Fondi attivi vs Etf: il confronto in quattro grafici
Per gli Etf il 2021 ha segnato un record assoluto sulla raccolta superando il precedente massimo del 2019. Ma in Europa il 70% delle masse è investita in fondi comuni
4 min
La leadership dei fondi comuni rimane immutata, tanto che nel 2021 hanno raccolto la maggior parte dei flussi netti europei, il 70% (+563,2 miliardi di euro). Ma la scalata degli Etf nelle preferenze degli investitori non sembra conoscere battute d’arresto con la raccolta che, sempre lo scorso anno, ha toccato quota 160,9 miliardi di euro segnando il massimo di sempre. Stando ai dati Refinitiv, insomma, sebbene gli strumenti passivi abbiano attirato meno della metà dei flussi intercettati dai fondi a gestione attiva, il loro ciclo di crescita sembra destinato a durare.
Prova ne è anche ciò che è accaduto a livello globale, dove gli Etf hanno visto crescere diffusione, massa gestita, emissioni di nuovi fondi e anche l’approvazione generale circa la loro capacità di consentire agli investitori di raggiungere gli obiettivi in modo economicamente efficiente. “Nel 2021 gli Etf sui mercati globali hanno ottenuto risultati record – evidenzia Jason Xavier, head of Emea Etfs capital markets di Franklin Templeton -: un aum che ha sfiorato i 10.000 miliardi di dollari e nuovi flussi netti per oltre 1.000 miliardi di dollari. Questi risultati sono seguiti ai record dell’anno precedente, quando i livelli di volatilità associati al Covid-19 avevano probabilmente reso l’Etf un veicolo adatto trasferire efficacemente il rischio nei mercati volatili”.
Quale sarà dunque il possibile scenario del 2022? Per Xavier il futuro è roseo e ci sono soprattutto tre tendenze che si profilano all’orizzonte. La prima previsione riguarda il fatto che quest’anno il maggior incremento relativo dell’aum potrebbe riguardare gli Etf obbligazionari a breve termine. “Marzo 2020 e l’aumento della volatilità dovuto all’avvento del Covid-19 sono in genere considerati l’ultimo test di robustezza necessario per l’adozione di massa degli Etf – sostiene -. Questa fase di volatilità ha fatto vedere sotto una luce migliore l’universo obbligazionario e restituito interesse alle soluzioni Etf come mezzo efficace per ottenere liquidità in periodi di stress. È un tratto vitale per molti investitori esposti ai recenti picchi di volatilità legati alla pandemia. A nostro parere, inoltre, gli afflussi netti record registrati dagli Etf negli ultimi due anni confermano che questo strumento offre un’efficace soluzione core, tattica e liquida in grado di aiutare molti investitori a raggiungere i loro obiettivi di investimento obbligazionario”.
Per l’esperto, con il mutare dello scenario economico e la riapertura delle economie, è evidente che molti investitori si stanno posizionando in vista della reazione delle banche centrali ai picchi di inflazione. “Ho avuto modo di osservare quanto la duration può impattare su un portafoglio, a seconda del posizionamento. Di conseguenza, data la previsione di un aumento dei tassi d’interesse nel 2022, quest’anno è probabile che molti investitori continuino a posizionarsi sull’estremità corta della curva dei rendimenti e, a mio parere, che gli Etf a breve termine sovraperformino le emissioni obbligazionarie a lungo termine”, afferma.
La seconda previsione per i prossimi 12 mesi riguarda i fattori Esg che, a detta di Xavier, faranno di nuovo raddoppiare gli afflussi. “L’anno scorso, quasi tutti gli Etf lanciati contenevano una componente Esg, le cui dinamiche positive continuano a dominare molte analisi”, fa notare, evidenziando come per i flussi di Etf Esg europei è stato un altro anno record: gli afflussi netti sono raddoppiati, passando dai 43 miliardi di dollari del 2021 a 87 miliardi di dollari.
“L’introduzione del nuovo regolamento dell’Unione europea relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari ha offerto un’utile spinta a questa crescita e non vedo motivi per i quali questa tendenza dovrebbe cessare – aggiunge -. Ritengo tuttavia che l’interesse per gli Etf conformi alla classificazione dell’Articolo 9 della direttiva Sfdr dovrebbe consolidarsi tra gli investitori. Quest’anno, inoltre, gli Etf Esg che offrono un impatto misurabile dovrebbero intercettare una quota più elevata dei flussi in entrata”.
Per la parte obbligazionaria, a detta dell’esperto il fatto che nei prossimi quattro anni l’Ue preveda di emettere green bond per oltre 200 miliardi di euro è una buona opportunità per gli investitori interessati a generare un impatto. Per la parte azionaria, invece, quest’anno i prodotti incentrati sulla qualità si accaparreranno la quota più ricca dei flussi.
Infine, terza previsione, gli emergenti: i Paesi che affrontano i problemi di irripidimento della catena di approvvigionamento segneranno un rimbalzo, con conseguente crescita degli aum. “I poli produttivi mondiali sono ancora molto sbilanciati verso i Paesi emergenti. Germania esclusa, la catena di approvvigionamento mondiale rimane fortemente dipendente da Cina, Corea del Sud e Taiwan. Alcuni credono che il problema persisterà per diversi anni, mentre altri anticipano una normalizzazione già quest’anno. Alla luce di ciò, credo che i mercati emergenti che esportano verso un unico Paese sovraperformeranno i mercati meno concentrati sulle esportazioni chiave, con conseguente aumento degli aum degli Etf associati nel corso di quest’anno”, conclude Xavier.
.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.
