Fed, a Jackson Hole i mercati sperano in un tapering “dovish”
Attesa per il discorso di Powell per capire se l’annuncio di chiusura dei rubinetti arriverà già a settembre o più avanti. Le previsioni dei gestori
3 min
A poche ore dall’avvio del simposio di Jackson Hole, la Bce ruba per qualche minuto la scena alla Fed, ribadendo la sua linea accomodante e rendendo più evidenti le divergenze con i colleghi d’Oltreoceano. Dopo che ieri il capo economista, Philip Lane, ha blindato il Qe e sottolineato che il meeting di settembre non è l’occasione adatta per cominciare a discutere di un’eventuale fine del Pepp, oggi i verbali del consiglio direttivo del 21-22 luglio ribadiscono le preoccupazioni sulla tenuta della ripresa.
“La diffusione delle nuove varianti del Covid-19 continua a essere una delle principali preoccupazioni per la ripresa economica globale e dell’area dell’euro”, si legge nelle minute di Francoforte. Per i banchieri centrali europei la ripartenza dell’economia del Vecchio Continente “sta procedendo”, ma sul rimbalzo pesano anche “crescenti strozzature nelle forniture”.
Anche per questo nel corso del meeting è stato “reiterato che mantenere condizioni di finanziamento favorevoli su tutti i settori per la durata della crisi pandemica resta essenziale perché l’attuale rimbalzo si trasformi in un’espansione durevole e per contrastare gli impatti negativi della pandemia sull’inflazione”. Buone prospettive, intanto, per il mercato del lavoro, che ha sì continuato a soffrire a causa dalla pandemia, ma per il quale ora indicatori e sondaggi “segnalano una robusta crescita dell’occupazione nei prossimi mesi”.
Infine, un chiarimento sulla nuova guidance della Banca centrale europea che, è stato sottolineato nel corso del board, “non implica necessariamente tassi bassi per più tempo” se vengono raggiunti gli obiettivi d’inflazione.
Una Bce colomba, insomma, che però continua ad avere al suo interno una parte del board che preme per un cambiamento. Lo dimostrano proprio minute nella parte i cui riportano come la revisione della forward guidance sia stata frutto di un ampio dibattito. Dai verbali risulta infatti che la versione definitiva è stata rivista due volte prima di ottenere il consenso dei governatori, consenso che è stato non unanime ma a larga maggioranza, mentre i capi della banca centrale tedesca e belga hanno mantenuto le loro riserve rispetto al testo definitivo.
Le riserve espresse dai governatori che non hanno approvato il testo erano rapportate in particolare alla possibilità implicita nella guidance di un overshooting del target di inflazione più persistente e al rischio che la guidance possa sembrar promettere tassi di interesse ai livelli attuali o più bassi per un periodo molto lungo senza una clausola esplicita di uscita da queste condizioni.
.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.
