Conoscenze e competenze dei CF: bene la certificazione ma serve formazione continua
È quanto emerso durante il dibattito sulle linee guida ESMA in occasione dell’EFPA Italia Meeting 2018
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“Una delle precondizioni alla base di un circolo virtuoso finanza-crescita-benessere finanziario è che gli individui siano consapevoli delle loro attitudini e conoscenze in modo da poter compiere scelte finanziarie adeguate” perché “non c’è peggior investitore di colui che non sa di non sapere”. Lo ha sottolineato il neo presidente della Consob, Mario Nava, nel corso del suo primo intervento all’incontro annuale con il mercato finanziario.
Dal lato della domanda, rappresentata da famiglie e risparmiatori, la tutela del risparmio passa dall’educazione finanziaria. A questo proposito, ha spiegato Nava riportando alcuni dati che Consob ha elaborato sulla base di propri studi, “c’è molto da fare. Il 40% dei cittadini non sa valutare le proprie conoscenze finanziarie, il 50% è a disagio con la finanza e un altro 50% non è interessato”.
Inoltre, la maggior parte degli italiani “non ha un piano finanziario né legge la specifica informazione, e quasi il 40% investe senza comprendere”. Proprio l’inconsapevolezza dei risparmiatori della scarsa competenza in materia finanziaria, ha sottolineato il presidente Consob, “genera attitudini che mis-informano le scelte finanziarie”, con un risultato “sub-ottimale, in cui oltre la metà dei risparmiatori si affida all’informal advice“, piuttosto che rivolgersi ai professionisti degli investimenti.
Le rilevazioni Consob, ha detto ancora Nava, confermano un dato noto, ossia il livello ancora basso di conoscenze finanziarie, a partire da nozioni base quali inflazione (53%), relazione rischio-rendimento (52%) e diversificazione del portafoglio (33%). Da qui la necessità – ha spiegato Nava – di spingere sull’alfabetizzazione finanziaria dei cittadini e nello stesso tempo aiutare le imprese a entrare nel mercato rimuovendo gli ostacoli alla loro quotazione.

“Per rilanciare la piazza finanziaria italiana bisogna agire sia sull’offerta (imprese) che sulla domanda, dando sostegno a risparmio e investitori”. Per farlo “bisogna riconquistare la fiducia, ma su un punto bisogna essere chiari: la tutela pubblica del risparmio non può significare l’azzeramento del rischio di investimento”, ha affermato Nava. “Se non c’è rischio, non ci può essere rendimento. In altre parole il risparmio è diverso dall’investimento”, ha spiegato Nava, sottolineando che comunque “non c’è partecipazione senza fiducia e la fiducia si alimenta con un sistema integrato di tutele”. Infatti, per Nava “le persone devono essere messe in grado di orientarsi tra strumenti e servizi sempre più diversificati e, in un futuro non troppo lontano, tra prodotti sempre più innovativi e canali distributivi anche digitali”
Insomma, la parola d’ordine è “stimolare l’apporto di capitale di rischio” e, più in generale, “una maggiore diversificazione della struttura finanziaria delle imprese ricorrendo a fonti di finanziamento alternative al credito bancario”. Una particolare attenzione, ha anche ricordato Nava, sarà prestata alle Pmi che hanno già beneficiato dell’apporto dei Pir, i Piani individuali di risparmio grazie ai quali “un’evoluzione incoraggiante è stata registrata sull’AIM (mercato delle piccole e medie imprese), per effetto anche della domanda generata nel 2017 dai Pir, con un numero di società che ad oggi raggiunge i 105 emittenti e con una capitalizzazione complessiva che è quasi raddoppiata rispetto allo scorso anno”.
Vigilanza proattiva, le sei linee di azione per rilanciare la Consob
Cosa farà la nuova Consob? Per il suo settennato Nava si pone l’obiettivo di una “vigilanza proattiva” che vuole “anticipare e prevenire condotte scorrette dovute ad ambiguità delle norme”, contrastando fenomeni abusivi. “Il collegio che presiedo”, afferma, vuole “rilanciare il mercato e l’Autorità” e orientare il mercato perseguendo sei linee d’azione che hanno obiettivi ben chiari: il sostegno all’accesso al mercato, la qualità delle imprese sul mercato con l’informazione non finanziaria, la tutela del risparmio e degli investitori, l’educazione finanziaria, il potenziamento dell’Arbitro per le controversie finanziarie, il rilancio della Consob nei fora internazionali.
“Tutto ciò riempirà di contenuti il concetto di vigilanza proattiva che credo costituisca la maggiore novità di questo collegio”, ha detto Nava aggiungendo che “bisogna fare le regole e non subirle. Ecco perché secondo serve una maggiore presenza a livello internazionale della Consob” così da far crescere la piazza finanziaria italiana e favorire lo sviluppo di un ecosistema di servizi finanziari avanzati, a beneficio anche delle piccole imprese.
“L’Italia e’ la nona – o l’ottava, in altalena con il Brasile – economia al mondo in termini di prodotto, secondo i dati Iosco, solo la 17esima in termini di piazza finanziaria. Uno dei miei obiettivi sara’ chiudere questo divario” ha affermato Nava. “I mercati finanziari devono essere al servizio dell’economia reale, ossia della crescita collettiva e del benessere individuale e collettivo. Non per nulla si parla di servizi finanziari”. Mentre oggi il mercato azionario italiano è piccolo, non solo in termini di capitalizzazione ma anche per numero di società quotate, 240, “nettamente inferiore a quello di altri mercati europei”.
Gestire Brexit e migliorare attrattività Italia
In uno dei passaggi conclusivi del suo discorso Nava si è soffermato sulla necessità di gestire il passaggio della Brexit, da cui l’Italia potrebbe anche trarre vantaggio. “In un’ottica comune europea bisognerà gestire Brexit e il post-Brexit. È indispensabile che gli operatori di mercato siano pienamente consapevoli dell’impatto della Brexit sulle loro attività e sul loro modello di business, e che diano attuazione ai piani di adattamento”, ha aggiunto Nava. Sempre in ottica Brexit “è importante coltivare l’interesse degli operatori esteri verso la piazza finanziaria italiana, adottando misure per aumentarne l’attrattività”, ha continuato Nava, ricordando che “il ricollocamento in Italia di soggetti attualmente stabiliti in Gran Bretagna sta già avendo luogo, ad esempio, per quel che riguarda i team italiani di alcune banche e fondi di investimento”. Per attrarre in Italia, ha concluso Nava, “un elemento è la capacità amministrativa del supervisore: si potrebbe introdurre una sezione del sito, percorsi accelerati e semplificati per adempimenti relativi al licensing, passport, reporting e, ovviamente, l’uso dell’inglese nei rapporti tra la Consob e gli operatori che lo desiderano”.
Decisori politici rispettino Consob e mercato
A conclusione del suo intervento Nava ha rivolto un messaggio alla politica, protagonista delle ultime settimane e fonte primaria delle turbolenze del mercato. “Il rispetto dell’indipendenza della Consob e il rispetto dei delicati meccanismi di mercato da parte di tutti gli operatori di mercato e di tutti i decisori politici è essenziale per la stabilità e la prosperità economica del Paese”.
Nava ha ricordato le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla responsabilità comune per consolidare la fiducia come condizione necessaria per la stabilità e la tutela dei risparmi. “Io aggiungo: ricordiamoci sempre che il mercato non è un’entità astratta. Il mercato siamo noi”.
