Il mondo sta cambiando, e si prospetta una fase di possibile stagflazione e volatilità dovuta alla stretta delle banche centrali. Ma con opportunità da cogliere su varie asset class, sottolinea la società nell’outlook del secondo semestre
Calma e sangue freddo. È questo il messaggio principale che è emerso dall’Outlook del secondo semestre 2022 di Capital Group, presentato nel corso di un webinar. Il mondo è cambiato e stiamo vivendo una fase storica senza precedenti, che ribalta le dinamiche vissute dalle economie e dai mercati negli ultimi anni, dominata da timori su stagflazione e potenziale volatilità dovuta alla stretta attesa dalle banche centrali. Ma ci sono elementi positivi e opportunità da cogliere, pur mantenendo un atteggiamento prudente.
Matteo Astolfi, Managing Director di Capital Group
A detta di Matteo Astolfi, Managing Director di Capital Group, l’attuale fase potrebbe essere ribattezzata “Revenge of the Boomers”, perché molti degli eventi che stiamo vivendo ricordano il passato. Ma nonostante tutto, Capital Group ritiene che “una moderata recessione sia necessaria per ripulire gli eccessi dell’ultimo decennio. Non si può avere un periodo di crescita così sostenuto senza un’occasionale flessione per bilanciare le cose”, sostiene Astolfi. Quanto alla ricetta consigliata agli investitori, “mantenere un portafoglio equilibrato e ‘per tutte le stagioni‘ ha senso in qualsiasi contesto, ma in particolare in questo. Il mondo è cambiato, ma il cambiamento crea opportunità.
Flavio Carpenzano, Investment Director per il reddito fisso di Capital Group
In questo momento il fattore che maggiormente preoccupa è la stagflazione, quindi un’inflazione elevata con una crescita bassa. “Un rischio che continua ad aumentare”, sottolinea Flavio Carpenzano, Fixed Income Investment Director, specificando che le dinamiche in atto non sono solo frutto del conflitto in Ucraina, che non ha fatto che accentuare tensioni già presenti. Inoltre, a tenere banco ci sono le inversioni sulle politiche monetarie, “oggi che sia la Fed sia la Bce si concentrano sul problema dell’inflazione e iniziano ad aumentare i tassi”.
Negli Usa, in particolare, si credeva che l’inflazione avesse raggiunto il picco, ma oggi per Capital Group lo scenario di base vede il raggiungimento di un picco nei prossimi tre mesi. “Riteniamo che l’inflazione resterà e sarà più persistente, perché vediamo che i sottostanti non sono guidati solo dai settori impattati da pandemia e conflitto, ma ci sono pressioni generalizzate su beni e servizi di tutto il paniere. Negli Usa vediamo anche pressioni sugli affitti, che rappresentano una componente particolarmente resistente”, osserva Carpenzano.
Per quanto riguarda la politica monetaria, la buona notizia è che il mercato sembra prezzare già una buona parte dei futuri rialzi dei tassi, quindi la volatilità dovrebbe diminuire. Infatti, aggiunge l’esperto, i mercati iniziano a spostare l’attenzione sul rischio di recessione dovuto al restringimento delle condizioni finanziarie.
In Europa la situazione è più complessa: “il rischio di stagflazione è più accentuato per la maggiore vicinanza al conflitto e per la dipendenza energetica dalla Russia, che crea un potenziale rischio di recessione e di inflazione più alto. Ed esiste anche un rischio politico dovuto alla frammentazione delle politiche fiscali”. Quindi la Bce si prepara a rialzare i tassi mentre sullo sfondo si prospettano preoccupazioni anche per il rifinanziamento del debito dei Paesi europei, Italia in primis. Ma l’Europa potrebbe continuare a crescere anche in un contesto di debolezza del settore manifatturiero.
