“L’elettrico è il settore del presente”
Giancarlo Oranges, a.d. di Askoll Eva, racconta il rapporto della sua azienda con le tematiche al centro del Salone del Risparmio 2019
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La mobilità sta attraversando una profonda rivoluzione in nome della sostenibilità, che porta con sé anche interessanti opportunità di investimento. “Secondo le nostre previsioni, da qui al 2030 il mercato dei veicoli elettrici dovrebbe espandersi a un tasso di crescita annuo cumulato superiore al 30%, spinto principalmente dalle regolamentazioni più restrittive e dalla crescita della domanda da parte dei consumatori”, commenta Zehrid Osmani, Head of Global Long-Term Unconstrained di Martin Currie (affiliata Legg Mason).
Al momento il più grande mercato mondiale di veicoli elettrici è la Cina, dove alle case automobilistiche vengono imposti requisiti sempre più stringenti sulla produzione di veicoli alimentati con nuove energie (inclusi ibridi ricaricabili, veicoli esclusivamente elettrici e auto alimentate a celle a combustibile). Mentre in Europa un nuovo pacchetto di norme sulla mobilità pulita ha previsto nuovi standard sulle emissioni di CO2 e incentivi per i veicoli a zero emissioni.
Se quando si pensa all’auto elettrica si pensa a Tesla, è pur vero che oggi “l’azienda di Elon Musk ha motivo di preoccuparsi, perché ormai molte altre case automobilistiche hanno sviluppato modelli elettrici, come Baic (azienda di proprietà del governo cinese), Nissan, Toyota, Renault, BMW”, informa Osmani. Eppure, per l’esperto questa parte della catena del valore – cioè le case automobilistiche – pur essendo la più visibile, non è la più interessante per gli investitori. Innanzitutto perché i brand sono esposti ai gusti dei consumatori, di per sé mutevoli. Inoltre perché trovarsi in prima linea sul mercato dei consumatori finali espone gli investitori a un segmento ad alta intensità di competizione. “Il fatto che le case automobilistiche stiano pianificando di incrementare il capex e le risorse destinate alle divisioni di R&D ci dice che la capacità di produzione è destinata a impennarsi, portando una crescente pressione competitiva in questa parte della catena del valore”, argomenta Osmani, ricordando che prorio di recente Tesla ha annunciato un ribasso dei prezzi.
Per questi motivi Martin Currie preferisce trovare valore altrove, “in aree a valore aggiunto con pricing attraente, e che dispongano di un maggior potere di determinazione dei prezzi. L’azienda olandese ASML, ad esempio, gode di una posizione invidiabile, essendo il fornitore chiave di un’industria in espansione come quella dei semiconduttori”. Stesso discorso per la tedesca Infineon, “che dispone di un’ampia gamma di prodotti per l’industria automotive e la sua transizione verso le tecnologie elettriche o ibride, così come per la guida autonoma”, aggiunge Osmani.
Una altra parte vitale della catena del valore è rappresentata dalle batterie, che sono il cuore pulsante dei veicoli elettrici. In questo settore l’esperto cita Umicore, che recupera i metalli presenti nel catodo delle batterie al litio ricaricabili usate da tutti i veicoli elettrici, tranne quelli di Tesla.
Ma in questo settore l’innovazione si sta spingendo verso orizzonti che fino a poco tempo fa erano inimmaginabili. La guida autonoma, per esempio. Ma anche prima di arrivare a questa meta, ci sono tante opportunità interessanti lungo la strada che porta all’auto che si guida da sola. “Invece di pensare unicamente agli esiti utopistici di auto completamente a guida autonoma, veicoli elettrici e flotte di robo-taxi, crediamo sia più proficuo ricercare le opportunità che eventualmente si incroceranno lungo la strada di questa trasformazione radicale in atto”, ragiona Saurin D. Shah, Lead Portfolio Manager del Neuberger Berman Next-generation Mobility Fund.
L’approccio giusto è quello di considerare la mobilità di nuova generazione in termini di problem solving: per esempio, l’industria automobilistica è pericolosa (perché gli incidenti continuano a mietere vittime), inquina ed è inefficiente (perché produce traffico). “La mobilità di nuova generazione offre delle potenziali soluzioni a tutti questi problemi”, osserva Shah, indicando tra le innovazioni che offrono opportunità di investimento i sistemi di frenata automatica di emergenza e gli altri sistemi di assistenza alla guida; le tecnologie di alimentazione che permettono di ridurre il ricorso ai combustibili fossili; la connettività che potrebbe far comunicare le auto tra di loro e con le infrastrutture circostanti (per esempio i semafori) migliorando l’efficienza negli spostamenti.
