Bce, futuro meno accomodante
La Banca centrale europea dà il via al tapering. Dall’1 aprile è calato il ritmo di acquisti di obbligazioni. Ma il quantitative easing proseguirà fino a fine anno
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Negli ultimi mesi azioni, obbligazioni, valute e materie prime hanno preso strade differenti dopo la loro simultanea ascesa seguita a quella che ormai è nota come la “grande recessione”. Quindi la correlazione che aveva caratterizzato l’andamento di molti asset sta volgendo al termine esponendo gli investitori a nuove opportunità e nuovi rischi.
È questa la tesi illustrata da Christopher Whittall sulle pagine del Wall Street Journal nell’articolo intitolato “Falling Correlations Spell Opportunity for Investors”. A favorire gli andamenti correlati, secondo gli investitori, sarebbero state le massicce azioni di stimolo da parte delle banche centrali. Ora si prevede che questi stimoli cominceranno progressivamente a calare, riducendo tale influenza sui mercati.
Si aprono perciò nuovi spazi per i gestori? Forse. Whittall ricorda che ottenere performance positive richiede maggiore abilità quando i prezzi dei vari asset possono salire o scendere. E alcuni numeri danno già una prima dimostrazione che la gestione attiva sta iniziando ad avere prestazioni migliori. Infatti, secondo un recente report di Bank of America Merrill Lynch, a gennaio oltre la metà dei gestori statunitensi large-cap ha battuto i benchmark.
Le opinioni degli analisti sull’andamento dei mercati finanziari nei prossimi mesi sono contrastanti. In questo contesto di così difficile interpretazione aumenta il bisogno di focalizzarsi sull’asset allocation, un approccio prudente alla gestione e una pianificazione di lungo termine. La gestione attiva sembra la risposta naturale a tale esigenza.
