Europa divisa sul ricorso al Mes. Ma il mercati chiedono un’azione coordinata
Berlino frena sull’utilizzo del fondo salva Stati contro il coronavirus. Secondo Lfde, un coordinamento delle istituzioni internazionali non è più procrastinabile
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In anticipo di tre giorni rispetto al calendario prefissato, il 15 marzo, contro la pandemia di coronavirus, Jerome Powell ha sfoderato il bazooka. Taglio dei tassi, piano di acquisto di attività finanziarie da 700 miliardi di dollari (500 in titoli di stato e 200 in cartolarizzazioni di mutui ipotecari), massima attenzione alle condizioni sul mercato del credito, numerosi provvedimenti per prevenire eventuali pressioni dal lato del finanziamento e sostenere il flusso dei prestiti a famiglie e imprese, e infine, in coordinamento con altre banche centrali (Bank of Canada, Bank of England, Bank of Japan, Bce e Swiss National Bank) un’azione per aumentare l’offerta di liquidità in dollari.
Un passo nella giusta direzione, ma con qualche caveat, secondo Fabio Fois, responsabile investment research di Anima Sgr. “La Fed è sicuramente intervenuta in modo forte e incisivo, con misure di peso dispiegate su molti fronti – afferma l’esperto -. L’azione sui tassi e il piano di acquisto titoli è stato strutturato con modalità (e flessibilità) tali da ridurre drasticamente la possibilità che si verifichino ulteriori dislocazioni sul mercato dei titoli di stato. Tuttavia, la decisione di attribuire un ruolo centrale all’utilizzo della finestra di sconto per garantire il regolare svolgimento dell’attività di erogazione di credito al settore privato potrebbe essere accolta con qualche scetticismo. Si tratta infatti di un un’opzione che le banche hanno sempre utilizzato poco e malvolentieri, temendo di essere percepite come meno solide da un punto di vista finanziario e per questo stigmatizzate”.
Che succederà ora? Fois si aspetta che la banca centrale Usa annunci ulteriori misure di stimolo se lo stress sui mercati finanziari dovesse persistere. “Durante la conferenza stampa, Powell ha precisato che i tassi negativi non sono al momento un’opzione. Nel caso in cui le banche dovessero dimostrarsi riluttanti a utilizzare la finestra di sconto, potrebbero essere riaperti meccanismi quali la Commercial Paper Funding Facility (CPFF) o la Term Auction Facility (TAF), introdotti nel 2008 per affrontare le criticità sul fronte del finanziamento”.
Non solo: “Se poi la risposta della politica fiscale dovesse essere deludente, la Fed potrebbe decidere di estendere il suo programma di acquisti alle azioni e ai crediti, previo cambio delle regole attuali”, conclude.
