2 min
Secondo le stime di Mazziero Research, nel primo trimestre crescita giù del 13-14%, poi la ripresa. Ma l’anno chiuderà con un calo tra l’8 e il 10%
Il coronavirus sta per presentarci il conto. Parziale, per giunta, visto che l’Italia è ancora nel bel mezzo della quarantena e non è ancora possibile dire quando ne uscirà. L’estensione in tutto il Paese della zona protetta, le limitazioni agli spostamenti e alle attività non indispensabili impattano infatti in modo pesante sul Pil del primo trimestre, che secondo le stime di Mazziero Research potrebbe risultare tra il -12 e il -14% sul trimestre precedente.

“Siamo di fronte a stime preliminari che presentano ampi margini di incertezza in funzione sia della durata della prescrizione di restare a casa (3 aprile) sia del tempo necessario per tornare alla piena attività – precisano gli esperti -. In tal senso le stime vengono rilasciate a beneficio di quanti le trovano utili per prendere decisioni di pianificazione, ma devono essere utilizzate con la dovuta cautela, visto che implicano numerosi scenari di possibile evoluzione”.
Perché si prevede una ripresa già a partire dal secondo trimestre? “Tutti i dati della tabella indicano la differenza percentuale tra un trimestre e quello precedente. Un valore positivo, specialmente dopo un trimestre particolarmente negativo, indica un’evoluzione più favorevole rispetto ai tre mesi precedenti, ma non esclude che l’attività sia comunque inferiore ad esempio rispetto al quarto trimestre del 2019. Questo spiega anche perché pur con stime di 3 trimestri positivi il dato annuale si mantenga negativo rispetto all’anno precedente”, chiariscono.
È possibile stimare i rapporti debito/Pil e deficit/Pil? “La riduzione dell’attività in Italia comporterà da un lato una diminuzione del Pil annuale, che trovandosi al denominatore determinerà già a parità di altri fattori un aumento di questi rapporti – spiegano ancora -. A questo si sommeranno minori entrate fiscali e maggior debito per sostenere l’economia; anche questi valori essendo posti al numeratore determineranno un aumento dei rapporti. Le stime preliminari Mazziero Research, pur con elevato grado di aleatorietà, indicano al momento un rapporto debito/Pil tra il 148 e il 149% e un deficit/Pil tra il 3,4 e il 3,6%”, concludono gli esperti.