Articolo pubblicato su FR MAGAZINE | APR-MAG 2018 |
Gli esperti ritengono che il fenomeno sia destinato a durare, ma non ne sono impensieriti, pur essendo convinti che i portafogli vadano adeguati (anche per coglierne le opportunità)
Giordano Beani, head of multi-asset fund solutions di Amundi Sgr
È tornata la volatilità, dopo anni di calma piatta. Un’opportunità o un fattore di rischio? “Il ritorno della volatilità sui mercati finanziari si inserisce in un quadro macro economico globale che non mostra particolari discontinuità”, osserva Giordano Beani, head of multi-asset fund solutions di Amundi Sgr, convinto che lo scenario di una ripresa economica globale e sincrona, stimolata da consumi, investimenti e commercio internazionale, rimanga intatto. “Il rischio che i mercati comincino a incorporare attese di inflazione più elevate è in crescita, ma non riteniamo che la futura dinamica dell’inflazione sia tale da indurre le principali banche centrali a reagire in modo brusco e scoordinato”, aggiunge Beani. La stessa correzione registrata nella prima parte di febbraio è stata, a detta dell’esperto, una reazione esagerata “a un riallineamento dei corsi azionari di fronte ad attese di inflazione in ripresa e rendimenti obbligazionari in rialzo”. Il fenomeno non va tuttavia sottovalutato. “Il ritorno della volatilità impone di utilizzare strategie di copertura dei portafogli attraverso, per esempio, l’uso di opzioni protettive sui portafogli azionari e l’utilizzo di titoli indicizzati all’inflazione sui portafogli obbligazionari, mantenendo una duration complessiva contenuta”, argomenta Beani.
Kurt Schappelwein, head of multi asset strategies di Raiffeisen Capital Management
Kurt Schappelwein, head of multi asset strategies di Raiffeisen Capital Management, sottolinea che, soprattutto sugli indici statunitensi, il sell-off non è stato altro che una correzione a una situazione di mercato surriscaldata. In ogni caso, “considerando la durata dell’attuale ciclo di espansione economica, una sfida per i mercati finanziari nel 2018 sarà rappresentata dall’adozione di una posizione leggermente più rigida da parte delle principali banche centrali, in attesa di un’accelerazione dell’inflazione”, commenta Schappelwein. La volatilità, quindi, è destinata a restare. “E va gestita, perché è un rischio ma anche un’opportunità per generare performance, operando sui range più ampi delle oscillazioni dei prezzi di mercato”, aggiunge Schappelwein. L’esperto non condivide l’approccio cauto di Beani: secondo Schappelwein i portafogli multi-asset bilanciati “in questa fase non dovrebbero essere strutturati in modo avverso al rischio, poiché le prospettive per le asset class come le azioni globali dovrebbero beneficiare delle prospettive di crescita, mentre la performance dei titoli di Stato safe haven sarà ulteriormente frenata dal costante aumento dei rendimenti in previsione di elevati tassi di interesse”.
Secondo Mike Clements, head of European equities di SYZ Asset Management, la volatilità può essere un’occasione soprattutto per gli investitori contrarian, perché l’impeto dei mercati “permette di generare alpha e migliorare i rendimenti a lungo termine”. Per puntare sulla volatilità Clements cita titoli come “i player del trading come le borse valori, i market maker e gli intermediari finanziari, poiché uniscono rendimenti attrattivi, livelli elevati di liquidità e un’esposizione ad attività di trading trainate dalla volatilità”.
Punto di flesso del mercato ribassista o opportunità per un «buy the dip»? Philip Saunders, corresponsabile del multi asset di Investec Asset Management, illustra le strategie di lungo termine e le allocazioni tattiche di breve per reagire all’aumento della volatilità.
Una graduale riduzione della duration, la sensibilità ai tassi, per rispondere all’aumento dell’inflazione. Che sarà più lento di quanto non stia scontando il mercato. Intervista a Etienne Gorgeon, responsabile liquid strategies di Tikehau Investment Management.
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio