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Secondo Standard Ethics, il 61% degli istituti è conforme agli standard Ue, Onu e Ocse. Bene anche le altre società: cinque sono tra le più sostenibili
L’Italia è sempre più sostenibile e può vantare un comprato bancario che sotto questo aspetto è al top in Europa. Parola degli analisti di Standard Ethics, che al nostro Paese hanno assegnato un rating EE+, cioè “Fully sustainable”, con outlook passato da negativo a stabile dal 13 marzo 2020, anche grazie alla reazione alla pandemia.
Le banche al top Ue per sostenibilità
Quanto agli istituti bancari, ben il 61% degli italiani è conforme agli standard di sostenibilità dell’Ue, dell’Onu e dell’Ocse. Dunque, si legge nel report annuale 2021 dal titolo ‘The Big Picture’, il settore presenta “un livello molto avanzato di compliance alla sostenibilità”. L’agenzia di rating misura il livello di sostenibilità di un’azienda o di una nazione proprio attraverso il suo allineamento con le strategie e le indicazioni internazionali definite dall’Unione europea, dalle Nazioni unite e dall’Ocse, con una classificazione di nove gradi, che inizia dal modello, EEE, per scendere fino a F. Se si guarda allo Se Italian Banks Index (Open Free Sustainability Index), l’11% delle banche italiane ha un rating EE+, il 28% EE, il 22% EE-, per un totale del 61% dei tre Fully Sustainable Grade, mentre il 17% ha un rating E+ e il 22% E (entrambi Not fully sustainable grade).
In un confronto con il settore bancario europeo, per il quale Standard Ethics ha lanciato lo Se European Banks Index nel 2017, si può rilevare che il 50% delle banche europee ha un Fully sustainable grade (5% classificato EE+, 20% classificato EE, 25% è EE-), il 43% ha un Not fully sustainable grade (38% classificato E+, 5% classificato E), il 5% ha un Not sustainable grade (classificato E-), mentre al restante 2% dei corporate Ser è assegnata una valutazione “Pending”, ovvero in sospeso.
Sul versante opposto le banche dello Se Hong Kong Index, lanciato nel 2020. Al momento della stesura del report, solo il 14% delle banche quotate di Hong Kong (appartenenti allo Se Hong Kong Index) ha un Fully sustainable grade (EE), il 72% ha un Not fully sustainable grade (29% classificato E+ e 43% E) e il rimanente 14% ha un Not sustainable grade (E-).
Dopo un confronto complessivo del settore bancario a livello mondiale, gli analisti di Standard Ethics, affermano quindi che gli istituiti del nostro Paese si stanno conformando volontariamente agli standard globali sulla sostenibilità. Cosa che può essere notata “guardando le pratiche di corporate governance, così come i Codici di condotta delle banche italiane, i quali includono formalmente riferimenti agli standard globali sulla sostenibilità”.
“Le banche italiane, il cui precedente status giuridico era cooperativo, hanno mantenuto – viene poi sottolineato – la loro attenzione a lungo termine sulle comunità locali e sugli stakeholder, concentrandosi sull’area sociale (s) dell’Esg (Environmental, Social and Governance). Alcune inoltre stanno affrontando sempre più le sfide della sostenibilità indicate dall’Ue, facendo passi concreti verso la parità di genere nei loro modelli di governance. In media mostrano un più alto livello nei gradi di sostenibilità rispetto ai loro pari europei. E anche un livello più alto, se si prendono come riferimento le banche di Hong Kong”.
Cinque società italiane tra più sostenibili
Ma non ci sono solo gli istituti di credito. Le società italiane si difendono bene in fatto di sostenibilità e cinque di loro sono tra le più sostenibili. Con corporate Ser, Standard Ethics rating, più alto (EE+) sono Eni, Fineco, Prysmian, UniCredit e UnipolSai. E
L’indice dell’Italia come Paese è composto dalle 40 principali società quotate in Italia e tra quelli delle aziende al momento non ci sono rating EEE-, “ma il livello è alto – sostengono gli analisti – e le aspettative per il futuro sono molto positive”. Nello strato superiore della distribuzione dell’indice, ovvero “Fully sustainable grade”, ci sono A2a (con outlook positivo), Banca Generali, Bper Banca, Enel, Generali, Intesa Sanpaolo, Leonardo, Stm, Unipol e Banco Bpm, tutte al grado EE. Seguono al grado successivo (EE-) Snam (con outlook positivo), DiaSorin, Hera, Mediobanca, Moncler e Terna. Banca Mediolanum, Cnh Industrial e Ferrari hanno attualmente un rating E+ (Not fully sustainable grade) con outlook positivo, quindi “potrebbero diventare società con un Fully sustainable grade nei prossimi mesi”.
Amplifon, Azimut Holding, Buzzi Unicem, Italgas, Pirelli, Poste Italiane, Recordati e Stellantis hanno un rating E+. Secondo gli analisti di Standard Ethics, i margini di miglioramento più significativi sono per una serie di società con rating E, ovvero Nexi e Salvatore Ferragamo (che hanno outlook positivo), Campari, Exor, Inwit, Tim, Tenaris e Atlantia, con rating E- (Not sustainable grade).
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