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Gli esperti di Anima vedono le borse europee in consolidamento e spazi di crescita per l’equity Usa. In Asia il Giappone è ancora l’area geografica più interessante
Borse europee in consolidamento, Usa con buoni margini di crescita e Giappone sempre al top. E’ la view degli esperti di Anima secondo cui nell’ultimo mese, il mercato azionario europeo è stato caratterizzato da una volatilità ancora in ribasso, e ha consolidato i rialzi realizzati da inizio anno. “Ad alimentare la positività da un lato i toni sempre più accomodanti da parte delle Banche Centrali che sembrano scongiurare, almeno nel breve, l’eventualità di un rialzo dei tassi; dall’altro lato le dichiarazioni più concilianti tra Usa e Cina sul fronte della disputa commerciale. Ma il rallentamento dei dati macroeconomici, unito a revisioni degli utili societari in diminuzione e uno scenario geopolitico ancora incerto, a causa della questione Brexit e delle elezioni europee in primis, ci portano a mantenere un approccio prudente”.
Ecco perché, spiegano gli analisti in una nota, “nei prossimi mesi una ripresa economica sincronizzata a livello globale potrebbe agire da catalyst positivo anche per le borse dell’Eurozona”. “Per quanto riguarda il posizionamento settoriale la view è positiva – spiegano – sul settore dei prodotti alimentari e bevande: questo è storicamente correlato in maniera negativa al rialzo dei tassi d’interesse e pertanto alla luce del recente orientamento delle banche centrali riteniamo che le valutazioni potranno essere supportate nei mesi a venire. Giudizio neutrale ancora sui titoli energetici, oltre che su quelli del settore farmaceutico (healthcare), anche se su quest’ultimo il peso all’interno dei portafogli è stato ridotto. Ancora, visione neutrale per il settore dell’information technology (in quanto le società stanno registrando un trend positivo degli utili, accompagnato da una crescita strutturale) oltre che assicurativo e delle telecomunicazioni.
Infine, approccio più cauto sul settore dei finanziari in attesa di un contesto macroeconomico più favorevole che mostri i segni di una espansione globale sincronizzata. “Nonostante l’introduzione di un nuovo rifinanziamento a lungo termine del comparto bancario (Tltro), la Bce ha spostato il prossimo rialzo dei tassi d’interesse oltre il 2019, mettendo ulteriormente sotto pressione la profittabilità delle banche. Visione negativa anche sul settore dei consumi non discrezionali, a causa della crescente competizione nel settore e delle pressioni inflattive dal lato dei costi”.
Positiva la view sugli Usa. “Il Pil americano, in termini reali, è cresciuto nell’ordine soltanto del 2,3% annuo nel corso degli ultimi 10 anni, il tasso più basso nella storia degli ultimi 70 anni. Questo, pertanto, crea ancora le condizioni per una politica monetaria accomodante con tassi di interesse relativamente bassi, continuando così a rendere attraente l’investimento in azioni americane. Le stime di crescita degli utili delle società statunitensi si sono drasticamente ridotte a partire da settembre dello scorso anno e al momento il consensus degli analisti si attende una crescita degli utili per azione pari al 5% con stime di crescita del Pil in termini reali pari al 2,5%. Perciò, un premio per il rischio ancora piuttosto alto con aspettative conservative restano a supporto del listino azionario americano. Nel corso dell’ultimo mese il settore tecnologico è tornato in auge rispetto ai mesi passati, come pure quello delle utilities. Tra i peggiori rimangono i farmaceutici ed i consumi non ciclici. Per tanti settori, soprattutto ciclici, siamo a livelli relativamente bassi rispetto al potenziale di lungo periodo. Il giudizio sul mercato azionario americano viene ancora una volta confermato neutrale”.
È proseguito inoltre, secondo gli esperti, il miglioramento del sentiment sui mercati emergenti, tuttavia, le performance positive non hanno riflesso il progresso sul fronte dei fondamentali. “Le valutazioni non sono più a sconto, se pur con delle significative differenze tra i vari Paesi: in particolare, il mercato cinese è ancora interessante, mentre altri Paesi presentano un rapporto prezzo/utili significativamente superiore alle medie storiche. Riteniamo probabile un ritracciamento dell’indice degli emergenti (Msci Emerging Markets) e abbiamo pertanto preso profitto sul comparto; manteniamo, invece, un sovrappeso sulla Cina. Il giudizio su questi mercati passa da positivo a neutrale”.
Quanto alle borse asiatiche, il Giappone continua ad essere ritenuta l’area geografica più interessante per il team gestionale di Anima. “Per i seguenti fattori: prosegue il miglioramento della governance delle società quotate; è in discussione una riforma del Topix, che ha come obiettivo di escludere società con capitalizzazioni e/o flottanti troppo piccoli e che potrebbe innescare una fase di aggregazione; il listino giapponese, infine, rappresenta un universo investibile ricco di società attente ai criteri Esg”, conclude la nota.