Facebook ne hanno mai sentito parlare. Amadeus, quotata in Borsa a Madrid, è il maggiore fornitore mondiale di servizi di ricerca e di prenotazione per compagnie aeree e società di viaggi, con una quota di mercato prossima al 40%. In aree quali la tecnologia medica, invece – aggiunge – il gruppo olandese di elettronica Philips ha abbandonato il suo tradizionale ambito dell’illuminazione trasformandosi in una delle prime società mondiali di tecnologia per la salute.
Spazio al Fintech Lo sviluppo di servizi finanziari su base tecnologica in Europa, e in particolare la nascita di start-up finanziate dal venture capital, evidenziano un altro vantaggio di cui gode l’Europa. Per esempio, “il Vecchio Continente è all’avanguardia in aree come quella delle banche basate solo su App, in cui operatori privati come Monzo, Revolut e N26 hanno acquisito milioni di clienti nelle fasce di utenza più giovani e programmato lanci anche negli Stati Uniti, mentre Transferwise, società con sede a Londra fondata da due estoni, ha creato un’enorme piattaforma di trading per il mercato valutario retail – precisa Aspesi – OakNorth, invece, ha contribuito all’automazione delle decisioni di credito su prestiti alle piccole imprese e figura ora tra le società fintech con le valutazioni più elevate. Storie di successo in Europa si sono riscontrate anche in un altro settore finanziario chiave, quello dei pagamenti – conclude – A marzo, Worldpay, un importante operatore europeo, è stato acquisito dalla statunitense Fis nel quadro di un’operazione del valore di 43 miliardi, debito incluso, mentre la società olandese di e-commerce e terminali Pos Adyen si è quotata lo scorso anno ad Amsterdam e ha un valore di quasi 20 miliardi”.
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