Unione mercati capitali, Commissione Ue svela nuovo piano
Efama: "Cmu pietra miliare. Per realizzarla serve attiva collaborazione Stati membri"
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La Commissione europea ha appena annunciato l’imminente emissione di bond Sure per un ammontare fino a 100 miliardi di euro. Le obbligazioni andranno a finanziare lo strumento – Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency, o Sure, appunto – ideato per contribuire alla protezione dei posti di lavoro e dei lavoratori, sul quale è da poco arrivata l’approvazione del Consiglio, che dà via libera al sostegno a favore di 16 stati membri, tra cui l’Italia.
In relazione all’emissione obbligazionaria, la Commissione ha adottato un quadro per le obbligazioni sociali sottoposto a valutazione indipendente, in modo da garantire ai sottoscrittori che i fondi mobilitati con i bond saranno realmente destinati a scopi sociali. “Stiamo utilizzando ogni euro a nostra disposizione per preservare l’occupazione in Europa e ridurre l’impatto sociale della pandemia di coronavirus”, ha dichiarato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen.
Le obbligazioni collegate a Sure saranno social bond con una chiara impostazione Esg, allineati ai quattro pilastri che compongono i Social Bond Principles (SBP) stabiliti dalla International Capital Market Association (ICMA), ovvero l’uso dei proventi, la selezione dei progetti, la gestione dei proventi e il reporting.
La Commissione è autorizzata dai Trattati europei per utilizzare i mercati internazionali del debito per raccogliere risorse a nome dell’Ue per iniziative a sostegno degli Stati membri. L’emissione di bond direttamente dalla Commissione presenta evidenti vantaggi rispetto alle emissioni a livello nazionale, visto che l’istituzione vanta una tripla A attribuita da tutte le agenzie di rating, a testimonianza anche del fatto che il debito è garantito dal budget di tutti i Paesi Ue. “Raccoglieremo fondi sul mercato per sostenere i regimi nazionali di riduzione dell’orario lavorativo, tramite il nostro strumento Sure. E lo faremo emettendo obbligazioni sociali, per garantire che gli investimenti siano destinati a finanziare misure che avranno un impatto sociale positivo. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, saranno erogati 87,4 miliardi di euro a 16 Paesi dell’UE per proteggere i posti di lavoro. Altri Paesi riceveranno forme di sostegno diverse”.
Di queste risorse, all’Italia dovrebbe arrivare la fetta più consistente, pari a 27,4 miliardi. Il secondo Paese che beneficia maggiormente della misura è la Spagna, con 21,3 miliardi, seguita da Polonia (11,2 miliardi) e Belgio (7,8 miliardi). Gli altri beneficiari sono Bulgaria, Cechia, Grecia, Croazia, Cipro, Lettonia, Lituania, Malta, Portogallo, Romania, Slovacchia e Slovenia. Non è ancora arrivata l’approvazione per le risorse che dovrebbero essere destinate all’Ungheria.
I fondi raccolti saranno trasferiti agli Stati membri beneficiari sotto forma di prestiti, che consentiranno loro di coprire i costi direttamente connessi al finanziamento di iniziative nazionali delle misure adottate in risposta alla pandemia per proteggere l’occupazione. Per quanto riguarda l’Italia, in particolare, la decisione del Consiglio Ue menziona le misure per la riduzione degli orari di lavoro dei dipendenti, le misure di sostegno al reddito per gli autonomi, la cassa integrazione guadagni, i congedi parentali e i voucher per il baby-sitting.
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