Gestione attiva, fondamentale alla fine del ciclo
Baron (Mfs Im): “Questa strategia d'investimento è capace di ricercare quelle società che sono pronte e continueranno a guadagnare bene anche in fase di recessione del mercato”
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“Siamo presumibilmente alla fine del gioco, ma c’è sempre la possibilità di fasi aggiuntive. Questi cicli possono durare a lungo. Tutto dipende dai fondamentali”. Sono le parole di Don O’neal gestore di portafoglio di Capital Group, secondo cui le principali economie avanzate hanno raggiunto, o raggiungeranno, una fase avanzata del ciclo.
“Guardando alle prospettive per il 2019, le principali economie hanno imboccato percorsi di crescita divergenti, in netto contrasto con la crescita globale sincronizzata dell’inizio del 2018 – spiega O’neal – Mentre gli Usa godono di buoni tassi, in Cina e in Europa la crescita sta subendo un notevole rallentamento. Questa diversità aggiunge un nuovo tassello di incertezza al quadro economico globale”.
Ciò nonostante, le proiezioni del Fmi vedono un tasso di crescita globale ragionevolmente solido al 3,7% per il 2019. Gli investitori continuano tuttavia a porsi una domanda: a che punto del ciclo economico ci troviamo? “Alla luce del livello di disoccupazione più basso in 49 anni, dell’accelerazione della crescita dei salari, dell’incremento delle pressioni inflazionistiche e della politica di inasprimento della Fed, gli Usa sono entrati in una fase avanzata del ciclo – risponde O’neal – Le economie sviluppate sembrano trovarsi o avvicinarsi a una fase avanzata, mentre la situazione dei mercati emergenti è più eterogenea. Anche in Cina, dove la politica di governo influisce fortemente sull’economia, il rallentamento del credito, i deflussi di capitale e un indebolimento valutario indicano che il ciclo è in fase avanzata”.
In questo contesto, le maggiori opportunità potrebbero trovarsi nelle cosiddette imprese intelligenti, che si adattano al cambiamento delle condizioni. “Il modello di abbonamento del produttore di software Microsoft genera flussi di ricavi relativamente costanti in tutti i cicli economici e il suo ramo Azure sta sfruttando i vantaggi offerti dall’esplosione della domanda di servizi di cloud computing – conclude O’neal – I progressi nella tecnologia delle vetture senza conducente stanno facendo nascere nuove opportunità anche per il colosso tecnologico Alphabet, nonché per il costruttore General Motors”.
