La ricetta di Tria per rilanciare l’Italia
Il ministro dell'Economia anticipa i contenuti della prossima legge di Bilancio: “Andare oltre la flat tax riducendo il carico fiscale sulla classe media e puntare sugli investimenti pubblici”
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“Mercati e scenari geopolitici nel nuovo contesto globale”. Di questo si è parlato nel corso della tavola rotonda organizzata nel corso dell’edizione di Consulentia 2018 di Napoli. Al dibattito, moderato da Jole Saggese, caporedattore Class CNBC, hanno partecipato Lorenzo Alfieri, country head Italy J.P. Morgan Am, Michele Cicoria, business development services, senior manager Ethenea Independent Investors SA e Luca Tobagi, CFA, investment strategist product director Invesco Asset Management. I relatori si sono concentrati soprattutto sulla situazione italiana e successivamente sugli sviluppi legati ai fenomeni geopolitici che interessano le macro-regioni mondiali.
Ma è proprio l’Italia a preoccupare e ad incuriosire di più i gestori che si sono focalizzati sulla reazione che potrebbero avere a lungo termine i mercati dopo l’approvazione della Legge di bilancio. Certo, la situazione, con lo spread in continua ascesa, non induce all’ottimismo, ma la parola d’ordine scandita oggi è cautela.
Anche se, Cicoria di Ethenea, ammette che “le revisioni al ribasso della crescita dello Stivale fanno sì che il Paese stia vivendo il momento più pericoloso degli ultimi anni”. Anche la dialettica, o meglio lo scontro politico all’interno dello stesso governo, “continuerà a stressate i mercati. E l’impennata dello spread è lì a dimostrarlo”.
Luca Tobagi è sulla stessa lunghezza d’onda di Cicoria, nonostante che “ il rischio politico sia difficile da misurare. In questa fase i mercati stanno reagendo nervosamente, ma noi non abbandoniamo l’asset class Italia: ovviamente ne valutiamo i rischi. Non abbiamo ancora dettagli sulla manovra e per questo anche noi manteniamo la cautela”.
“Devo dire – argomenta l’esperto – che il continuo stillicidio di dichiarazioni contraddittorie da parte degli esponenti del governo non giova ai mercati. Però non facciamo terrorismo e manteniamo un approccio attendista e ragionevole. In generale, l’Italia, è certamente uno dei focolai di tensione dei mercati assieme alla guerra commerciale e agli Emergenti, su tutti Argentina, Turchia, Venezuela. Focolai che però non intaccheranno più di tanto la crescita globale”.
Lorenzo Alfieri si dice “più positivo rispetto a marzo-aprile”. Ma deve ammettere che le aree come “l’Italia rappresentano l’anello debole per gli investitori. È una situazione che crea incertezza. Potremmo anche essere degradati dalle agenzie di rating, ma aspettiamo l’approvazione e gli effetti della Legge di bilancio. Siamo cauti anche perché il contesto in cui si muove l’Italia è buono, dato che la crescita europea e mondiale prosegue comunque spedita. Inoltre siamo un Paese esportatore e questo contesto ci favorisce”.
Proprio le agenzie di rating spaventano gli investitori italiani. Tobagi prova ad immaginare quale potrebbe essere la situazione se ci dovesse essere un declassamento: “Gli scenari non sarebbero positivi a partire da una massiccia vendita dei titoli di Stato e problemi a livello bancario per la svalutazione dei titoli stessi. Questo, poi, comporterebbe la necessità di ricapitalizzare gli istituti di credito”. Insomma, regna la cautela ma la tensione e la preoccupazione sono palpabili.
