Decalogo MiFID dell’Esma per affrontare la pandemia
L’Autorità di vigilanza richiama le regole di condotta MiFID 2 per limitare i rischi di mercato, di credito e di liquidità durante la fase di diffusione del coronavirus
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Più flessibilità agli investitori professionali, maggior trasparenza attraverso un consolidated tape per tutti gli strumenti finanziari e applicazione più severa delle norme che regolano i flussi dei dati di mercato.
Queste sono, per sommi capi, le richieste indirizzate da Efama, l’associazione europea degli asset manager, alla Commissione europea in risposta alla consultazione pubblica lanciata nell’ambito della revisione della direttiva MiFID 2.
“Ribadiamo il nostro sostegno agli obiettivi generali del framework MiFID 2 e MiFIR che, per la maggior parte, funziona come previsto”, specifica Tanguy van de Werve, direttore generale dell’Efama.
Nella sua risposta, Efama invoca maggiore flessibilità agli investitori professionali e alle controparti qualificate. “A questi tipi di investitori dovrebbe essere consentito di rinunciare a molti requisiti in materia di divulgazione dei costi e protezione degli investitori o dovrebbe essere al di fuori del campo di applicazione, essendo autorizzato a recedere”, scrive l’associazione.
Sempre sull’argomento protezione degli investitori, l’Efama si dice d’accordo con l’idea di “clienti semi-professionali” e l’intenzione di fornire la necessaria flessibilità per questi tipi di clienti ma non ritiene che la creazione di una nuova categoria di clienti ‘semi-professionali’ “sia la strada giusta da percorrere”.
L’associazione incoraggia la Commissione a eliminare l’avviso (alert in inglese, ndr) di deprezzamento del 10% degli asset investiti in quanto “incoraggia comportamenti di breve termine, non fornisce alcun valore aggiunto per i clienti retail e aumenta i costi operativi” che servono a predisporre e inviare la segnalazione.
L’Efama si allinea all’Esma sulla questione retrocessioni e si dice non d’accordo con il divieto assoluto di incentivi in quanto avrebbe conseguenze sostanziali e di vasta portata in termini di accesso globale alla consulenza in materia di investimenti per tutti i cittadini europei.
Infine, Efama tocca il tema dei fondi di investimento alternativi al dettaglio, che dovrebbero automaticamente essere considerati strumenti finanziari non complessi che possono essere venduti in regime di “execution-only”.
