Il rally azionario? Merito di Fed e Bce
Secondo Borchers (Ethenea), l'industria manifatturiera mostra ancora una bassa vivacità. Anche se la stabilizzazione degli indicatori potrebbe preannunciare una fase di ripresa
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Nessuna attesa domani a Francoforte. In occasione del meeting di politica monetaria di giovedì 23 gennaio, è improbabile infatti che la Bce annunci nuove misure. “Mentre ci si aspetta l’avvio ufficiale della revisione strategica, è improbabile che questa settimana assisteremo a cambiamenti di politica monetaria”, spiega Gero Jung, chief economist di Mirabaud Am, secondo cui dai verbali pubblicati dopo la riunione di dicembre, la prima della presidentessa Lagarde, emerge come l’egemonia interna sia diminuita.
“Questo è suggerito dal fatto che, mentre non c’è stato un dibattito sul fare ‘di più’, non c’è stato altrettanto un dibattito sul fare ‘di meno’ – osserva -. In effetti, l’attuale politica monetaria è considerata ‘pienamente appropriata’”.
Per quanto riguarda gli ultimi dati macroeconomici, mentre la produzione industriale, esclusa l’edilizia, è cresciuta a dicembre, le revisioni al ribasso sull’attività dei mesi precedenti indicano, secondo Jung, che i numeri del quarto trimestre sono inferiori del 2,3% rispetto ai dati del terzo, il che suggerisce che la crescita complessiva rimane contenuta.
“Guardando ai Paesi, è chiaramente la produzione industriale tedesca a guidare il calo complessivo, con la produzione tedesca in calo del 7,1% da gennaio 2018, e i sondaggi attuali mostrano solo un miglioramento molto modesto”, conclude.
