Azionario cinese, approfittare del sell-off in vista degli stimoli
Janus Henderson Investors ha iniziato a ridurre le posizioni in alcune imprese di consumo e ad orientarsi verso l'edilizia e i settori beneficiari del piano d’investimenti di Pechino
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Nonostante i dati marco contrastanti delle diverse parti del mondo, l’incognita coronavirus e le negoziazioni per la Brexit, conviene puntare ancora sugli asset di rischio. Con un imperativo: diversificare. A sostenerlo è Esty Dwek, head of global market strategy di Natixis Investment Managers Solutions, che prova a fare il punto della situazione in mezzo a tanta incertezza.
A cominciare dai dati recenti sullo stato di salute dell’economia glovale: più forti del previsto negli Stati Uniti, più deboli nell’Eurozona e deludenti in Giappone. “Ma, sebbene le interferenze dovute all’epidemia di coronavirus possano avere un impatto sui dati in arrivo, in particolare in Asia, riteniamo che il contesto globale rimanga favorevole”, assicura l’esperta sottolineando come il sentiment dei consumatori statunitensi sia migliorato, il mercato del lavoro abbia generato 225.000 nuovi posti a gennaio e l’indice manifatturiero Pmi a gennaio sia tornato in territorio espansivo.
“Il Pil del Giappone si è ridotto del 6,3% su base annua in seguito all’aumento dell’Iva, e potrebbe subire una recessione tecnica poiché l’impatto dell’epidemia rappresenta un rischio aggiuntivo per l’economia – aggiunge però -. La crescita nell’area dell’euro rimane lenta, con un tasso pari allo 0,1% nel quarto trimestre, a ritmo sicuramente più basso di quello tenuto durante la crisi di sette anni fa. Il sentiment economico della Germania ha subito un forte peggioramento a causa delle conseguenze dell’epidemia di coronavirus previste per gli esportatori. Anche gli ordini di fabbrica e la produzione manifatturiera sono stati più deboli sia in Germania che in Francia, e questa situazione può solo venire esacerbata dall’epidemia e dal rallentamento della crescita cinese”.
Ovviamente, secondo la Dwek, la recente epidemia di coronavirus avrà con tutta probabilità un impatto significativo sui dati cinesi del primo trimestre e, nel tentativo di attutire il colpo, la Cina ha dimezzato le tariffe su 75 miliardi di dollari di merci americane, la People’s Bank of China ha tagliato di 10 punti base i tassi sui repo, così come il tasso sui prestiti a medio termine iniettando liquidità. “Ci aspettiamo ulteriori stimoli in tal senso – afferma -. La politica interna tedesca è stata messa a dura prova quando Annegret Kramp-Karrenbauer, il successore scelto dalla Merkel, ha annunciato il suo ritiro dalla CDU, dando vita a un’alleanza regionale con il partito di estrema destra noto per le sue posizioni contro l’immigrazione. Anche se non sono previste elezioni anticipate, i dubbi sulla successione alla Merkel continueranno anche nei prossimi mesi. Questo potrebbe anche limitare il potenziale di sostegno fiscale, anche se sono previste politiche leggermente più espansive”.
Intanto, l’inizio delle negoziazioni tra il Regno Unito e l’Unione Europea sta prendendo una brutta piega, poiché Londra sta mostrando di volere una Brexit ‘più dura’ di quanto immaginavano e speravano gli europei. “Ci aspettiamo che le tensioni permangano nei prossimi mesi, ma riteniamo che lo scenario peggiore, ovvero un’uscita senza accordo, sarà evitato. Il cambiamento nel Cancelliere nel Regno Unito suggerisce che gli stimoli fiscali saranno presentati nel budget di bilancio il prossimo 11 marzo, al fine di sostenere la fragile economia britannica”, prosegue l’esperta, che, quanto all’Italia, sottolinea come le elezioni regionali abbiano inferto un duro colpo a Salvini, facendo sì che la fragile coalizione possa continuare a resistere per qualche tempo e supportando quindi una forte ripresa delle azioni e dei titoli di stato italiani.
