Le priorità nell’agenda del presidente Conte riguardano un maggior coinvolgimento dei giovani e la parità di genere, “elementi essenziali per la costituzione di nuove modalità lavorative per la categoria”, afferma
Luigi Conte, presidente Anasf
Con la legge numero 1 del 1991 – nota come “Legge Sim” – si arriva all’istituzione dell’Albo unico nazionale dei promotori di servizi finanziari gestito dalla Consob (articolo 5 comma 5). Una ricorrenza che Anasf ha deciso di celebrare con un evento dal titolo “Le nuove frontiere della consulenza”, durante il quale gli esperti del settore ripercorreranno l’evoluzione della figura del consulente finanziario tracciando un percorso ideale verso le nuove frontiere della professione.
“La categoria nel tempo si è evoluta insieme ai risparmiatori, formandosi per rispondere prontamente alle loro esigenze e a quelle del settore. Questo ha permesso il riconoscimento formale e sostanziale dell’attività: una consulenza finanziaria che identifica soluzioni personalizzate e in linea con gli obiettivi dei risparmiatori”, racconta a FocusRisparmio il presidente Anasf, Luigi Conte.
L’architrave della consulenza
La norma arriva dopo un lungo percorso che vede Anasf impegnata in prima linea per affermare il riconoscimento della professione e garantire la tutela dei risparmiatori, attraverso la costituzione di un albo di categoria.
Oggi, in linea di continuità con il passato, l’associazione prosegue nel percorso verso le nuove frontiere della consulenza finanziaria con un’attenzione particolare ai giovani e alla parità di genere, elementi essenziali per la costituzione della nuova modalità lavorativa della categoria: la consulenza in team.
“La professione sta evolvendo nella direzione di una consulenza patrimoniale ed olistica e la modalità di lavoro in team permette una condivisione di conoscenze e competenze tra professionisti al fine di migliorare l’allineamento delle esigenze di tutti gli attori del settore”, sottolinea Conte.
Come ricorda il commissario Consob Carmine Di Noia in una memoria scritta a inizio anno sul quotidiano Sole 24 Ore e ripresa su questo sito, la legge Sim “introdusse per la prima volta nel nostro ordinamento intermediari polifunzionali specializzati, diversi dalle banche, abilitati non solo alle negoziazioni di Borsa (fino ad allora attività riservata agli agenti di cambio) ma anche all’intero range delle altre attività di intermediazione mobiliare: negoziazione per conto proprio o di terzi, collocamento e distribuzione di valori mobiliari, con o senza preventiva sottoscrizione, gestione, raccolta ordini, consulenza, sollecitazione fuori sede”, ricorda Di Noia.
E così prese il via l’apertura e lo sviluppo dei nostri intermediari al mercato finanziario. “L’architettura aperta contribuisce a una consulenza finanziaria che possa essere svolta nel migliore interesse del cliente e nella completa trasparenza delle informazioni fornite. Questo permette di migliorare l’allocazione e la diversificazione degli asset e favorisce un ambiente di maggiore fiducia tra investitori e consulenti finanziari. Rappresenta uno strumento per offrire consulenza finanziaria di qualità e personalizzata rispetto alle esigenze del singolo e alla sua tolleranza al rischio”, sostiene il presidente Anasf e aggiunge “per garantire al risparmiatore un servizio sempre di qualità è anche opportuno che l’architettura aperta sia affiancata da una formazione continua e dalla capacità di comprendere le esigenze delle diverse categorie di investitori. Per questo il lavoro di squadra tra colleghi rappresenta un fattore fondamentale per offrire al risparmiatore un servizio a 360 gradi, anche alla luce delle sfide che l’evoluzione del settore porta con sé. Tenendo sempre al centro il risparmiatore, e raggiungere lo scopo condiviso: sviluppare un’economia reale circolare e responsabile”, conclude Conte.
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