Nel complesso, rispetto a fasi passate caratterizzate da volatilità monetarie elevate, i dati fondamentali negli Emergenti sono migliori
Fran Rodilosso, Cfa & head of fixed income Etf portfolio management presso VanEck
“Dopo le fasi turbolenti attraversate sul mercato dalle obbligazioni degli Emergenti emesse in valuta locale, si intravede ora un barlume di speranza, perlomeno per gli investitori a lungo termine”. Ne è convinto Fran Rodilosso, Cfa & head of fixed income Etf portfolio management presso VanEck: “Proprio le più recenti svalutazioni monetarie, responsabili delle perdite di corso, potrebbero infatti contribuire sul lungo periodo a creare le condizioni per una ripresa economica”.
Le svalutazioni monetarie celano tuttavia anche dei rischi. Come spiega l’esperto “la rapida svalutazione monetaria di un Paese non offre da sola un sostegno sufficiente per una ripresa economica. Se la crescita subisce un rallentamento o l’economia addirittura si contrae e l’inflazione magari sale, è probabile che un Paese debba impiegare una parte delle sue riserve monetarie per difendere la valuta nazionale da un’estrema debolezza, il che può far aumentare ulteriormente la necessità di un finanziamento a breve termine e quindi la sua fragilità”.
“Alla luce della possibilità di un paese di ristampare la propria moneta – argomenta l’economista – il rischio di insolvenza sarebbe tuttavia relativamente basso per i titolari di obbligazioni in valuta locale. Il rischio di credito sarebbe invece superiore per i titolari di obbligazioni in monete forti, poiché, di conseguenza, sarebbe più difficile per gli emittenti far fronte a questi debiti. Nel complesso rispetto a fasi passate caratterizzate da volatilità monetarie elevate, i dati fondamentali negli Emergenti sono migliori. Ci sarebbe quindi una ragione per credere che le più recenti svalutazioni monetarie possano costituire la base per una ripresa”.
“Come però ha mostrato soprattutto la Turchia, a tal fine si rende necessaria una politica finanziaria e monetaria che promuova la salute dell’economia sul lungo periodo e non apporti solo vantaggi politici a breve termine”, conclude Rodilosso.
Le valutazioni dei mercati emergenti sono più convincenti di quelle dei mercati sviluppati secondo il portfolio strategist azionario di State Street Global Advisors, che si aspetta rendimenti più elevati già nei prossimi mesi.