Le occasioni della sostenibilità
Sono diversi i settori finiti sotto la lente degli investitori. Tra questi i più promettenti sono quelli immobiliare, della new energy e dell’acqua
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“Gli investitori e gli asset manager dovrebbero incorporare il rischio legato al cambiamento climatico nelle loro decisioni di investimento dal momento che le implicazioni di questo tema cruciale diventano sempre più evidenti. Il settore oil&gas è particolarmente esposto ai rischi associati al cambiamento climatico, data la sua vulnerabilità a un mondo a basse emissioni di carbonio e al fatto che le sue operazioni, i suoi servizi e i suoi prodotti ne fanno uno dei principali responsabili del riscaldamento globale”. Lo spiega Faryda Lindeman, senior corporate governance specialist di NN Investment Partners.
“Abbiamo analizzato 49 società del settore oil&gas a livello globale – sottolinea l’esperta – e abbiamo notato che 40 di esse effettivamente pubblicano un report annuale sul clima e sulla sostenibilità che include le policy sul cambiamento climatico. Tuttavia, osserviamo che c’è una notevole varietà nel livello di dati che esse rendono pubblici. I giganti europei dell’oil&gas, ad esempio, sono molto più trasparenti sull’integrazione dei rischi correlati al clima nei loro modelli di business rispetto ai loro omologhi americani”.
Nei mercati emergenti “le società dell’oil&gas sembrano essere ancor più riluttanti a rendere pubblici questi dettagli. A nostro avviso è importante che le società del settore spieghino ai propri investitori le strategie future che intendono adottare per affrontare le grandi trasformazioni derivanti dal cambiamento climatico. Tuttavia, solo 8 delle 49 società da noi analizzate hanno condotto un qualche tipo di stress test sulle loro attività”.
“Pertanto, le imprese del settore – conclude Lindeman – devono essere trasparenti nell’illustrare ai propri azionisti come intendono evolversi nel 21° secolo, affrontando i rischi del cambiamento climatico e adattando le loro strategie di business”.