Passando al dollaro Usa, il biglietto verde è salito di oltre il 2,5% nelle prime sei settimane del 2020, sfruttando la domanda di coloro che erano alla ricerca di rifugio sicuro, la migliore crescita e l’elevata domanda di titoli del Tesoro Usa. “Riteniamo che il recente rialzo sia destinato a continuare, poiché le preoccupazioni relative agli effetti dell’epidemia persistono – sostiene la Dwek -. I mercati azionari hanno continuato a progredire nonostante l’epidemia di coronavirus, aiutati da guadagni più consistenti del previsto e da una liquidità abbondante. Le principali banche centrali sono pronte ad allentare ulteriormente la politica, ma non prevediamo ulteriori tagli dei tassi nel 2020. In questo contesto, ci aspettiamo che le azioni continuino a progredire nel 2020, anche se valutazioni ricche potrebbero contenere i rendimenti”. Le azioni EM si sono riprese dalla flessione di inizio anno, stimolate dalla ripresa del mercato cinese, e sono sulla buona strada per consolidare l’anticipo del 2019, secondo l’esperta. “Tuttavia, il dollaro più forte rimane un ostacolo e le storie idiosincratiche suggeriscono che la selezione resta un elemento chiave”, mette in guardia.
Con oltre il 75% della stagione dei guadagni del quarto trimestre completata, la crescita dei profitti ha finora superato le aspettative. I guadagni sono aumentati dell’1,2% da inizio anno, spingendo gli analisti ad aspettarsi una robusta crescita dei profitti da parte delle aziende statunitensi nel 2020, nonostante il potenziale impatto del coronavirus. “Riteniamo che la crescita dei profitti possa mostrare sorprese al rialzo nei prossimi trimestri, aiutando i mercati a crescere”.
I rendimenti dei governativi rimangono a livelli molto bassi, mentre permangono le preoccupazioni per l’impatto dell’epidemia sulla crescita globale e sulle aspettative di inflazione. In effetti, i flussi recenti verso i fondi obbligazionari sono stati molto consistenti, il che suggerisce agli investitori di non aspettarsi una ripresa delle pressioni sui prezzi, a detta della Dwek. I rendimenti a 10 anni dei Treasury si aggirano intorno all’1,55%, i Bund sono a -0,4% e i rendimenti a 10 anni di Italia e Grecia sono entrambi inferiori all’1%. “Riteniamo che ci vorrà del tempo prima che i rendimenti possano salire, data la crescita ancora debole e la bassa inflazione, nonché le banche centrali accomodanti. Pur ritenendo che i rendimenti dovrebbero essere un po’ più elevati nel 2020, manteniamo una certa esposizione ai segmenti core come protezione. Manteniamo la nostra preferenza per il credito, sia negli Stati Uniti che in Europa, rispetto al debito sovrano, in quanto i titoli sovrani rimangono sopravvalutati”, è la sua tesi.
Gli spread creditizi nello spazio investment grade hanno continuato a restringersi e, dopo l’allargamento all’inizio del mese, si sono ristretti anche gli spread degli high yield. L’esperta si aspetta quindi che gli spread rimangano per il momento entro i confini, che assorbano anche alcuni rendimenti più elevati e che vedano ancora un rischio sistemico ridotto. “Continuiamo a vedere opportunità tra gli high yield, anche se più ci muoviamo avanti nel ciclo, più è probabile che la domanda di titoli investment grade possa aumentare. Continuiamo a vedere opportunità interessanti nel debito dei mercati emergenti in valuta, dove gli spread hanno continuato a restringersi. Senza una visione chiara degli effetti dell’epidemia di coronavirus, ci aspettiamo un percorso impegnativo con una maggiore volatilità a breve termine, anche se la nostra aspettativa è che le attività di rischio continuino a guadagnare maggiormente nel tempo. Continuiamo comunque a diversificare attraverso strategie flessibili e a ritorno assoluto, come per esempio gli alternativi liquidi”, conclude.
