Azionario tech: “Opportunità mai viste nel corso della mia carriera”
“Le opportunità recentemente emerse nel settore della tecnologia sono le più interessanti mai viste nella mia carriera”, dice un fund manager a FocusRisparmio. Ecco dove investe
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Oggi esistono tre grandi aree del mercato azionario dove guardare. Ognuna di esse richiede un approccio d’investimento differente, a seconda delle prospettive dei titoli che vi fanno parte.
Jody Jonsson, global equity portfolio manager di Capital Group, ci spiega quali sono queste aree e come opera di conseguenza a questa suddivisione. L’esperta spiega a FocusRisparmio le sue posizioni sulle multinazionali che sono i grandi vincitori del post-pandemia – da Amazon (al 31 maggio era la prima posizione del fondo gestito dalla fund manager) a Microsoft; poi ci sono quelle imprese che hanno subito un impatto negativo ma temporaneo sul giro d’affari – Visa e Mastercard; e infine quelle che subiscono un danno permanente sul loro business, tipicamente le società legate ai viaggi.
Per le prime il trend di crescita è “destinato a perdurare anche dopo l’epidemia”. Sulle seconde, invece, Jonsson suggerisce di “incrementare le posizioni sui cedimenti”. Per la terza categoria bisogna esser bravi a capire capire “per quanto tempo riusciranno a sopravvivere con ricavi molti esigui o nulli”.
Il fondo si concentra in aziende multinazionali che traggono vantaggio dal cambiamento dei modelli di commercio globale, e non esclusivamente dall’aumento del volume del commercio globale e in particolare alla sua capacità di reggere bene in tempi di crisi. Cerchiamo multinazionali che si sono espanse con successo al di fuori dei loro mercati nazionali, ma in particolare quelle che hanno saputo affrontare la sfida di nuovi ambienti di business e sono diventate più flessibili nel processo. Il mondo sarà anche cambiato molto dall’inizio della pandemia, ma la nostra filosofia a lungo termine no.
Scegliamo titoli di qualità con un orizzonte di lungo periodo. Cerchiamo di evitare un eccessivo turnover all’interno del portafoglio, tuttavia, è naturale che la crisi offra l’opportunità di trovare aziende sottovalutate dal mercato. Ci concentriamo sui fattori specifici delle società, preferendo le realtà con lunghi percorsi di crescita, con distinti vantaggi competitivi rispetto ai concorrenti del settore e con caratteristiche di resilienza per affrontare i tempi più difficili che ci attendono.
Suddividiamo il portafoglio in tre grandi categorie. La prima include le aziende che a mio avviso rimarranno sostanzialmente immuni all’attuale situazione o che ne beneficeranno. Tra queste figurano i produttori di alcuni dispositivi medici e i titoli tecnologici che supportano l’aumento del traffico internet mondiale, un trend destinato a perdurare anche dopo l’epidemia. La seconda è composta da azioni fortemente penalizzate in un primo momento ma che a mio avviso non subiranno danni permanenti. Le più grandi società di elaborazione dei pagamenti fanno parte di questa categoria. In questi casi, il mio obiettivo è incrementare le posizioni sui cedimenti. La terza componente comprende società e settori che potrebbero subire danni più strutturali se la crisi dovesse continuare, come le aziende legate ai viaggi. Qui bisogna capire per quanto tempo riusciranno a sopravvivere con ricavi molti esigui o nulli.
Le multinazionali hanno dovuto superare ostacoli non da poco nell’ultimo anno o due, a cominciare dalla guerra commerciale. Molti investitori si aspettavano che queste società sarebbero state penalizzate per la loro esposizione alla Cina, invece abbiamo appurato che le multinazionali sono state perlopiù resilienti. Oggi, molte società globali presentano bilanci e flussi di cassa solidi e beneficiano dell’accesso al credito, un fattore molto importante nell’attuale crisi. Le imprese di minori dimensioni potrebbero non beneficiare dello stesso tipo di accesso alla liquidità. Una volta che tutto questo sarà passato, molti settori potrebbero andare incontro a un maggiore consolidamento in quanto le aziende più forti saranno ancora più forti, grazie alla loro flessibilità e al migliore accesso alle risorse.
Credo che le imprese ripenseranno le loro filiere produttive e la dipendenza dalla Cina nel tentativo di diventare più resilienti. Quando le aziende massimizzano la loro efficienza per potenziare i margini, spesso scoprono di avere margini d’errore più esigui, il che rappresenta un problema nell’attuale contesto. Credo che le imprese si doteranno di una maggiore flessibilità, di un po’ più di ridondanza e di un maggior numero di fornitori e sedi operative.
È probabile che l’epidemia di Covid-19 acceleri i cambiamenti nei modelli commerciali globali. Noi di Capital Group monitoriamo attentamente le aree di opportunità per valutare i cambiamenti che potrebbero essere temporanei e quelli che potrebbero invece essere permanenti, soprattutto in aree in cui manteniamo una convinzione a lungo termine, come il Cloud computing e software-as-a-service come Amazon (per la sua piattaforma di cloud computing AWS) e Microsoft. Un’altra area verso cui siamo favorevoli è il Digital payments e l’e-commerce: Il comportamento d’acquisto dei consumatori continua a spostarsi verso l’online, favorito da società di e-commerce come Amazon e abilitato da società di pagamento digitale come Mastercard e Visa. I media digitali e l’intrattenimento come Netflix e Facebook sono un altro settore di rilevante importanza. Infine, i semiconduttori, e quindi realtà come ASML e TSMC: la memoria, l’incremento dell’adozione del cloud aziendale e il lancio dell’infrastruttura 5G stanno accelerando la domanda di prodotti legati ai semiconduttori.
L’impatto del 5G su un’ampia gamma di settori sarà probabilmente molto più significativo di quanto avvenuto con qualunque precedente generazione di telecomunicazioni mobili. Esistono svariate società quotate che rientrano nella categoria degli “abilitatori del 5G” e, cosa più importante, godono di una posizione strategica per approfittare non solo della crescita associata al 5G, ma anche dei più ampi trend di crescita secolare legati alla rivoluzione digitale. Siamo convinti che molte di queste aziende rappresentino al momento opportunità d’investimento allettanti per una crescita futura a lungo termine.
Se da un lato le opportunità realmente rivoluzionarie potrebbero risiedere nelle aziende, che sono diventate gli “utenti” finali del 5G, è altrettanto vero che questo segmento è ancora agli inizi. Ciò significa che dobbiamo essere molto attenti a come investiamo nel 5G, motivo per cui l’idea di un focus d’investimento ristretto sul 5G sembra poco allettante. Un approccio forse più efficace per sfruttare questa entusiasmante tendenza è un investimento flessibile che abbracci diversi temi e ne assicuri l’evoluzione di pari passo con lo sviluppo dell’opportunità d’investimento.
