Rebus liquidità, gestori occhio allo stress (test)
Per Anzaldi (Assogestioni) è fondamentale che le Sgr abbiano strutture di governance e risk management efficienti per l’analisi e il monitoraggio dei rischi di liquidità
2 min
Articolo pubblicato su FR MAGAZINE | Ottobre – Novembre 2019 |

La popolarità degli investimenti alternativi in mercati privati – strumenti non quotati e asset illiquidi – è cresciuta nel 2019 come risultato di un processo in cui gli investitori cercano rendimenti e ricavi con una minore correlazione con azioni e obbligazioni tradizionali.
“L’anno scorso abbiamo assistito al superamento della crescita dei mercati privati rispetto ai mercati pubblici”, spiega a FocusRisparmio Edwin Conway, membro del comitato direttivo di BlackRock e responsabile globale di BlackRock Alternative Investors, la divisione dedicata agli investimenti alternativi del più grande asset manager mondiale per masse in gestione. “L’esposizione al mercato privato è essenziale per tutti i nostri clienti, siano essi istituzionali, high-net-worth o retail. Riteniamo che i nostri clienti debbano assolutamente continuare a essere investiti nei mercati azionari, ma crediamo anche che un mix di investimenti in mercati quotati e privati sia ormai essenziale”.
Queste asset class possono davvero essere la nuova frontiera dell’asset management? “Pensiamo che i mercati privati siano – e continueranno a essere – un punto di riferimento per l’industria dell’asset management in futuro, non tanto per le commissioni ma per la rilevanza che hanno assunto nel processo di asset allocation”, afferma Conway. Gli investimenti nella cosiddetta «economia reale» sono essenziali e devono entrare in maniera più evidente nei portafogli dei nostri clienti. Allo stesso tempo, possono aiutare la gestione attiva, affinchè trovi nuovi spazi all’interno del mondo degli investimenti finanziari”.
In passato Conway è stato a capo della clientela istituzionale a livello mondiale. Ma secondo l’esperto, gli asset privati rappresentano un investimento quanto mai «democratico». “Secondo noi oggi un cliente, che sia istituzionale, un investitore professionale o retail, in realtà, è eccessivamente liquido. Esiste la possibilità di ridurre tale liquidità, investendo in modo più consistente in tali strumenti, senza che questo comporti un rischio maggiore. Infatti, quando si crea il portafoglio target, si utilizzano diversi tipi di esposizioni per renderlo più diversificato e più resiliente e in questo contesto i mercati privati possono e devono essere inclusi”.
Alla vigilia del prossimo decennio l’industria del risparmio deve ripensare se stessa. “Dobbiamo fare molto di più per educare e aiutare i clienti a capire cosa significa l’investimento illiquido e che tipo di risultati aspettarsi, non solo nel contesto dello specifico portafoglio alternativo, ma in via più allargata all’interno di un portafoglio diversificato”, sostiene Conway. Dinamica quanto mai cruciale in un momento storico in cui ci sono molti strumenti di rendimento quotati in borsa “che producono effettivamente un ritorno inferiore al 4% all’anno”, prosegue il gestore. “Crediamo che il settore Wealth avrà il medesimo percorso di crescita seguito dal segmento istituzionale negli ultimi decenni e che i nuovi prodotti, come il wrapper Eltif che abbiamo lanciato in Europa, consentirà a questo segmento di clientela di accedere al mercato privato aiutandoli a raggiungere i loro obiettivi di lungo termine”.
