Teiletche (Unigestion): “Rischio inflazione, mercati dietro la curva. Materie prime star del 2018”
15 gennaio 2018
di Eugenio Montesano
3,30 min
Il responsabile della divisione Cross Asset Solutions di Unigestion ritiene che la forza dell’azionario globale, l’aumento dell’inflazione e il rally delle materie prime influenzeranno il posizionamento dei portafogli multi asset vincenti durante il 2018.
Più delle incognite geopolitiche, della preoccupazione che desta l’aumento dell’indebitamento globale o dei timori di uno scoppio della “bolla” sulle criptovalute, è l’inflazione a rappresentare il maggior rischio per i mercati globali. Soprattutto in America, dove l’indice dei prezzi al consumo è aumentato mensilmente dello 0,1%, come da attese, ma la componente core è cresciuta dello 0,3% – il dato più alto dal gennaio 2017. Ciò potrebbe indicare il crearsi di pressioni inflattive che potrebbero convincere la Federal Reserve ad alzare i tassi, magari oltre le tre volte previste per il 2018.
“Se le aspettative di inflazione stanno accelerando, come crediamo sia il caso, allora sarà difficile per i mercati reagire in tempo” spiega Jerome Teiletche, fund manager con trascorsi da economista al ministero delle finanze francese, attualmente responsabile della divisione Cross Asset Solutions della boutique finanziaria Unigestion e gestore del fondo multi asset Navigator.
“Oltre alla durata prolungata, la principale caratteristica di questo ciclo è la sincronicità della crescita globale nei mercati sviluppati e, contestualmente, nei principali paesi emergenti. La stessa sincronicità, oggi, sta informando le dinamiche inflattive globali, con le pressioni inflazionistiche che provengono da diversi paesi. Ovviamente gli Stati Uniti sono il principale indiziato, ma non l’unico: pensiamo alla Germania”, afferma il gestore.
Teiletche si dice convinto che solo le gestioni multi asset sono davvero indicate per affrontare la complessità dei mercati nel medio e lungo termine. “Il multi asset ha molto senso sia nell’attuale contesto di investimento sia guardando al futuro: l’interesse degli investitori in queste strategie è giustificato. Ma bisogna assumere un approccio differente”.
In cosa consiste questo approccio?
Jerome Teiletche,responsabile della divisione Cross Asset Solutions della boutique finanziaria Unigestion
Il nostro obiettivo è raccogliere i diversi premi al rischio in qualsiasi momento. Lo facciamo prevalentemente attraverso gli “alternative risk premia”, i premi al rischio alternativi che consistono in strategie long/short in formato Ucits. Se pensate ai tassi di interesse delle obbligazioni governative, che al momento sono molto bassi, dobbiamo considerare che c’è comunque un rischio importante a loro associato, poiché al momento rendono zero ma i tassi di interesse – man mano che la politica monetaria delle banche centrali diventa meno accomodante – sono comunque in aumento, con evidenti rischi per la duration del portafoglio.
Come si traducono le sue convinzioni nelle decisioni di investimento del fondo?
Da questo scenario abbiamo bisogno di elaborare una strategia che consenta di estrarre rendimento limitando al contempo l’esposizione al rischio di duration. Lo facciamo considerando il carry potenziale associato a tutti i titoli di stato nel mondo, ossia il rendimento che genererebbero se i tassi di interesse non si muovessero. Ci posizioniamo per essere long verso il carry più alto e short verso i bond con il carry più basso. In tal modo estraiamo il carry come rendimento, limitando allo stesso tempo la nostra esposizione alla direzione del mercato sui tassi di interesse.
Come proteggete il portafoglio dal rischio di ribassi?
