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A livello globale si punta su azioni e real asset. Gli italiani sono meno preoccupati e si difendono con prodotti sostenibili ed equity. L’Investor Sentiment di Ubs
Variante Delta e inflazione non scoraggiano per ora l’ottimismo degli investitori globali, che continuano a vedere rosa sia sul fronte della ripresa economica sia su quello degli investimenti. L’impennata dei prezzi negli Usa è però degna di attenzione e preoccupa, visto che quasi la metà dei professionisti di tutto il mondo ritiene che l’indice accelererà nei prossimi 12 mesi e pianifica di adeguare di conseguenza i portafogli acquistando più azioni e real asset.
Nel dettaglio, il 35% prevede di aggiungere azioni, il 33% di puntare sui metalli preziosi, il 32% di affidarsi agli investimenti sostenibili e il 32% di aggiungere immobili. A rivelarlo è l’ultimo Investor Sentiment di Ubs, la ricerca trimestrale che analizza la fiducia di investitori e imprenditori in tutto il mondo, stando al quale la maggior parte dei professionisti italiani non teme invece che l’aumento dell’inflazione possa impattare più di tanto il proprio portafoglio.
Anche nel nostro Paese, stando al sondaggio, è in aumento la fiducia nei confronti dell’economia, con l’89% degli intervistati che si dice fiducioso sotto questo aspetto, a fronte dell’83% registrato nel primo trimestre 2021. Certo, i timori non mancano: il 48% degli investitori è ancora preoccupato per il diffondersi del Covid, mentre la metà degli intervistati (il 50%) individua nel climate change un grosso rischio. Il 46% ha poi dei timori riguardo l’invecchiamento della popolazione. Diversa invece la classifica a livello globale dove è la cyber sicurezza la principale preoccupazione per gli investitori, prima di politica, cambiamento climatico, inasprimenti fiscali e pandemia.
Tornando all’inflazione, il 31% degli investitori italiani ritiene che nei prossimi 12 mesi l’indice dei prezzi subirà un veloce aumento, contro la maggioranza (il 58%) che al contrario lo vede crescere allo stesso ritmo di prima. Solo l’11% pensa che diminuirà. Il 18% degli intervistati ritiene, poi, che un possibile aumento dell’inflazione possa avere un impatto importante nel proprio portafoglio, tuttavia una buona parte degli investitori (il 49%) pensa che tale impatto sarà, invece, di lieve entità.
Per far fronte all’eventualità di un aumento dei prezzi, il 38% degli investitori italiani ha dichiarato di voler modificare il proprio portafoglio aggiungendo una componente di investimenti sostenibili, mentre il 34% punta a investire maggiormente nell’azionario e il 28% in strategie di hedging.
L’equity resta insomma l’investimento preferito dei professionisti italiani, con la maggior parte degli intervistati (83%) che si dice positiva con riferimento al mercato azionario nei prossimi 6 mesi. Nel dettaglio, poi, il 39%punta ad aumentare le azioni in portafoglio nei prossimi 6 mesi, mentre il 50% ha in programma di mantenere la stessa esposizione. Solo l’11% vuole diminuire la componente azionaria del proprio portafoglio.
Infine, sale l’appetito per il real estate. Per il 66% degli investitori italiani, infatti, questo è un ottimo momento per investire nel mercato immobiliare comprando casa.
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