Fed onnipotente? Non questa volta
Il cambio di rotta di Powell è una manna per i mercati? In termini di reazione immediata non c'è dubbio, ma nel lungo termine non è detto. L’analisi di La Financière de l’Echiquier
1 min
Altro che finita: la guerra tra il presidente americano, Donald Trump, e la Federal Reserve è in pieno svolgimento. Non è bastato, infatti, il dietrofront sulla politica monetaria annunciato da Jerome Powell lo scorso gennaio, come peraltro auspicato ripetutamente dalla Casa Bianca, ora la nuova richiesta è un taglio del costo del denaro.
Secondo quanto riferisce il Wall Street Journal, nei giorni scorsi, nel corso di diversi incontri, Trump non ha fatto mistero della sua insofferenza nei confronti del numero uno della banca centrale.
L’inquilino della Casa Bianca avrebbe detto a senatori, sostenitori e ai membri del personale repubblicano, che se non fosse stato per gli aumenti dei tassi decisi dalla Fed lo scorso anno, l’economia e il mercato azionario americani avrebbero riportato performance migliori e il defict degli Stati Uniti sarebbe aumentato di meno.
E così avrebbe deciso insistere ancora. Una Fed “dovish” non è sufficiente: ora Trump vuole che Powell proceda immediatamente ad un taglio di mezzo punto percentuale del costo del denaro, annullando cioè i due rialzi dei tassi di fine 2018 contro cui aveva ripetutamente tuonato.