Ogni volta che raccogliamo carry o rendimenti acquistiamo protezione a breve termine o bilanciamo il portafoglio con investimenti relative value per aumentare la decorrelazione tra le varie fonti di rischio-rendimento, dal momento che seppur riteniamo che sia giusto che il mercato salga, allo stesso tempo prevediamo un punto di svolta in cui potrebbe verificarsi un picco dell’inflazione. Noi ci stiamo preparando a quel momento bilanciando il rischio di un aumento generalizzato dei prezzi attraverso l’acquisto di azioni put, ad esempio.
Quali sono le prospettive per l’andamento dell’inflazione globale?
Il nostro processo di investimento parte da una revisione sistematica del contesto macroeconomico, al fine di valutare il punto di partenza nel ciclo economico a livello globale, sia dal lato della crescita che dal lato dell’inflazione. Da 18 mesi a questa parte, i principali macroindicatori indicano una crescita molto buona e solida, in prospettiva. Tuttavia, di recente hanno iniziato a dirci anche che il mercato ha torto sull’inflazione: si aspetta che rimanga molto bassa, mentre le nostre previsioni indicano un forte rischio di un repentino aumento dell’inflazione oltre il brevissimo termine.
Qual è il posizionamento del fondo alla luce della sua view sulle prospettive di inflazione?
Tendiamo a privilegiare le attività che mostrano prospettive di ulteriore crescita nel medio lungo termine, e alla luce delle valutazioni odierne siamo lunghi sull’azionario, in cui preferiamo i settori finanziari ed energetici. A livello geografico preferiamo eurozona e Giappone, che sono rimasti un po’ indietro rispetto agli Usa.
Siamo invece sottopeso sul credito globale e sui titoli di stato in quanto non offrono un’adeguata ricompensa al rischio. Abbiamo in portafoglio alcuni titoli del Tesoro statunitensi a breve duration per beneficiare delle tendenze reflattive in cui crediamo. Se l’inflazione accelera a un ritmo superiore del previsto, sarà soprattutto il reddito fisso a soffrirne.
Ciò detto, la nostra view sull’inflazione si riflette in particolare nel sovrappeso sui bond indicizzati all’inflazione e sulle materie prime – trade, questo, che ci giochiamo anche sul mercato dei cambi con un focus sulle valute estere legate alle commodity.
Come investite in materie prime? Che anno sarà per l’asset class delle commodity, anche in relazione alle prospettive dell’inflazione?
Investiamo in Exchange Traded Commodities (Etc) ed Etf nei settori energetico e dei metalli industriali a livello globale, interessanti sia dal punto di vista del ciclo economico che delle valutazioni. Se guardiamo alla performance delle materie prime, queste si stanno davvero riprendendo dalle cattive performance del passato: da giugno a dicembre hanno reso oltre il 10%, e c’è ancora molto spazio per ulteriori apprezzamenti perché la domanda globale è in aumento e c’è una pressione crescente proveniente dal lato della domanda, cioè della produzione. Se guardiamo i numeri dell’inflazione dal lato della produzione, piuttosto che dei prezzi al consumo, osserviamo che sono in sensibile aumento. Questa dinamica aumenterà anche la pressione di domanda e di prezzo sulle materie prime, che potrebbero davvero essere una delle migliori asset class del 2018.
“Alla ricerca di ‘Alpha’” è la rubrica di FocusRisparmio.com dedicata a investimenti, mercati e all’attualità economico-finanziaria. Ogni lunedì, con l’aiuto degli esperti del settore, vengono messi sotto la lente i fatti recenti più significativi e gli appuntamenti che avranno effetti sul medio e lungo termine.
Diminuire l’esposizione al credito a vantaggio dell’azionario. Bene emergenti, Giappone e petrolio. Alberto Gallo, gestore del fondo obbligazionario long/short Macro Credit, svela la sua apertura di inizio anno sulla scacchiera dei mercati.
Il 2017 è stato “un anno più facile e benevolo del previsto” per gli investitori globali, spiega il gestore multi asset di Investec Asset Management. Il 2018 sarà invece un anno di transizione che marcherà la fine del ciclo, “ma è ancora presto per aumentare (troppo) le difese”.
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio