Corcos apre il Salone del Risparmio: “Un’edizione di qualità e responsabilità”
Il presidente Assogestioni illustra la missione del risparmio gestito nel rilancio dell’economia italiana. “Per l’Associazione ruolo di supporto e guida al cambiamento”
5 min
.
Digitalizzazione, intelligenza artificiale, big data e tokenizzazione sono dinamiche in grado di cambiare la fisionomia del risparmio gestito, che impongono una ferma consapevolezza dell’importanza della posta in gioco e un attento presidio dei rischi. Sul tema si è discusso nella seconda giornata del Salone del Risparmio, nel corso della conferenza dal titolo “L’evoluzione digitale nell’industria del risparmio gestito”, in cui è stata descritta una vera e propria rivoluzione copernicana in atto nel settore. “La tecnologia nella nostra industria non è nuova, l’information technology è sempre stata al centro dei nostri processi”, ha esordito Giovanni Sandri, country head per l’Italia di BlackRock . “I pagamenti digitali sono nati 50 anni fa con le carte di credito, la robotizzazione inizia con l’avvento degli Atm. Ma quello che sta cambiando oggi è l’approccio alla tecnologia: non solo come strumento di efficientamento, ma come driver strategico per l’evoluzione dei modelli di business”.
La pandemia, riflette Sandri, ha accelerato una serie di trend sottostanti, evidenziando chi era giù pronto e attrezzato e chi ha dovuto prendere la ricorsa. Ma soprattutto, aggiunge, ha fatto emergere un concetto importante, quello della “convenience”. Già, perché “i clienti dei servizi finanziari sono utenti di Netflix, Google e Amazon, che vogliono interfacciarsi ai servizi finanziari in modo nuovo, convenient, appunto: facile, fluido, adatto alle proprie esigenze”. Tutto questo avviene in un ecosistema complesso, in cui stanno emergendo elementi di disintermediazione in grado di avere un impatto dirompente sull’industria, su cui si registra un’elevata attenzione da parte dei regolatori. “A fine 2020 la Commissione Europea ha lanciato un pacchetto per finanza digitale, con linee guida per rendere l’Europa un luogo di innovazione tecnologica”, presidiando al contempo i rischi che emergono dalle stesse innovazioni. In tale contesto, osserva Sandri, si inserisce anche la creazione del Comitato per la finanza digitale di Assogestioni, che intende avere un ruolo attivo nella trasformazione digitale del risparmio gestito.
Per capire meglio quale sia lo stato dell’arte nella “transizione tecnologica” del risparmio gestito, Nadia Linciano, head of Economic Studies Unit della Consob, ha illustrato i risultati di una survey realizzata in collaborazione con Assogestioni sul grado di diffusione dell’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale nell’industria e sulle opinioni in termini di benefici attesi e rischi potenziali. La survey, intitolata “L’utilizzo di tecniche di intelligenza artificiale nell’asset management”, ha convolto otto grandi operatori, che rappresentano oltre il 50% delle masse gestite in Italia a fine 2020. Tutte le società interpellate assegnano una forte valenza strategica all’utilizzo di tali soluzioni: tra i principali benefici attesi spiccano il miglioramento della performance dei processi di investimento e della posizione competitiva, seguiti dallo sviluppo di strategie di gestione innovative e dal miglioramento dell’efficienza operativa. A livello di rischi, il 100% ha citato la scarsa comprensibilità di output e algoritmi, la metà i controlli inadeguati, una parte inferiore distorsioni e bias nei dati e negli algoritmi.
Per quanto riguarda l’ambito di applicazione, quello principale “è il processo di investimento per ottimizzare i processi, seguito da applicazioni per migliorare l’efficienza operativa e dalla gestione, raccolta e analisi dei dati, nonché dal marketing e dallo sviluppo dell’interazione con il cliente”, spiega Linciano. Quanto ai tipi di tecnologia adottati, le applicazioni più intense riguardano le advanced analytics techniques e il machine learning nell’asset allocation sia strategica sia tattica, mentre il natural language processing risulta più limitato. “In tutti i casi menzionati dalle società, l’applicazione di queste tecnologie è sottoposta a supervisione umana, in alcuni casi in modo molto forte, e non guida le decisioni rilevanti”, osserva Linciano, che chiosa: “L’intelligenza artificiale e la tecnologia sono già una realtà nel risparmio gestito, occorre presidiarne l’evoluzione e mitigarne i rischi”.

I risultati dell’indagine, commenta Roberta D’Apice, Direttore affari legali di Assogestioni, indicano che “c’è una percezione molto positiva sull’intelligenza artificiale, che è già inclusa nelle scelte strategiche delle Sgr o lo sarà a breve”. Quanto all’effetto di disruption della digitalizzazione, D’Apice ha sottolineato che se è pur vero che ci sarà una disintermediazione, “non bisogna averne paura, ma occorre rileggerla come occasione di trasformazione dei ruoli”.
