Emergenti, opportunità in Argentina e Turchia
Ankara non è affatto in una posizione sicura, ma resta il fatto che si tratta di una grande economia manifatturiera alle porte dell’Europa, quindi le prospettive sono interessanti
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“La crescita dell Cina per il 2018 sarà compresa tra 6,4% e 6,5%. Guardando avanti, l’impatto dei dazi si farà sentire piuttosto in fretta, mentre gli effetti delle misure adottate dalle autorità cinesi impiegheranno più tempo a manifestarsi. Di conseguenza, nel primo trimestre del 2019 la crescita potrebbe rallentare fino al 5,75%. Sono livelli mai registrati nella storia recente. Tuttavia, grazie alle misure adottate, il rallentamento sull’intero anno sarà meno pronunciato: nel 2019 la crescita probabilmente si aggirerà intorno al 6%, rimanendo comunque inferiore a quella del 2018”. Penelope Foley, co-gestore del fondo TCW emerging markets income, TCW, presenta il suo outlook sugli Emergenti.
In generale “per il prossimo anno ci aspettiamo una crescita deGLI Emergenti su livelli simili al 2018, attorno al 4,7%. Diversi Paesi come il Brasile, l’Argentina e la Turchia hanno registrato significative contrazioni dell’espansione economica negli ultimi 12-18 mesi e usciranno da questa fase verso la metà dell’anno prossimo. Ci aspettiamo inoltre performance migliori in Medio Oriente e in alcuni Paesi africani”.
“Tra gli Emergenti – sottolinea l’analista – vi sono diversi Paesi con significative opportunità di alpha derivate da un possibile miglioramento della gestione economica. Un esempio è il Brasile, dove il presidente neoeletto si propone di adottare politiche economiche ortodosse e può contare su una squadra di economisti relativamente solida. Ovviamente, l’aspetto cruciale sarà l’implementazione, che andrà costantemente monitorata”.
Anche Paesi come “Argentina ed Egitto, che possono contare sul supporto di programmi significativi del Fmi, appaiono particolarmente interessanti. Ulteriori opportunità sono offerte dal Medio Oriente, il cui debito investment grade al momento è molto a buon mercato”.
“In Asia, vale la pena concentrarsi su Paesi specifici come Indonesia, India e altri mercati di dimensioni minori che potrebbero beneficiare dell’impatto della trade war sulla Cina”, conclude la Foley.
