Default, S&P migliora le stime per le aziende europee “junk”
Per gli analisti Usa il tasso di fallimenti a un anno delle aziende speculative-grade può calare al 3,25% entro giugno prossimo, per un totale di 24 fallimenti
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In un contesto di crescita ancora solida che beneficia anche del supporto da parte della Bce, il segmento obbligazionario high yield europeo appare in ascesa e degno di attenzione da parte degli investitori. È questa la conclusione di una nota redatta dagli esperti di Spdr-State Street Global Advisors, che suggerisce di mantenere posizioni sovrappesate sui bond ad alto rendimento, in particolare su quelli europei.
“Sebbene l’high yield abbia recentemente dovuto affrontare una serie di sfide a causa dell’incertezza delle varianti Covid, vediamo ancora motivi per mantenere il posizionamento in sovrappeso nella classe di attivi, in particolare nell’high yield europeo”, si legge nella nota. questo perché la crescita economica non sembra perdere smalto, le aziende mostrano fondamentali sani e la Bce non appare ancora intenzionata a mollare la presa sul supporto monetario. Le recenti oscillazioni delle asset class più rischiose sono state legate all’incertezza del contesto, e l’high yield è stato tra i segmenti più colpiti, con l’ampliamento degli spread sui titoli di stato a luglio. “Il ridimensionamento delle posizioni eccessivamente sovrappesate nell’high yield è stato determinato anche dalla riduzione degli spread, ma vi sono ragioni per mantenere le posizioni sovrappesate nelle obbligazioni high yield, e in particolare nell’high yield europeo”, spiegano da Spdr.
Per quanto riguarda la crescita, gli esperti di Spdr ritengono che non dovrebbero esserci ulteriori accelerazioni della ripresa, ma lo slancio rimane forte. “L’ultimo Pmi composito di giugno per l’area dell’euro è stato superiore a quello di maggio, suggerendo che la ripresa rimane saldamente in atto. Gli interrogativi su quanto questa dinamica si dimostrerà sostenibile, dato l’aumento delle infezioni da Covid, sono valide”. Ma ora che le vaccinazioni proseguono, sostengono da Spdr, sarà difficile vedere nuovi lockdown. Inoltre, la politica fiscale resta espansiva.
Le stesse società sembrano essere in buona forma. “Il grande rischio per il mercato high yield rimangono downgrade e default”, prosegue la nota. Tuttavia, la combinazione di misure di sostegno del governo con condizioni di finanziamento favorevoli ha lasciato i bilanci delle imprese in buona forma. Questo è chiaro per l’Europa, visto che entrambe le principali agenzie di rating, S&P e Moody’s, hanno un rapporto tra upgrade e downgrade ben al di sopra di 1 per il secondo trimestre 2021.
In tutto questo, la stessa S&P si espressa in termini positivi sulle aziende speculative europee, indicando che il tasso di default potrebbe scendere al 3,25% entro giugno del prossimo anno, dal 4,7% del giugno scorso. Non solo. Una ricerca di S&P Global Ratings sullo stato
dell’economia europea ha evidenziato che “le condizioni del credito nel continente mostrano chiari segni di miglioramento. Questo è dovuto principalmente alle prove della grande efficacia dei vaccini, al fatto che il programma di vaccinazione ha raggiunto gran parte degli obiettivi e al calo del numero di contagi da Covid-19, oltre che a una serie di misure di sostegno alle imprese da parte dei governi
nazionali. Ulteriori indicatori segnalano una “convalescenza” economica che si estende oltre l’industria manifatturiera, l’edilizia e le esportazioni, interessando gran parte del settore dei servizi,
di pari passo con la qualità del credito”. Nonostante questo, però, le aree di vulnerabilità persistono nei settori più colpiti, compresi il turismo e alcuni segmenti dell’intrattenimento, “per i quali riteniamo che la fase di ripresa si estenderà fino al 2023 o anche oltre”, ammoniscono gli analisti di S&P.
Gli esperti di Spdr si concentrano anche sul sostegno della Bce, che durante l’ultima riunione ha fornito chiarimenti sul proprio approccio di policy. In sostanza, spiega la nota, “La Bce rimarrà un acquirente di obbligazioni per molto tempo a venire. Gli acquisti di obbligazioni societarie sono ammontati a 46,4 miliardi di euro da inizio anno e, sebbene non si estendano al mercato ad high yield, i flussi verso i titoli di stato e il credito investment grade, che hanno rendimenti depressi, dovrebbero garantire che la portata del rendimento persista come tema di mercato”.
È vero che gli spread dei bond high yield rispetto ai titoli di stato rimangono ristretti in base alle medie storiche. Ma secondo quanto indica l’indice Bloomberg Barclays Liquidity Screened Euro High Yield Bond, lo spread aggiustato per opzione (OAS), a circa 290 punti base, è ancora comodamente al di sopra dei minimi visti negli ultimi cinque anni (poco più di 200 punti base). Lo stesso non si può dire dell’high yield statunitense, dove lo spread dell’indice Bloomberg Barclays US Corporate High Yield Bond è di soli 30 punti base rispetto ai minimi raggiunti all’inizio di luglio 2021. “L’indice europeo rappresenta anche un valore relativamente migliore dato che, sebbene i rendimenti a titolo definitivo sull’indice statunitense possano essere più elevati, ciò è una funzione del più alto rendimento dei titoli di Stato sottostanti”.
In breve, gli investitori nell’high yield europeo si assumono meno rischi di prezzo per la stessa quantità di aumento del rendimento rispetto al tasso privo di rischio. “L’aumento della crescita e dell’inflazione negli Stati Uniti, insieme alla prospettiva del tapering, significa che rimaniamo cauti sull’esposizione alla duration degli Stati Uniti”, argomentano da Spdr. Inoltre, “è evidente l’ascesa straordinariamente costante di cui ha goduto l’high yield europeo. Le oscillazioni del mercato di luglio hanno avuto un impatto limitato sull’indice Bloomberg Barclays Liquidity Screened Euro High Yield Bond, con l’ampliamento dello spread ai titoli di stato quasi interamente compensato dallo spostamento al ribasso delle curve dei rendimenti governativi”.
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