Commercialisti iscritti all’Albo Ocf, quanti sono e dove operano
Nonostante i numeri ancora risicati quello della consulenza finanziaria e patrimoniale è un settore dove i professionisti della contabilità puntano molto
2 min

I consulenti finanziari che si sentono minacciati dall’iscrizione nell’Albo Ocf di alcuni commercialisti (ad oggi non più di una decina) devono stare tranquilli.
“Da qualche parte ho letto che l’ingresso dei commercialisti in Ocf, nella sezione dei consulenti autonomi, rappresenta una minaccia alla leadership delle reti o dei cf in generale. Niente di più sbagliato”. Lo dice a FocusRisparmio Lorenzo Sirch, consigliere delegato Area Finanza Aziendale del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC).
Raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione, Sirch ha precisato che il documento elaborato dal Consiglio nazionale vuole solo fare acquisire consapevolezza di quella che altrove, negli Stati Uniti ad esempio, è già una realtà consolidata.
“Il commercialista è il soggetto che più facilmente può avere una visione a 360° del patrimonio globale del cliente, delle sue esigenze e di quelle della propria famiglia. Aiutare il cliente a riflettere in maniera generale sull’evoluzione del suo patrimonio globale non genera assolutamente competizione con le altre categorie professionali atteso che la raccomandazione di un investimento finanziario dovrà necessariamente essere svolta da chi legalmente ha le qualifiche e i titoli per farlo, quindi le banche, i c.d. promotori finanziari, le società di consulenza finanziaria autonoma o i consulenti finanziari autonomi (Cfa). La circostanza che la sezione dell’OCF riservata ai Cfa inizi a popolarsi anche di qualche commercialista (attualmente meno di 10) è logica conseguenza della possibilità di iscrizione per chiunque abbia requisiti per farlo e superi l’esame previsto”.
