Coronavirus: vademecum per investitori
L’incertezza regnerà per un po’, con ripercussioni su tutte le asset class e sulla crescita globale. Ecco quindi i 3 fattori da monitorare e come riposizionare i portafogli secondo T. Rowe Price
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Il contesto resta favorevole per le attività rischiose e le prospettive per i mercati azionari sono ancora positive. Ne sono convinti gli esperti di Anima, che però non sottovalutano l’ondata di volatilità causata dal Coronavirus e per questo ritengono necessario in questo momento adottare un approccio flessibile e inserire nei portafogli forme di protezione.
Il 2020, in effetti, non è iniziato in tranquillità, anzi. Gli investitori si sono dovuti confrontare con una serie di eventi esogeni. A portare volatilità è stata inizialmente l’escalation delle tensioni fa Stati Uniti e Iran, con l’eliminazione di Soleimani e gli attacchi iraniani alle basi Usa in Iraq. Il prezzo del petrolio è schizzato sui massimi da sette mesi, ma le correzioni sui listini sono state modeste e riassorbite nel giro di poche ore.
Decisamente più importanti, secondo gli analisti Anima, le conseguenze dell’epidemia di Coronavirus, scoppiata in Cina, dove è in continuo aumento il numero di nuovi casi diagnosticati. Si tratta del virus 2019-nCoV, che presenta un tasso di mortalità ancora decisamente inferiore rispetto a quello di emergenze precedenti (2,2% a fronte di un 9,6% per la Sars), ma che è contagioso anche durante la fase di incubazione. Il 30 gennaio l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha dichiarato un’emergenza sanitaria pubblica di portata globale. Anche l’Italia ha confermato le prime diagnosi e annunciato da subito lo stop ai voli da e verso il Paese orientale.
“La rapida diffusione del virus ha alimentato una forte ondata di avversione al rischio, che ha portato gli investitori a privilegiare le attività rifugio, ovvero yen, oro e governativi core – si osserva nel report -. Le penalizzazioni subite dalle attività rischiose sono state proporzionali al grado di esposizione alla crisi: le borse asiatiche sono state indubbiamente quelle più penalizzate e i settori più colpiti quelli maggiormente legati al tema dei consumi cinesi, ovvero lusso, trasporti aerei, ospitalità e tempo libero”.
Questi trend, a detta degli esperti, si giustificano con le misure radicali approvate da Pechino per contenere l’epidemia, molto apprezzate dalla comunità internazionale: il periodo di vacanza per l’Anno Lunare è stato esteso; sono stati vietati gli assembramenti di persone, potenziate le linee di difesa a livello sanitario e introdotte pesanti limitazioni alla circolazione nella provincia di Hubei, condannando all’isolamento oltre 50 milioni di persone in sedici città.
Le misure di intervento così rapide e aggressive potrebbero rivelarsi decisive per contenere la crisi, tuttavia il prezzo da pagare in termini di minore crescita economica potrebbe essere elevato secondo gli analisti, complice la tempistica sfavorevole dell’emergenza: storicamente, durante le vacanze per il capodanno cinese si registra un forte incremento di vendite al dettaglio e spese per ricreazione e turismo (cinema e teatri raccolgono quasi il 10% degli incassi annui, ma molti degli 11mila cinema del Paese sono stati chiusi).
“Del resto oggi l’economia cinese, sul piano globale, se pur indebolita dopo oltre un anno e mezzo di trade war, ha un peso decisamente maggiore rispetto a quello che aveva nel 2003, quando scoppiò l’epidemia di Sars (16% del Pil globale contro il 4% del 2003) – avvertono gli esperti -. Peraltro, Wuhan è un hub manifatturiero, specie per il settore automobilistico: la chiusura prolungata delle aziende e gli inevitabili disservizi logistici avranno ripercussioni sulla catena produttiva e delle forniture a livello globale”.
Ovviamente, qualunque stima dell’impatto economico dell’epidemia dipende dalle ipotesi sulla portata del contagio e sui tempi di rientro dell’emergenza. “È questo il tema dolente su cui si interrogano gli investitori – concludono gli analisti -: si tratterà solo di un ostacolo di inizio anno, di un incidente di percorso destinato a incidere solo sul breve termine, oppure l’impatto potrebbe essere tale da arrestare la ripresa economica che gli analisti si aspettavano nel 2020?”.