Per avere un’idea dell’effetto dirompente delle tecnologie nel risparmio gestito, Marco Monaco, director di PwC, ha descritto le dinamiche di “tokenizzazione” dell’industria e dell’impatto della blockchain. “Un importante report del World Economic Forum ha messo in evidenza tre grossi filoni nell’applicazione della blockchain al risparmio gestito: nel miglioramento della condivisione dei dati tra i vari attori dell’ecosistema, nel miglioramento del client onboarding e nella digitalizazione quote dei fondi, e infine nella trasformazione end to end di backoffice e operations”. Ma cos’è la tokenizzazione? È il processo di conversione dei diritti di una security in un token, che può essere suddiviso, scambiato e memorizzato su una blockchain. “I security token possono diventare collaterali per fondi di investimento, o addirittura quote ‘tokenizzate’, un processo che porta molte opportunità, in termini di maggiore trasparenza, minori costi e tempi di transazione, interoperabilità”, spiega Monaco, sottolineando che gli asset manager stanno già avvicinando la tokenizzazione attraverso due approcci principali: con la creazione di fondi alternativi che investono in security token (con un mercato che potrebbe valere 24 trilioni di dollari entro il 2027), o con la creazione di fondi alternativi le cui quote sono rappresentate da security token.
Nel corso della tavola rotonda che si è svolta nel corso della conferenza, Edoardo Maestri, head of Innovation & Transformation di Generali Investments ha sottolineato che uno degli aspetti più rilevanti della trasformazione digitale riguarda la gestione dei dati, sulla quale “le società devono prepararsi equipaggiandosi degli strumenti necessari, non solo in termini di tecnologia ma anche di governance, perché la governane permette di mitigare i rischi legati a queste tecnologie, specie nelle aree grigie in cui l’impianto regolamentare è ancora in evoluzione”.
Claudio Tosato, head of Products di Anima Sgr ha parlato dell’esperienza della sua società, che ha creato due strategie azionarie, sugli Usa e sull’Europa, basate su algoritmo. “La tecnologia permette al cliente di beneficiare di performance di ottima qualità, perché permette di integrare l’analisi dei dati tradizionali con la miriade di dati al di fuori del mondo finanziario, e al contempo della competenza del gestore umano che continua a monitorare quanto prodotto dall’algoritmo, passando all’execution solo nel caso in cui abbia senso nel contesto specifico”. Un modo, per Tosato, di mitigare i rischi della tecnologia.
Di analogo avviso anche Sheila Zanchi, head of Strategic marketing & product di Amundi: “Anche se l’intelligenza artificiale ci aiuta a interpretare la realtà, permettendoci di elaborare contemporaneamente miriadi di variabili e serie storiche, l’umano deve restare al centro. La digitalizzazione però è necessaria per creare un ambiente più agile e inclusivo”. Riccardo Ceretti, responsabile Direzione Innovaction LAB di Arca Fondi Sgr, ha ribadito invece l’importanza di partire dalle esigenze del cliente e di come la tecnologia possa servire a questo scopo. “Dobbiamo avere una visione a 360 gradi dei nostri clienti, considerando profili di rischio e obiettivi di investimento ma anche altre esigenze e preferenze, raccogliendo una serie di informazioni che esulano dai questionari Mifid. La nostra sfida è raccoglierle e creare prodotti ad hoc: giusto il riferimento alla convenience, e aggiungerei l’aspetto sottolineato ieri da Tommaso Corcos, quello della personalizzazione”.
Michele Quinto, co-branch manager Sales Director Retail Business Italy di Franklin Templeton, ha raccontato la tokenizzazione di un Etf sui titoli di stato americani che il gruppo sta sperimentando negli Usa, destinato ad alcuni dipendenti. “Abbiamo tokenizzato le quote su una piattaforma basata su blockchain che si chiama Stellar, e abbiamo creato una app da cui il dipendente può acquistare direttamente le quote dei fondi, partendo dai 20 dollari”. I benefici di questo strumento in fase di betatest sono maggiore liquidità, ampliamento della platea di investitori, possibilità di integrare investimenti e gestione della liquidità nella vita di tutti i giorni.
Demetrio Migliorati, head of Blockchain Innovation Sustainability di Banca Mediolanum, ha messo in luce quanto il risparmio gestito sia in fermento sul fronte della tecnologia, “un’industria desiderosa di mettere a disposizione dei clienti soluzioni e tecnologie nuove. La pandemia ha dimostrato che siamo più tecnologici e digitali di quanto credessimo, arriveremo a cambiare la relazione con il cliente ma mantenendo l’aspetto umano, che resterà fondamentale”.
L’attenzione dell’industria all’evoluzione digitale è stata ribadita da Alessandra Perrazzelli, vice direttrice generale di Banca d’Italia, che ha concluso la conferenza ricordando come il risparmio gestito fin dagli anni ’80 sia stato “fonte importante di innovazioni che hanno cambiato la struttura competitiva dell’industria finanziaria e le modalità di accesso ai mercati di capitali”. Per le Sgr la digitalizzazione è diventata una priorità strategica, sia per rendere più efficienti alcuni processi, sia per lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi e di nuove modalità di distribuzione.
“Ci sono molti trend che osserviamo e approfondiamo, come l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel processo di investimento, o il machine learning e i big data per la profilatura clientela. Guardiamo con attenzione la tokenizzazione di asset e quote dei fondi, che porta vantaggi in termini di maggiore liquidità, minori costi e tempi di transazione, ma pone anche delle sfide, tra cui l’aumento dei rischi informatici e la necessità di rivedere i modelli distributivi”. In questo fronte, spiega Perrazzelli, la Banca d’Italia è impegnata per favorire la digitalizzazione, nella consapevolezza dei benefici che ne derivano, ma applicando una certa prudenza “per far sì che la transizione avvenga in modo ordinato”. Gli stessi operatori, conclude Perrazzelli, “devono prendere in considerazione gli investimenti e la sostenibilità degli stessi. Non c’è innovazione che possa avvenire a discapito della clientela e della stabilità del sistema”.
.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.
