Coronavirus, è tempo di un check-up al portafoglio?
Emotività e processi sistematici, come si gestisce il rischio di un portafoglio ai tempi del coronavirus? E il rapporto con i clienti/investitori? Gli esperti a confronto
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La crisi da coronavirus si è immediatamente riflessa sui mercati finanziari portando all’attenzione un problema non nuovo per gli studiosi del settore, quello dell’irrazionalità nelle scelte d’investimento.
I dati di settore per i mesi di febbraio e marzo confermano i classici bias comportamentali cui sono soggetti gli investitori nelle fasi di panico dei mercati, quando cioè la scelta più facile da prendere può rivelarsi, nel lungo periodo, quella più dolorosa.
“Il problema principale per saper investire consapevolmente è la capacità che abbiamo di gestire l’informazione e sulla base di questa prendere una decisione di investimento. Questa capacità può essere molto forte, quella dei bene informati – in genere operatori del settore che hanno un orizzonte di investimento di lungo periodo”, spiega Michele Clementi, professore a contratto presso il dipartimento di scienze statistiche dell’Università di Bologna, tirando in ballo le teorie di efficienza del mercato di Eugene Fama.
Il ciclo psicologico degli investitori; Fonte: Schroders
“Tralasciando chi ha una capacità semi forte di interpretazione dell’informazione – spiega il docente – purtroppo la massa è quella che ha una capacità interpretativa debole e si lascia suggestionare dalle news, prediligendo come spesso capita, le notizie negative. Inoltre, hanno una visione del futuro di breve periodo ed unendo le due cose, è normale che l’investitore retail commetta sovente errori di investimento non sapendo che spesso nei mercati finanziari, nel lungo periodo, ‘bad news is good news’”.

Il punto è proprio saper guardare con il giusto orizzonte temporale, ma non è l’unico fattore su cui far leva per mantenere i nervi saldi. “Bisogna prepararsi preventivamente alla possibilità che il mercato possa riservare delle sorprese sgradite”, suggerisce Giovanna Matarese, consulente finanziario fee only per Gamma Capital Markets. Ecco come fare per prepararsi all’appuntamento con le discese di mercato nel migliore dei modi.

Una delle strategie suggerite da Matarese per evitare di rimanere scottati da repentini cambi di umore dei mercati è quello di non arrivare sui picchi di mercato con i portafogli totalmente investiti. “Quando si stima che le quotazioni siano sopravalutate – come a fine 2019 – sarebbe meglio arrivare sui massimi con percentuali di rischio adeguate sia alla tolleranza al rischio del cliente, sia a quella che è la situazione del mercato”, spiega l’esperta di Gamma Capital Markets.
Ciononostante, gli investitori, se non guidati passo passo da un bravo consulente, sembrano fare il contrario. “È raro riuscire a comprare esattamente sui minimi di mercato, ma ciò che si può fare con maggiore facilità è abbassare la media dei prezzi di acquisto nel tempo”, suggerisce Nick Kirrage, fund manager – Equity Value di Schroders.
“Il nostro consiglio ovviamente è quello di tenere la barra dritta e semmai lavorare a monte sull’asset allocation al fine di rendere il portafoglio il più robusto possibile utilizzando anche asset class decorrelate come ad esempio fondi long short e oro”, analizza Alessandro Guzzini di Finlabo Sim.
In questo caso i correttivi a questo tipo di pericoli “sono in capo a noi consulenti finanziari”, chiarisce Matarese che suggerisce di procedere con ingressi sui mercati a piccole dosi ma mirati: “I minimi di mercato sono i momenti migliori per iniziare a costruire piani di accumulo”, i così detti Pac.
Anche dal punto di vista di un gestore – come ricorda Kirrage di Schorders – vale la stessa regola: “Si tratta semplicemente di avere un piano e gestire le proprie emozioni entrando nel mercato lentamente tramite investimenti regolari”.
