Occasioni in Borsa con il risiko delle assicurazioni
Amissima: “Dopo Generali-Cattolica, attesi nuovi deal per compensare i tassi bassi, l’effetto Covid e fare massa critica”. S&P: “Integrazioni in Europa per aumentare profittabilità”
4 min
Con l’operazione Intesa-Ubi ormai avviata verso il lieto fine (per Messina), si riaprono ufficialmente le danze del risiko bancario italiano e i rumors fanno accelerare in Borsa le possibili protagoniste di nuove aggregazioni. Al centro delle mire, Bpm che dopo aver inaugurato la settimana di contrattazioni con un rialzo del 5,51% stamane parte di nuovo in grande spolvero a +4,03%. A farle compagnia quella che secondo molti è la naturale promessa sposa, Monte dei Paschi di Siena, che nei giorni scorsi ha annunciato di aver scelto Mediobanca come advisor per valutare le prossime scelte strategiche. Il titolo senese, ieri schizzato del 15%, oggi avanza ancora del +5,56%.
Intanto, un po’ più a distanza viste le dichiarazioni del suo ceo, Jan Pierre Mustier, che assicura di non puntare in questo momento ad eventuali acquisizioni e di volersi anzi concentrare sulla digitalizzazione, resta e si muove di conseguenza a Piazza Affari anche Unicredit, data dai rumors come un’altra probabile compagna di Piazza Meda, con cui avrebbe addirittura già avviato i colloqui.
Dal canto suo Bpm, attraverso un portavoce, ribadisce e ricorda le dichiarazioni fatte dai vertici recentemente sul percorso stand alone. Nei giorni scorsi il presidente Massimo Tononi aveva infatti ribadito che non ci sono contatti con Siena per un eventuale matrimonio.
Sullo sfondo poi c’è PopSondrio, che dopo la sentenza della Corte Ue che ha confermato l’obbligo alla trasformazione in spa, stando alle voci parteciperà alle danze in compagnia del Creval.
Insomma, nonostante i no comment o le smentite dei vertici degli istituti al centro del toto-M&A, nelle sale operative l’argomento rimane caldo. E le ipotesi di consolidamento vedono, intorno a Banco Bpm, anche Bper e, appunto Mps dopo che il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, è tornato a confermare l’uscita dello Stato dal capitale della banca nel 2021.
Intermonte considera Banco Bpm, Bper Creval e la stessa Montepaschi tra le banche per cui il coinvolgimento nel risiko bancario è “più probabile”. Il broker ha aggiustato i target price dei primi tre istituti (Mps non è coperta dai suoi analisti) per includere “una probabilità del 20% di fusioni e acquisizioni”. Queste banche potrebbero essere coinvolte nel “gioco dell’M&A nei prossimi mesi, in parte grazie a una valutazione molto bassa (in media un rapporto tra prezzo delle azioni e patrimonio netto tangibile di 0,4 volte), alti badwill (differenza tra valore del patrimonio e prezzo, ndr) e Dta (attività fiscali differite, ndr) e il bisogno di sfruttare sinergie nell’attuale contesto di bassi tassi e di incombente recessione”, assicurano gli analisti.
La Sim promuove intanto il sistema bancario italiano, alzando il giudizio complessivo a ‘overweight’ e ritoccando all’insù i target price di tutti gli istituti. “Ci sono tre ragioni per essere più positivi sul settore”, si legge in un report, che elenca “l’impatto positivo” sul margine di interesse della liquidità a basso costo fornita dalla Bce con i prestiti Tltro III, l’attesa per “un’ulteriore riduzione dello spread Btp-Bund”, grazie al programma Pepp della Bce e all’arrivo del recovery fund, e infine all’atteggiamento più accomodante della Bce in tema di fusioni e acquisizioni.
“L’offerta di Intesa per Ubi ha dato il calcio d’inizio al processo di consolidamento in Italia” affermano da Intermonte, secondo cui le dichiarazioni del capo della vigilanza Andrea Enria “dovrebbero facilitare l’M&A in Europa e la recente guida della Bce almeno chiarisce alcuni punti in caso di fusione”. Il broker non incorpora invece alcun premio di M&A per Unicredit e Intesa “in quanto pensiamo che le operazioni cross-border restano improbabili a causa della limitata visibilità sulle sinergie”.
Il consolidamento tra le banche si sa, significa anche rivoluzione tra assicurazioni e asset manager. Come fa notare Nicola Ronchetti, ceo dell’istituto di ricerca Finer, “il mondo delle assicurazioni sta vivendo un momento particolarmente dinamico con l’Ops di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca, la regia di Mediobanca e il supporto di UnipolSai Assicurazioni Spa, che se andrà in porto potrebbe mettere a dura prova il business di Aviva in Italia”.
“Amissima Assicurazioni – Asset Management & Insurance Solutions è sul mercato e si parla di Eurovita SpA, e poi c’è l’eterna partita su Generali, Cattolica Assicurazioni che se diventerà una S.p.A. vedrà entrare il Leone nel suo capitale, con buona pace di Vittoria Assicurazioni S.p.A. Nel frattempo anche Sergio P. Ermotti ha lasciato Ubs per Swiss Re. Aspettando le mosse di Allianz, Zurich Insurance Company Ltd Groupama”, prosegue Ronchetti, secondo cui è da tenere d’occhio anche la recentissima nomina dell’ex Mps Marco Morelli a presidente esecutivo di Axa Investment Managers, che con Siena ha un accordo di banca assicurazione.
