Un portafoglio Barbell per vincere tra i bond
Se attivi, anche il titolo di Stato paga. E con l'high yield il rendimento può arrivare anche al 7%
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“A dispetto di un contesto che rimane ancora carico di incertezze, nonostante sembri essere tornato un clima più rilassato tra Usa e Cina, l’unica strada percorribile per trovare rendimento rimane quella del rischio. Che probabilmente non deve essere inteso come sinonimo di azioni. Le valutazioni in alcune aree non sono certo economiche e lo spettro recessione è ancora vivo. Forse il rendimento andrebbe ricercato nel mondo obbligazionario. “Nel bel mezzo di un rallentamento dell’economia globale, la nostra preferenza va a obbligazioni di alta qualità e con una lunga scadenza – consiglia Nick Hayes, gestore del fondo Axa WF Global Strategic Bonds di Axa investment managers – Attualmente deteniamo più titoli di Stato Usa, tedeschi o britannici a 20-30 anni di quanto non abbiamo mai fatto in passato, il che ci espone a un asset ragionevolmente volatile e rischioso”.
Quali sono i rischi in questo caso?
Il fattore di rischio è la sensibilità ai tassi di interesse, diversamente dal rischio di credito, che permette di beneficiare di tassi di interesse più bassi o di aspettative di una crescita economica più debole.
Perché investire sulle lunghe scadenze?
Delle lunghe scadenze apprezziamo il beta e la bassa correlazione con il mercato, che consentono ai piccoli movimenti dei tassi di interesse di creare rendimenti accettabili nei mesi in cui le attività di rischio (azioni e corporate bond) ne risentono. Alla fine del ciclo stiamo acquistando obbligazioni a più lunga scadenza di migliore qualità, mantenendo il portafoglio semplice e liquido, in attesa di migliori opportunità e rendimenti più elevati per tornare a caccia di rendimenti. Detto questo, ci piacciono anche alcuni segmenti di attività di rischio, vale a dire gli high yield Usa e il debito emergente in valuta forte, che stanno ottenendo buoni risultati. Questo approccio a tassi e credito nella costruzione del portafoglio è stato estremamente efficace quest’anno. Siamo in crescita del 7% anno su anno e riteniamo che la performance andrà migliorando man mano che il ciclo economico continuerà a cambiare.
Che tipo di approccio consiglia?
Un approccio unconstrained, volto a diversificare i diversi fattori di rischio, come duration, inflazione, spread e carry, è importante quanto la diversificazione geografica. Questo ci consente di generare rendimenti ragionevoli, con una minore volatilità all’interno del reddito fisso. Combiniamo tutto ciò con un’attenta selezione di titoli, guidata da un approccio basato sulle convinzioni, così da catturare il valore sul mercato in modo efficiente.
Può indicarci un po’ di settori e aree che ritiene più promettenti?
In primo luogo, di recente abbiamo implementato operazioni di appiattimento delle curve sui titoli di Stato europei e, man mano che i rendimenti delle obbligazioni raggiungono nuovi minimi, stiamo beneficiando della nostra posizione di duration lunga, in particolare la nostra selezione di bund tedeschi a 30 anni. In secondo luogo, attualmente vediamo un premio di rendimento del credito in sterline causato dall’incertezza che circonda la Brexit, in particolare nel settore finanziario, a livello sia locale sia globale. Infine, nell’ottica di un’ulteriore riduzione dello spettro di rischio, vediamo opportunità promettenti nell’ambito dell’high yield statunitense, per esempio nell’energia, healthcare e tecnologia, e degli asset dei mercati emergenti denominati in euro.
C’è spazio in portafoglio anche per la sostenibilità, e quindi per i green bond?
I fattori di sostenibilità sono sistematicamente integrati in tutto il nostro processo fondamentale di ricerca e investimento sul credito, nella costruzione di qualsiasi portafoglio a reddito fisso. Questo ci consente di identificare gli emittenti che detengono rischi extra-finanziari nel lungo termine e di adattare di conseguenza la nostra selezione degli investimenti. Per specifiche strategie di impatto Esg, l’investimento in green bond è uno dei modi in cui creiamo un profilo Esg complessivo ottimizzato. Le emissioni green che ci interessano maggiormente ottengono un punteggio positivo in base alla strategia ambientale dell’Emittente, al tipo di progetti verdi finanziati dal bond, alla gestione dei ricavi e all’impatto ambientale.
