MiFID II, mini-guida per consulenti e gestori
È entrata in vigore nel nostro paese la direttiva europea volta ad aumentare la trasparenza delle negoziazioni e a rafforzare i presidi di tutela degli investitori.
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“Il mercato dei fondi paneuropeo è senza dubbio molto vivace”, rileva in una sua analisi Jake Moeller, Head of Lipper UK & Ireland Research – Thomson Reuters. Infatti, secondo i dati di Thomson Reuters Lipper, nel 2017 l’industria ha superato i 10 trilioni di euro totali di AUM. I flussi netti di circa 600 miliardi di euro alla fine del terzo trimestre hanno rappresentato il risultato più elevato dal 2004. Ma quali sono le sfide a cui andranno incontro i gestori nel nuovo anno? E in che modo le affronteranno?
Moeller riprende i dati di Thomson Reuters Regulatory Data per ricordare che “nel 2015 ci sono stati circa 51.000 aggiornamenti normativi a livello globale. Per il Regno Unito e per i gestori di fondi europei c’è stato molto su cui ragionare nel 2017 e lo stesso avverrà anche nel 2018”. Infatti, non c’è solo la MiFID II ad attirare l’attenzione generale, ma anche disposizioni come EMIR, Basilea III, Solvency II, AIFMD e altre ancora. I fund manager si trovano quindi a dover esaminare molto da vicino i loro modelli di business.
European Mutual Fund Market – Net Fund Flows by Product Type to Q3 2017 (€bn). Fonte: Thomson Reuters Lipper.
“Nonostante la forte crescita, le dinamiche di prodotto sono cambiate – spiega Moeller – Dal 2004 al 2014 i fondi passivi e gli Etf hanno contribuito in media al 7% del totale delle vendite annuali di tutti i fondi in Europa. Per il 2015 questa media è balzata al 32%. Per il 2016 era del 24% e per il 2017 (fino al terzo trimestre) era del 14% circa”.
Secondo l’esperto di Lipper “è impossibile prevedere con precisione come andranno i mercati nel 2018” ma “ci sarà sicuramente un impatto sul numero di fondi in vendita agli investitori europei e britannici”. Moeller cita quindi i dati di Accelerando Associates, società di consulenza per la distribuzione di fondi, secondo cui il mercato americano dei fondi comuni di investimento da 16 trilioni di dollari ha circa 9.500 fondi comuni di investimento, con un patrimonio medio di 1,7 miliardi di dollari. In confronto in Europa ci sono circa 11.000 fondi transfrontalieri con una dimensione media del fondo di soli 260 milioni di euro.
“I dati di Lipper mostrano che i nuovi lanci di fondi in Europa (incluso il Regno Unito) per il 2017 (fino al terzo trimestre) sono in calo del 49% rispetto al 2012. Non sorprende che la concentrazione di fondi in Europa sia considerevole. Il mercato dei fondi U.K., ad esempio, detiene quasi il 40% delle sue attività totali in soli 100 fondi”.
Un altro fenomeno evidenziato da Moeller vede le Sgr sotto pressione per ridurre i loro team di vendita. “Accelerando Associates indica che l’80%-90% dei ricavi delle case di investimento sono generati dal 10%-20% del personale di vendita; c’è il potenziale per vedere gli attuali team di vendita ridursi in media del 35% nei prossimi tre-cinque anni”.
In conclusione, secondo Jake Moeller, anche in un contesto di ulteriore crescita dell’industria “il 2018 rappresenterà senza dubbio un anno di consolidamento delle gamme di fondi, di team di vendita più compatti e, presumo, di maggiori lanci di prodotti basati ‘rules-based’”. Una rotazione a ciclo avanzato in uscita dai prodotti passivi, sostiene l’analista, potrebbe essere forse un tema per dicembre 2018.
