Misure Bce non sufficienti per i mercati: ecco cosa dicono i gestori
Il mancato taglio del costo del denaro è un segnale che l'Eurotower non ha più margini di manovra sui tassi. Ecco cosa dicono i gestori sull'intervento di Christine Lagarde
3 min
Il grande shock sociale e economico che sta affrontando l’Italia in questi giorni di emergenza da coronavirus avrà strascichi pesanti sulla crescita del Pil e sul sistema bancario del Paese.
A dirlo è Fitch Ratings in uno studio approfondito sui bilanci delle banche italiane: “I fattori chiave che incidono sulla vulnerabilità dell’affidabilità creditizia (rating, ndr) degli istituti sono la pressione sui ricavi – derivante dal rallentamento economico – e il peggioramento della qualità degli asset – causato dalle potenziali sospensioni dei pagamenti nei prestiti in essere”, afferma l’agenzia.
Sulla base di questi elementi Fitch ha ridotto l’outlook sul settore portandolo de stabile a negativo.
Nei mesi a venire, sostiene Fitch, sarà più difficile per le banche italiane liberarsi dei crediti deteriorati che si verranno a creare principalmente a causa “di un clima generale meno avverso al rischio”. “Aumenterà pure l’execution risk nelle operazioni più delicate – sostiene il team di analisti guidati da Francesca Vasciminno e Christian Scarafia, entrambi senior director Financial Istitutions e Banks per Fitch -; A soffrire saranno soprattutto gli istituti di credito ancora in fase di ristrutturazione”.
I numeri sugli Npl delle banche italiane parlano chiaro. Negli ultimi anni gli istituti del Belpaese hanno ridotto il lo stock di crediti deteriorati, migliorando la loro incidenza sull’attivo totale che a fine 2019 era intorno all’8% rispetto al 16% del 2016. Nonostante gli sforzi riconosciuti dal mercato, Fitch ritiene questa percentuale ancora “significativamente superiore alla media europea del 4%”. Per questo motivo “un rallentamento dell’economia italiana – provocato dalle misure straordinarie per arginare la diffusione del virus – potrebbe far lievitare i nuovi Npl e riportare lo stock a crescere”.
Su Intesa Sanpaolo e Unicredit, le maggiori banche del paese, Fitch ha un outlook negativo da settembre 2018 che “riflette la visione negativa sul rating sovrano italiano” – oggi tripla B. Le due banche hanno una grande esposizione sia su debiti commerciali domestici sia sul debito sovrano.
A risentire di più del peggioramento della qualità degli attivi previsto da Fitch saranno quindi le banche più esposte alle piccole imprese, soprattutto quelle operanti nelle regioni che fanno affidamento sul turismo o la continuità delle supply-chain.
Per il momento, però, le misure annunciate dal governo italiano a sostegno delle piccole imprese potrebbero dare un po’ di sollievo. Nel breve periodo – conclude lo studio – le banche italiane non dovrebbero presentare problemi di raccolta (funding) o di liquidità, grazie agli interventi straordinari promessi dalla Banca centrale europea nella riunione di marzo.
