Esg, opportunità e necessità per economia reale e risparmio gestito
La sostenibilità diventa la stella polare negli investimenti. Il tema al centro della puntata che conclude il ciclo di conferenze che ha raccontato la rivoluzione del risparmio
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Gli investitori sono pronti a raddoppiare i loro asset Esg nei prossimi cinque anni. Se c’è un effetto positivo scatenato dalla pandemia di coronavirus è quello di aver fatto aumentare l’attenzione in tutto il mondo per le questioni ambientali e sociali, anche per quanto riguarda gli investimenti. Lo dimostra il fatto che la domanda e le prospettive di crescita degli investimenti sostenibili non hanno mostrato alcun rallentamento, anzi. A certificarlo è il Sondaggio globale condotto da BlackRock, secondo cui i rischi legati al clima rappresentano la principale fonte di preoccupazione del portafoglio di sostenibilità per l’88% degli intervistati.
“Il cambiamento strutturale identificato all’inizio di quest’anno è proseguito, via via che la convergenza delle pressioni politiche e normative, i progressi tecnologici e le preferenze dei clienti hanno trasformato la sostenibilità in un nuovo standard d’investimento – spiega Mark McCombe, chief client officer di BlackRock -. I risultati del nostro sondaggio dimostrano che questa transizione sostenibile ha una portata mondiale.”
Il sondaggio ha raccolto le opinioni di 425 investitori in 27 Paesi, compresi piani pensione pubblici e aziendali, asset manager, donazioni, fondazioni e gestori patrimoniali globali, con attivi in gestione per circa 25.000 miliardi di dollari. Ebbene, dall’indagine emerge che questo è l’inizio di un cambiamento duraturo che proseguirà almeno per i prossimi cinque anni, con gli investitori intenzionati a raddoppiare entro il 2025 il patrimonio in gestione conforme ai requisiti ambientali, sociali e di governance e con il 20% degli intervistati che ha addirittura dichiarato che la pandemia imprimerà ulteriore slancio ai loro investimenti sostenibili. Per quanto la crescita degli asset sostenibili sia più pronunciata in Europa, la stessa tendenza sta prendendo piede anche in America e nella regione Asia-Pacifico.
La maggior parte degli intervistati ritiene che la sostenibilità sia fondamentale per i processi e i risultati d’investimento e il 75% sta già adottando o intende adottare un approccio integrato per tenere conto dei rischi ambientali, sociali e di governance nei propri portafogli. Un approccio integrato valuta i meriti Esg di tutte le partecipazioni per fare in modo che le decisioni d’investimento future siano ben ponderate grazie a un’analisi olistica della sostenibilità.
Sebbene l’integrazione occupi il primo posto in classifica, anche degli approcci d’investimento sostenibili più mirati, come soluzioni tematiche o a impatto, riscuotono molto interesse fra i clienti della regione Emea, dove a perseguire queste strategie è rispettivamente il 56% e il 52% degli intervistati.
La domanda globale di prodotti sostenibili è influenzata a livello regionale da differenze in termini di regolamentazione, percezione pubblica, supervisione di Cda e team manageriali e consapevolezza dei benefici sulle performance. Nella regione Emea, oltre la metà degli intervistati (il 51%) ha dichiarato di aver adottato strategie sostenibili perché è “la cosa giusta da fare”, mentre solo il 37% sarebbe spinto dalla volontà di “mitigare il rischio d’investimento”. In America, l’attenuazione del rischio è il secondo più importante catalizzatore che spinge all’adozione di queste strategie (49%), seguito dalla prospettiva di una “migliore performance rettificata per il rischio” e dal “mandato del Cda o del management” (entrambi al 45%).
“A livello regionale, i clienti attribuiscono una diversa priorità alle questioni Esg e alla loro implementazione. Mentre tutti identificano nel rischio climatico una sfida impellente, differente è il grado di attenzione riservato ad altre questioni, come i diritti umani, la diversità e l’inclusione – sottolinea McCombe -. I motivi addotti dai clienti per investire in modo sostenibile mostrano un’evidente varianza regionale. Se molti europei interpretano i vantaggi della sostenibilità dal punto di vista dell’impatto sociale, negli Usa gli investitori sono più concentrati sulla gestione del rischio e sulle performance d’investimento.”
Su un aspetto i clienti di tutte le regioni sono ampiamente d’accordo: l’88% colloca i rischi climatici fra le maggiori preoccupazioni attuali per i portafogli. In prospettiva futura, invece, per quanto il clima continuerà a occupare un posto di rilievo, molti intervistati (58%) si sono detti preoccupati anche per le questioni sociali, come la diversità e l’inclusione, o ancora per l’equità delle pratiche di lavoro, tutti aspetti che sembrano destinati a risalire la classifica delle priorità nei prossimi 3-5 anni.
Nonostante la qualità e la disponibilità dei dati siano notevolmente migliorate nell’ultimo decennio, consentendo agli investitori di prendere decisioni più informate, dall’indagine emerge però un notevole consenso fra gli investitori istituzionali sul fatto che questo ambito necessiti di ulteriore attenzione. Oltre la metà (53%) degli intervistati globali ha infatti citato le preoccupazioni sulla “scarsa qualità o disponibilità di dati e analisi Esg” come principale ostacolo all’adozione di strategie d’investimento sostenibili, addirittura maggiore di altre difficoltà analizzate.
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