Assicurazioni in campo: più investimenti a sostegno dell’economia
Franco (Ivass-Bankitalia) chiede maggiori sinergie pubblico-privato. Farina (Ania): “Affiancare al Recovery Fund le risorse private intermediate dagli investitori istituzionali”
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Il 2021 si prospetta un anno vivace per il settore assicurativo. Il consolidamento in atto nel settore bancario avrà, infatti, ripercussioni sulle quote di mercato delle assicurazioni. A evidenziarlo è Taos Fudji, direttore dei rating assicurativi di S&P, durante la presentazione
sull’outlook 2021 del comparto in Italia. “In Italia una fetta importante di polizze Vita è raccolta attraverso il bancassurance e i movimenti di M&A nel settore bancario possono portare a un rimescolamento delle quote di mercato nelle società assicurative”, ha spiegato, portando l’esempio del rapporto fra Banco Bpm e Cattolica, con il gruppo milanese intenzionato a sciogliere la partnership con quello veronese.
“Può essere propedeutico al consolidamento dell’istituto con un altro soggetto”, ha chiosato Fudji. Più difficile invece vedere un consolidamento fra assicurazioni a livello internazionale. “A differenza del mercato bancario quello assicurativo in Europa è molto integrato e Axa, Generali, Allianz, Zurich operano da diversi anni in vari Paesi”. Al tempo stesso, i tassi bassi e la compressione dei margini “porta i gruppi assicurativi a fare delle scelte poichè non possono fare investimenti digitali in tutte le aree in cui sono presenti”. Lo dimostra per esempio la recente scelta di Aviva di ridimensionare il business.
Guardando ai numeri del settore, dopo un primo “forte calo” nel primo semestre del 2020, le sottoscrizioni di polizze vita sono riprese con un calo “limitato al 4%” a fine 2020. “In questo contesto di tassi bassi e di mercati volatili – spiega Fudji – le polizze unit-linked, legate a fondi di investimento, cresceranno dell’8% nei prossimi anni e quelle tradizionali del 4%. Il lockdown – ha spiegato – ha anche favorito la crescita delle polizze vita, in parte perché creano una specie di risparmio forzato e hanno diminuito la propensione degli italiani a non riscattare le polizze in scadenza. Siamo ai minimi storici nei riscatti delle polizze di risparmio – ha indicato Fudji – e c’è la tendenza a ridurre i rendimenti minimi garantiti, la metà dei quali e pari a zero, mentre solo il 10% di polizze ha minimi garantiti del 2%”.
In questo quadro, “ci aspettiamo una redditività piuttosto stabile – ha aggiunto – perché il settore continua a focalizzarsi sull’efficientamento dei costi”.
S&P, considera “soddisfacente” la redditività del settore e prevede che il combined ratio rimanga tra il 92% e il 94% nel 2021-2022, in linea con la media del periodo 2015-2019 e in aumento rispetto a un livello stimato del 90% nel 2020.Questo dovrebbe tradursi in un Roe dell’8-10%,in linea con la maggior parte dei paesi europei. Nel 2020, l’assicurazione P/C ha beneficiato di un significativo calo della frequenza dei sinistri a seguito dei blocchi e del rallentamento dell’attività economica, che hanno portato il combined ratio a circa 1’85% -87% nella prima metà dell’anno. In particolare,il numero di sinistri auto è diminuito del 53% tra febbraio e maggio, con un calo massimo del 79% in aprile. Il rimbalzo economico atteso nel 2021 dovrebbe pesare leggermente negativamente sul nostro combined ratio previsto, così come sui rendimenti tecnici potenzialmente più deboli nelle polizze di responsabilità civile, che hanno beneficiato negli ultimi anni del deflusso positivo delle riserve dell’anno precedente.
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