Verso rendimenti modesti. Ecco perché
Con tutta probabilità né il mercato del reddito fisso né quello delle azioni genereranno guadagni comparabili a quelli osservati negli anni successivi alla crisi finanziaria
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Guerra commerciale, amministrazione Trump, contesto europeo rischioso, gli stimoli fiscali e monetari a sostegno della crescita in Cina, con un occhio alla politica monetaria e, nello specifico, all’azione della Fed. Sono questi, secondo Maria Paola Toschi, global market strategist di J.P. Morgan Asset Management, i temi a cui gli investitori dovranno prestare attenzione nel 2019. Vediamone alcuni.
In generale, spiega l’economista, “la correzione del 2018 è stata dettata dalle preoccupazioni sulla tenuta del ciclo economico. In base ai dati di consenso il 2019 è ancora un anno di crescita sopra il potenziale, ma con rischi al ribasso. L’Eurozona si trova ancora in un contesto di moderata espansione, nonostante le preoccupazioni che suscitano Francia e Italia”. La Cina sta rallentando la sua crescita ma, per il 2019, Toschi non si sbilancia e aspetta di vedere quali effetti produrrà “la combinazione di politiche monetarie e fiscali per rilanciare la crescita messa a punto da governo di Pechino”. Sul fronte guerra commerciale, invece, la parola d’ordine è cautela. Anche se l’esperta intravede “segnali incoraggianti già dalla fine del 2018, quando è stata siglata una tregua tra Usa e Cina”.
Per quanto riguarda gli Stati Uniti “a fine anno la crescita sembra destinata a essere inferiore al 2%, ma nel breve termine una recessione appare ancora improbabile. Finora l’economia statunitense non è stata eccessivamente colpita, ma la corsa, spinta dagli sgravi fiscali, è destinata ad affievolirsi nel corso del 2019. L’impatto del rallentamento della domanda globale comincerà a farsi sentire, mentre l’incertezza peserà sulle intenzioni di spesa in conto capitale degli Stati Uniti”.
Tutto questo è sufficiente a provocare una vera e propria recessione e un mercato ribassista più significativo? “È possibile che si verifichi un circolo vizioso per cui le aziende taglino non solo il capex, ma anche le assunzioni. Un mercato del lavoro più debole potrebbe di conseguenza frenare la spesa dei consumatori, che è il fondamento dell’economia statunitense. In questo contesto incerto – argomenta Toschi – abbiamo pensato che un adeguamento dell’allocazione verso un portafoglio più bilanciato fosse più appropriato rispetto agli ultimi nove anni”.
Nell’azionario, “c’è il rischio di sovrappeso su titoli small cap, growth e di bassa qualità. Nell’ambito del reddito fisso, i titoli di Stato statunitensi a più lungo termine potrebbero rappresentare un fattore di equilibrio, ma il sovrappeso sul credito appare rischioso e gli investitori dovranno essere selettivi. Considerati i rischi in alcune aree del mercato del reddito fisso, gli investitori potrebbero anche prendere in considerazione strategie alternative absolute return, con la possibilità di avere coperture sull’azionario senza dipendere esclusivamente dal reddito fisso per ridurre il rischio”.
“Negli ultimi nove anni, le azioni e le altre attività di rischio hanno prodotto forti rendimenti. Il nostro obiettivo a breve termine è consolidare questi rendimenti con un portafoglio più bilanciato. Sebbene difficile da gestire, la volatilità potrebbe però anche creare opportunità. Quando arriverà questo momento sarà importante avere cartucce da poter sparare”, conclude Toschi.