Le previsioni sull’equity
Martyn Hole, Investment Director di Capital Group
Anche per quanto riguarda l’azionario, il messaggio non è così fosco. Martyn Hole, Investment Director di Capital Group, ha osservato che sebbene i tassi siano in aumento, guardando ai dati storici non è detto che l’equity debba patire conseguenze eccessive. Negli otto periodi di rialzi dei tassi dal 1977, l’indice MSCI ACWI ha infatti realizzato un rendimento annualizzato medio del 12,1%. Certamente, la volatilità si preannuncia elevata, e anche le previsioni sulla crescita degli utili – che secondo Hole sono eccessivamente ottimistiche – potrebbero comportare un brutto risveglio, con possibili profit warning. L’importante, ancora una volta, è cercare di costruire un portafoglio equilibrato, adatto a qualsiasi condizione di mercato, con una scelta accurata delle società in base a valutazioni e capacità di navigare anche in contesti di mercato difficili.
Intanto, precisa Hole, in questo momento “è importante considerare i dividendi, che rappresentano un elemento importante per contrastare gli effetti dell’inflazione”. I dividendi globali sono aumentati del 20%, e oggi è possibile trovare dividend yield interessanti in tutto lo spettro dei settori, soprattutto in Europa.
A livello di settori e di titoli su cui puntare, Hole ha sottolineato che le aziende produttrici di bevande presentano caratteristiche sia difensive che d’attacco. Altre aziende che in passato hanno evidenziato attributi adatti a qualsiasi condizione sono poi Microsoft, Nestlé e l’assicuratore Marsh& McLennan. Un settore ingiustamente trascurato è poi quello del mining, “dove gli operatori del settore hanno una capitalizzazione di mercato complessiva pari a quella della sola Facebook, quando invece si tratta di un settore fondamentale per l’economia. Senza contare che alcuni prezzi delle materie prime potrebbero rimanere alti per anni a causa della cronica mancanza di investimenti in nuovi progetti minerari e dei lunghi tempi necessari per ottenere l’approvazione del governo. Luce verde anche sull’healthcare, nell’ambito del quale Hole punta soprattutto su biotech, strumenti medicali e servizi sanitari.
Per quanto riguarda la tecnologia, molti titoli sono scesi, ma “certamente molti mantengono delle prospettive interessanti per il lungo periodo, perché le tecnologie dirompenti sono comunque destinate a crescere. Inoltre, la correzione ha fatto sì che molti titoli che fino a sei mesi fa erano troppo cari adesso presentino valutazioni attraenti”. Capital Group punta soprattutto sul cloud, su cui si aspetta “tassi di crescita a doppia cifra per diversi anni, probabilmente per tutto il prossimo decennio”.
L’obbligazionario torna ad avere funzione di protezione
Sul fronte obbligazionario, osserva Carpenzano, le dinamiche in atto potrebbero finalmente portare una normalizzazione sulla classica funzione del reddito fisso come protezione dalla discesa dell’equity. Se fino a poco tempo fa l’obbligazionario aveva smesso di offrire questa protezione – in virtù di una maggiore correlazione e dei bassi flussi cedolari – in ottica futura il settore torna interessante.
Carpenzano punta l’attenzione “sulla crescita dei rendimenti dei bond delle società investment grade, che già ora offrono un livello di rendimento simile a quello che l’high yield – che comprende le obbligazioni di minore qualità – offriva un anno fa, e già solo questo offre un’idea del riprezzamento in atto”. Inoltre, il mercato prezza già buona parte dei rialzi della Fed, quindi il rischio di duration è basso, osserva Carpenzano, che punta soprattutto su Treasury e titoli investment grade statunitensi, nonché sui bond dei Paesi emergenti. “Nei Paesi emergenti le banche centrali hanno reagito all’inflazione in maniera preventiva, in alcuni casi aumentando i tassi già dallo scorso anno. In più, i fondamentali sono più solidi e a questi livelli di valutazione i titoli sono attraenti”. Per quanto riguarda la storica correlazione con la Fed, Carpenzano spiega che gli emergenti in valuta locale hanno addirittura fatto meglio rispetto alle emissioni in hard currency, e le valute non si sono deprezzate rispetto al dollaro.
L’analisi di FIDA per FocusRisparmio si concentra su 730 classi di fondi aperti distribuiti in Italia e 34 etf quotati su Borsa che investono nelle obbligazioni dei mercati emergenti
La view di Patrick Thomson, CEO Europe, Middle East & Africa di J.P. Morgan Asset Management, sul futuro dell’industria. Secondo il manager saranno competenza, responsabilità e capacità di semplificazione dei messaggi a guidare il settore fuori dalla correzione dei mercati.
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