“Il 98% del consumo dei contenuti video si sposterà nei prossimi dieci anni su formati brevi e su piattaforme mobili, dal telefonino al tablet”. Andrea Iervolino racconta la sua azienda a FocusRisparmio
Andrea Iervolino
Un listino tante storie. Come quella di Andrea Iervolino che più di diciassette anni fa è partito da Cassino (Lazio) con la sua Iervolino Entertainment, società che produce contenuti digitali e film in lingua inglese per il mercato internazionale e che dopo lo sbarco su Borsa Italiana oggi è in grado di interfacciarsi agilmente con i grandi colossi dello streaming come Netflix, Amazon e Disney.
Il primo semestre del 2019 si è chiuso con un fatturato di 9,6 milioni, più del doppio di quanto incassato nei primi sei mesi dell’esercizio precedente e in attesa del 6 marzo prossimo – quando il Cda si riunirà per esaminare i risultati dell’esercizio 2019 – le attese del management sono positive.
“Lo sviluppo aziendale continuerà sulla base delle direttrici di produzione e sviluppo previste nel piano industriale aziendale”, conferma Andrea Iervolino a FocusRisparmio.
Il business model
Iervolino Entertainment è un’azienda specializzata nella produzione di contenuti cinematografici e televisivi tra cui film, short-content, TV-show e web series. La società ha sfruttato appieno l’anno d’oro di AIM Italia quotandosi sul listino non regolamentato di Borsa Italiana lo scorso 5 agosto raccogliendo in totale 10,7 milioni (1,95 euro per azione). Oggi i titoli azionari Iervolino Entertainment valgono circa 4,7 euro e nel 2019 hanno ottenuto la terza miglior performance del listino AIM (+211%).
“Con l’approdo su AIM Italia è iniziato un percorso che ci ha consentito di raccogliere denaro fresco da destinare agli investimenti in intellectual properties (ip), nuove produzioni e risorse umane per allargare il nostro tema di professionisti”, riconosce il fondatore. Ecco l’intervista integrale concessa a FocusRisparmio da Andrea Iervolino, presidente della società di cui detiene la maggioranza della società con l’imprenditrice e produttrice Monika Bacardi.
Dott. Iervolino, qual è il core business della sua società?
Fino a 22 anni facevo film in lingua italiana per il mercato interno. Poi mi sono reso conto che il sistema di produzione locale sarebbe diventato un mercato difficile e quindi ho iniziato a investire in produzioni americane in lingua inglese prendendo come riferimento il sistema hollywoodiano, dove per ogni film viene aperta una società veicolo (Spv) che è detentrice dei diritti del film e i partecipanti prendono backend da questo veicolo. Oggi i nostri veri competitor non sono le aziende quotate o attive in Italia, poiché queste sono distributori di film americani in lingua italiana. Noi invece produciamo film italiani in lingua inglese con attori e cast di fama internazionale (da Johnny Depp a John Travolta e Morgan Freeman, si legge nella relazione semestrale della società, ndr). Le nostre revenue vengono generate per il 90-95% all’estero e solo il 5-10% del giro d’affari è di competenza nazionale.
Qual è il vero vantaggio competitivo della sua azienda?
Abbiamo un vantaggio competitivo nei confronti dei buyer. Mi spiego: gli operatori del settore – comprese le piattaforme over-the-top (Netflix, Amazon, Disney ecc.) – sono obbligate a reinvestire il 25% delle loro revenue generate in Europa, in contenuti locali. Un buyer che deve acquistare un prodotto europeo, quindi, è portato a scegliere un film di nostra produzione, perché di origine italiana ma in grado di eguagliare, per manifattura, la qualità di un film americano. Lo stesso avviene sul mercato cinese, ad esempio, dove ogni anno possono entrare solo 36 film americani. I nostri film, considerati all’altezza di quelli hollywoodiani, ma di produzione italiana, diventano la prima scelta anche per i buyer asiatici.
Come diversificate il business?
Iervolino Entertainment può contare anche su una seconda linea di business, complementare a quella core. Si tratta del servizio di celebrity management, che consiste nel chiudere accordi per portare attori o celebrità hollywoodiane con cui abbiamo rapporti consolidati in Italia, in eventi o trasmissioni televisive. È un’area di business nuova, ancora piccola, ma che vorremmo sviluppare in tutti i paesi dell’Ue. La terza linea di business è la produzione di short-content, principalmente rivolti allo streaming e al mobile.
Quali vantaggi della quotazione?
Dalla quotazione su AIM Italia solo notevoli vantaggi. Anche se c’è più compliance, il confronto con il mercato – soci, nomad, investitori – abitua l’impresa a un continuo processo di perfezionamento. Con l’ingresso nel mercato dei capitali infatti si riesce ad avere un feedback sull’operato dell’azienda da persone indipendenti e quindi ogni giorno si ha la possibilità di migliorare e migliorarsi.
Qual è il rapporto con il territorio, l’Italia delle produzioni creative ed emozionali?
Generiamo un prodotto italiano e quindi abbiamo un grande vantaggio competitivo nel nostro territorio infatti c’è abbondanza di giovani creativi e artisti proiettati nel mercato globale. Noi siamo un player di piccole dimensioni ma lavoriamo in un ambiente internazionale. I nostri metri di paragone, però, non possono essere i grandi player come Netflix o Disney+, noi non sfidiamo i box offices ma soprattutto i contenuti che produciamo fanno leva sulle emozioni non sugli effetti. In Italia abbiamo menti creativi adatte a questo tipo di prodotto.
Concludiamo con una view sul settore media/entertainment in Europa e nel mondo: quali sono le sfide e le opportunità?
Questo è un momento fantastico per il settore. Il proliferare delle piattaforme streaming come Netflix, Amazon Prime, Disney+ è un’ottima notizia per chi produce contenuti come noi, significa che in futuro ci sarà sempre più domanda di contenuti. Questo rende possibile sia la diversificazione sia la specializzazione: tanti anni fa era impensabile fare un film per solo un target di pubblico, oggi invece puoi fare qualsiasi tipo di produzione tematica perché ci sono i giusti canali che la possono veicolare al giusto pubblico. Si stima che circa il 98% del consumo dei contenuti video si sposterà nei prossimi dieci anni su formati brevi e su piattaforme mobili, dal telefonino al tablet. Episodi da 5 a 8 minuti al massimo, che i ragazzi potranno guardare in pullman o in metropolitana mentre vanno a scuola. È la frontiera dei contenuti digitali di nuova generazione il nostro core business. Nel mondo solo due operatori capaci di produrre ad altissimo livello sono focalizzati su questo settore, uno è Jeffrey Katzenberg con la sua Quibi miliardiaria, poi viene la nostra Iervolino Entertainment, che è capace di competere con i maggiori produttori indipendenti americani, di attrarre grandissime star, sfruttando anche la competenza di un team che in 10 anni ha prodotto più di 60 film con i maggiori nomi di Hollywood.
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