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Castagna sale al 19,4% della sgr. Per gli analisti si rafforza in vista di un deal. Arca favorita per le nozze
Anima Holding protagonista di giornata a Piazza Affari. La sgr, che ha oggi diffuso i numeri di maggio con una raccolta in crescita a 100 milioni di euro, guadagna a metà seduta circa il 7%. A mettere però le ali al titolo non sono tanto i conti, quanto Banco Bpm che ha rafforzato la propria partecipazione nella società arrivando a detenere il 19,4% del capitale, appena un pelo sotto la soglia del 20% che comporta l’autorizzazione della Banca d’Italia.
Si tratta del terzo incremento del pacchetto in mano all’istituto guidato da Giuseppe Castagna, salito nel giro di poche settimane, dal 7 maggio al 3 giugno, prima al 14,33%, poi al 15,44% e infine al 19,4%. Una mini scalata, tramite acquisti sul mercato ad un prezzo medio unitario di circa 3,5 euro per un controvalore complessivo di 50,8 milioni euro, che ha portato Bpm ad essere il primo azionista della sgr da tempo al centro del risiko del risparmio gestito tricolore.
L’operazione, infatti, non si spiegherebbe solo dal punto di vista finanziario, nonostante l’apprezzamento del titolo abbia fruttato una buona plusvalenza, ma sarebbe a detta di molti analisti il preludio di qualche operazione di aggregazione.
Per gli esperti di Equita, gli acquisti sottolineano e rafforzano l’importanza dell’alleanza strategica tra Anima e il Banco e sono coerenti con le dichiarazioni passate di Castagna in merito alla partnership strategica con la sgr e alla sua intenzione di non disinvestire. L’ampliamento deciso della quota potrebbe infatti sottolineare, in caso di un deal che coinvolga la società guidata da Melzi d’Eril, la volontà dell’istituto milanese di mantenere una posizione non marginale, riducendo il rischio overhang sulla quota dell’8,1% il cui lock-up scadeva il prossimo 30 giugno.
In Equita sono convinti che il settore del risparmio gestito potrà essere ulteriormente oggetto di consolidamento in futuro, spinto dall’esigenza di far leva sulle economie di scala e ingresso in nuovi segmenti, e che Anima può “rappresentare un polo aggregante”.
Anche gli analisti di Fidentiis ritengono che una fusione potrebbe essere vicina e indicano in Arca Sgr il partner più probabile, spiegando l’aumento della quota di Castagna come una mossa per ridurre la diluizione in caso di scambio carta contro carta. Visione sostenuta dal mercato, visto che oggi a muoversi a Piazza Affari non solo solo i titoli di Anima e Bpm, ma anche quello di Bper, che ha in mano il 57% di Arca.
Tornando ai conti, a fine maggio, precisa una nota, le masse gestite complessive del Gruppo Anima ammontano a oltre 180 miliardi di euro, in calo rispetto ai circa 185 miliardi di euro a fine 2019, ma con un recupero dalla fine del primo trimestre del 2020 di circa 4 miliardi di euro. “Anche nel mese di maggio prosegue il trend positivo per la raccolta per entrambi i segmenti retail e istituzionale – ha commentato Alessandro Melzi d’Eril, amministratore delegato di Anima Holding -; il recupero dei mercati nelle ultime settimane ha inoltre avuto un impatto favorevole sulla rivalutazione delle masse in gestione, tornate sopra i 180 miliardi di euro”.